EK and her dog Samsoon in Korea

EK and her dog Samsoon in Korea

Incontro con la regista coreana Ek Park sul consumo di carne di cane (e di  gatto).

Alla vigilia del crudele Festival di Yulin, con cui i cinesi festeggiano nell’omonima città il solstizio d’estate, il dibattito sul mercato della carne di cane è quanto mai attuale, non solo per le proteste di animalisti e non, giunte ormai a livello mondiale ma anche per i risultati di un recente sondaggio, secondo cui ben nove milioni di cinesi ne chiederebbero l’abolizione.

Oltre alla Cina, anche altri Paesi del Sud Est Asiatico come la Corea del Sud e il Vietnam mantengono questa pratica quotidianamente. La Corea del Sud in particolare ha un’alta percentuale di consumatori di carne di cane, che ogni anno, indicativamente dal 13 luglio al 12 agosto, contrastano la calura estiva con una brutale manifestazione detta Bok-nal, i ‘giorni del cane’, conosciuta anche come ‘Bok Days’ o ‘Malbok Festival’, uno sterminio di massa ‘legalizzato’ che vede torturare e uccidere per la loro carne un milione di cani circa nel giro di un mese, con l’aggiunta anche di qualche migliaio di gatti (impossibile stimarne la cifra esatta). Anche in Corea del Sud sono tanti gli attivisti e le associazioni che si battono per l’abolizione di questa pratica inumana mascherata da tradizione, coreani cresciuti in mezzo alle barbarie e decisi a mettere la parola fine a un modo di alimentarsi che causa non solo sofferenze indicibili agli animali ma è anche pericoloso per la salute (molti i casi di rabbia e di altre malattie mortali segnalati tra coloro che si nutrono di carne di cane).

dog meat farm 2

dog meat farm

Ek Park, oltre ad essere documentarista, è anche la fondatrice di Free Korean Dogs, associazione che si batte contro il mercato della carne di cane in Corea del Sud e che salva i cani facendoli adottare all’estero, soprattutto in Canada dove ha sede l’organizzazione e dove la stessa Ek Park vive ormai da anni. Tornata da un recente viaggio nella sua madrepatria, Ek Park ci ha raccontato i motivi che l’hanno spinta a fondare Free Korean Dogs e a girare ‘CompassionSoup’, un documentario sull’argomento in fase di preparazione.

dog living outside in Korea

dog living outside in Korea

- Ek Park, sei nata e cresciuta in Corea del Sud. Hai avuto esperienza diretta del mercato della carne di cane? Pensi che ci siano stati cambiamenti da allora a oggi nel rapporto tra uomo e cane?

Vivevo in una piccola fattoria in campagna, nelle zone rurali molte persone allevavano i cani per poi venderli o ucciderli loro stessi per la carne; lo so, suona strano ed è una cosa scioccante ma allevare e macellare un cane per quella gente non era tanto diverso da allevare e macellare una gallina. Sono cresciuta assistendo quotidianamente a uccisioni brutali di cani, impiccati sotto i ponti, picchiati fino alla morte, bruciati vivi, tutte le torture peggiori insomma. E questo fa parte delle mie memorie infantili. Poi, trasferendomi a Seul per l’università e poi in Canada, a Toronto, ho perso contatto con questa realtà, finché l’anno scorso, rientrando in Corea per una visita a mia madre nella stessa fattoria dove sono cresciuta, ho visto quattro uomini che cercavano di impiccare un cane a un ponte. Sono rimasta scioccata e mi è tornato in mente tutto. Questo è stato l’inizio di Free Korean Dogs.

Riguardo ai cambiamenti, purtroppo non ne vedo ancora. Invece di macellare i loro stessi cani, le persone adesso vanno al ristorante e la mangiano là, la carne. In questo senso c’è stato un peggioramento perché oggi l’accesso alla carne di cane è più semplice.

dog meat farm 1

dog meat farm

- Raccontaci di Free Korean Dogs; quali sono di preciso le vostre attività?

 Il nostro scopo primario è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica lavorando con gli attivisti locali e con coloro che si adoperano per salvare i cani dal macello. Sono loro che ci hanno fatto notare quanto sia difficile trovare una sistemazione adeguata ai cani una volta portati via ai loro aguzzini, sia perché in Corea i ‘cani da macello’ non sono considerati cani da adottare sia perché potrebbero rischiare di nuovo la vita. Free Korean Dogs si occupa quindi anche delle adozioni internazionali, portando i cani all’estero.

- Parliamo del tuo documentario, ‘CompassionSoup’: da dove ti è venuta l’idea e perché questo titolo?

