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A questi ragazzi la nostra solidarietà  e di tanti italiani!

Nelle prime ore della mattina di venerdì 31 gennaio, due attivisti del Coordinamento Fermare GreenHill hanno ricevuto la visita dei funzionari della Digos, ed una terza è stata raggiunta telefonicamente e le è stato comunicato di presentarsi con urgenza.

Motivo di tanto scompiglio: la consegna degli avvisi di garanzia per l’occupazione dello stabulario del dipartimento di Farmacologia  dell’Università di Milano, avvenuto lo scorso 20 aprile.

 

Quel giorno tre attiviste e due attivisti del Coordinamento, in pieno giorno, entrarono nello stabulario, al quarto piano dell’edificio sede di Farmacologia in via Vanvitelli a Milano, bloccarono gli accessi, e filmarono e fotografarono gli animali rinchiusi, i protocolli degli esperimenti passati e presenti, il registro di carico e scarico, la lista infinita di animali morti o smarriti, dai ricercatori chiamata “Destinazione Heaven”, a dimostrazione della cinica noncuranza verso le
vite degli animali che utilizzano. Abbiamo testimoniato lo squallore e la paura che pervadono questo luogo, tra gabbie sporche, conigli terrorizzati, topi catatonici o ipercinetici, box dei cani adibiti a magazzino ma ancora sporchi di urina, cartoni accatastati e tavoli di
linoleum roso dagli anni e polvere e fetore.

 

Green-Hill-Img1-46744Quel giorno il mondo della ricerca, da sempre inviolabile, venne messo a nudo. Mostrato il suo vero volto. Liberati con una trattativa gli animali: un coniglio e 400 topi. Che si rifiutarono di morire dopo poche ore, come perentoriamente predetto dai ricercatori, smentendo anche su questo punto le loro parole, ennesimo mattone di un muro di menzogne.

Quel giorno quel muro è stato minacciato. E’ stato aperto un varco. Il silenzio rotto. La reazione non poteva che essere direttamente proporzionale all’importanza e potenza del nostro gesto di disobbedienza civile. Ne eravamo consci prima di portare a termine quest’azione.
Sapevamo che avremmo avuto conseguenze legali.

Lo sapevamo anche prima di salire sul tetto del capannone numero 1 di Green Hill, azione per la quale già da tempo ci sono stati consegnati avvisi di garanzia. E lo sapevamo prima di incatenarci agli uffici di Green Hill nel marzo del 2012: a giorni si terrà la prima udienza del
processo che ci vede incriminati. In ognuna di queste occasioni abbiamo deciso di agire, indipendentemente dalle conseguenze.

 

beagle-green-hill-in-arrivo-a-romaCrediamo che l’azione diretta sia infatti la miglior risposta che possiamo dare a coloro che sono rinchiusi negli allevamenti e negli stabulari: chi è lì prigioniero non ha altra possibilità di salvezza se non quella che le loro voci vengano ascoltate, il loro quotidiano inferno mostrato,
abbattuto il muro di silenzio che protegge i loro sfruttatori e rende indifferenti chi è fuori.

I reati contestati per questa azione pubblica sono diversi, alcuni anche arbitrariamente inventati: invasione di terreno od edificio, danneggiamento, deturpamento o imbrattamento di cose altrui, violenza privata. Con le aggravanti di aver agito in più di tre persone.

 

Avremo ora bisogno di tutta la vostra solidarietà!

Abbattiamo il muro di silenzio!

 

COORDINAMENTO FERMARE GREEN HILL

Mail: info@fermaregreenhill.net
Fb: www.facebook.com/controgreenhill
Twitter: twitter.com/FermareGH

www.fermaregreenhill.net

“Never be afraid to do what’s right, especially if the well-being of a person or animal is at stake. Society’s punishments are small compared to the wounds we inflict on our soul when we look the other way.”

Martin Luther King Jr.




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