In Corea del Sud, il piatto più comune a base di carne di cane è chiamato ‘Boshintang’, una zuppa con aggiunta di verdure. Le persone la mangiano convinte che dia vigore ed energia, mentre non si rendono conto che ciò che mangiano è l’agonia, la paura e la sofferenza dei cani. ‘CompassionSoup’ vuole essere esattamente l’opposto ovvero che ciò che rinforza la nostra mente e il nostro corpo, dandogli forza, vitalità e felicità è l’esercizio della compassione, anche nei confronti di questi animali.

EK and Abra(rescue dog)_Hiro


EK and Abra(rescue dog)_Hiro

- Parlando ancora del documentario: come pensi che ‘CompassionSoup’ possa contribuire a cambiare la mentalità dei coreani che mangiano carne di cane?

Il mio obiettivo non sono i tradizionali consumatori di carne di cane. Purtroppo fanno parte delle vecchie generazioni, forse non guarderanno nemmeno il mio documentario e comunque hanno abitudini troppo radicate per cambiarle. Mi voglio piuttosto concentrare sulle nuove generazioni, voglio che crescano considerando il cane come un essere prezioso che merita rispetto e felicità e non come un piatto di carne. E questo si può ottenere coltivando appunto la nostra compassione. Se cominciamo a vedere e sentire ciò che provano queste creature, è più facile entrare in sintonia con loro e con le loro sofferenze. L’educazione in questo senso è il primo passo.

dog meat farm 4

dog meat farm

 

- Nel 2018 la Corea del Sud ospiterà le Olimpiadi invernali; per i Giochi Olimpici del 1988, il governo coreano ordinò ai macellai e ai ristoratori di non esporre le carcasse dei cani per non urtare la sensibilità di turisti e atleti. Ciò fa pensare che il Governo stesso fosse consapevole dell’opinione internazionale e parliamo di quasi trent’anni fa. Le proteste da allora sono aumentate ma il Governo non ha ancora abolito la carne di cane. Perché secondo te?

Essere consapevole di qualcosa non sempre significa agire per cambiarlo. Prendi ad esempio altri Paesi: il Giappone con le balene, il Canada con le foche, la Spagna con la corrida… una delle ragioni per cui i loro Governi non agiscono per abolire certe pratiche è perché non ne sentono il bisogno. In Corea del Sud molti politici e importanti uomini d’affari sono consumatori di carne di cane; non hanno problemi o conflitti interni in questo senso, quindi non sentono l’esigenza di fermarne il mercato e il consumo. Inoltre esistono delle lobby legate alla carne di cane che premono sul Governo, abolirla significherebbe mostrare debolezza come nazione. Nel 1988 la situazione politica era diversa, oggi le cose sono cambiate, il governo era più cauto, oggi non è più la stessa cosa.

Ek Park ci saluta confermando il suo impegno con il documentario, con l’attività della propria associazione e con la diffusione della compassione affinché anche nel popolo coreano cresca una nuova consapevolezza (che in molti e soprattutto, appunto, nelle nuove generazioni, c’è già) di amore e cura dell’animale che non a caso è considerato il migliore amico dell’uomo.

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dog meat farm

E anche noi occidentali, che siamo fin troppo abituati all’amore e alla fedeltà di questi animali e li diamo a volte per scontati, cerchiamo di aprire gli occhi sulle atroci realtà di questi Paesi, che ci offrono la più sofisticata tecnologia ma che restano attaccati a tradizioni ataviche e crudeli, come quella di credere che la carne di un cane, per giunta torturato senza pietà, li renda dei superuomini.

Barbara Chiodi

                                                                                                                     

AVVISO AI LETTORI. LE TRADUZIONI CHE SEGUONO SONO EFFETTUATE TRAMITE GOOGLE TRANSLATOR IN LINGUA:  INGLESE, SPAGNOLA, FRANCESCE, TEDESCA

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‘The soup of compassion’

 

Meeting with Korean director Park Ek on meat consumption of dog (and cat).

On the eve of the cruel Yulin Festival, with which the Chinese are celebrating in the town by the summer solstice, the debate on the meat market of dog is more timely than ever, not only because of the protests of animal rights and not, arrived now at the level world but also to the results of a recent survey, according to which nine million Chinese it would demand its abolition.

In addition to China, other countries in Southeast Asia such as South Korea and Vietnam maintain this practice daily. South Korea in particular has a high percentage of consumers of meat dog, that every year, approximately from July 13 to August 12, contrasting the summer heat with a brutal event that Bok-nal, the ‘dog days’, also known as ‘Bok Days’ or ‘Malbok Festival’, a mass extermination ‘legalized’ that sees tortured and killed for their meat a million dogs around in the space of a month, with the addition of a few thousand cats (impossible to estimate the exact figure). Even in South Korea are so many activists and organizations that are fighting for the abolition of this inhumane practice disguised as tradition, Koreans have grown in the midst of barbarism and determined to put an end to a way of eating that not only causes suffering untold animals but it is also dangerous to health (many cases of rabies and other deadly diseases reported among those who eat dog meat).

Ek Park, as well as being a documentary filmmaker, is also the founder of Free Korean Dogs, an association that fights against the market of dog meat in South Korea and that saves dogs making them adopt abroad, particularly in Canada where the headquarters of the ‘organization and where the same Ek Park lives for years. Returning from a recent trip to his homeland, Ek Park told us about the reasons which led it to found Free Korean Dogs and turning ‘CompassionSoup’, a documentary on the subject being prepared.

- Ek Park, you were born and raised in South Korea. You have had direct experience of the meat market of dog? Do you think there have been changes since then to today in the relationship between man and dog?

I lived on a small farm in the countryside, in rural areas many people bred dogs and sell them or kill themselves for the meat; I know, it sounds weird and it’s something shocking but raise and slaughter a dog for these people was not so different from rearing and slaughter a chicken. Are witnessing on a daily basis grew up in brutal killings of dogs, hanged under the bridge, beaten to death, burned alive, all the worst torture in fact. And this is part of my childhood memories. Then, trasferendomi in Seoul for college and then in Canada, in Toronto, I lost touch with this reality, until last year, returning to Korea for a visit to my mother on the farm where I grew up, I saw four men They are trying to hang a dog to a bridge. I was shocked and I was reminded of everything. This was the start of Free Korean Dogs. About the changes, unfortunately I do not see yet. Instead of butchering their own dogs, people now go to restaurants and eat there, the meat. In this sense, there was a worsening because today access to the dog meat is more simple.

- Tell us about Free Korean Dogs; what exactly your activities?

Our primary purpose is to raise public awareness by working with local activists and those who are working to save the dogs from the slaughterhouse. They are the ones that we have pointed out how difficult it is to find adequate accommodation to the dogs once led away to their captors, and because in Korea the ‘butcher dogs’ are not considered dogs to be adopted or because they could face life again. Free Korean Dogs are therefore also handles international adoptions, bringing the dogs abroad.

- Let’s talk about the documentary, ‘CompassionSoup’: where did you get the idea and why this title?
In South Korea, the most common dish made with dog meat it is called ‘Boshintang’, a soup with added vegetables. People eat it convinced me give vigor and energy, and do not realize that what they eat is the agony, fear and suffering of the dogs. ‘CompassionSoup’ wants to be just the opposite, or that what strengthens our mind and our body, giving it strength, vitality, and happiness is the practice of compassion, even towards these animals.

- Speaking of the documentary still: how do you think ‘CompassionSoup’ can help change the mindset of Koreans who eat dog meat?

My goal is not traditional consumers of dog meat. Unfortunately are part of the older generation, maybe they will not look even my documentary and still have too ingrained habits to change them. I want rather to concentrate on the new generations, I want them to grow considering the dog like a precious that deserves respect and happiness and not as a meat dish. And this can be achieved precisely by cultivating our compassion. If we begin to see and feel what they feel these creatures, it is easier to empathize with them and their suffering. Education in this sense is the first step.

- In 2018, South Korea will host the Winter Olympics; for the Olympic Games of 1988, the Korean government ordered the butchers and restaurateurs not to expose the carcasses of dogs not to offend the sensibilities of tourists and athletes. This suggests that the government itself was aware of international opinion and talk about almost thirty years ago. The protests have since increased, but the Government has not yet abolished the dog meat. Why do you think?
Be aware of something does not always mean to act to change it. Take for example other countries: Japan with whales, seals with Canada, Spain with bullfighting … one of the reasons why their governments do not act to abolish certain practices is because they do not feel the need. In South Korea, many politicians and important businessmen are consumers of dog meat; They do not have problems or internal conflicts in this way, so do not feel the need to stop its market and consumption. In addition there are the lobbies linked to dog meat that press on the Government, it would mean abolishing it show weakness as a nation. In 1988 the political situation was different, today things have changed, the government was more cautious, this is no longer the same.

Ek Park greets us confirming its commitment with the documentary, with the activities of their association with the spread of compassion so that even the Korean people will gradually become a new awareness (which in many and most of all, of course, in the new generations, there already) love and care of the animal which not coincidentally is considered man’s best friend.
And we Westerners, we are all too accustomed to the love and loyalty of these animals and take them for granted sometimes, we try to open our eyes to the terrible reality of these countries, which offer us the most sophisticated technology, but they remain attached to ancestral traditions and cruel, as to believe that the flesh of a dog, too tortured mercilessly, makes them supermen.

Barbara Chiodi 

 

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‘La sopa de compasión “

 

Reunión con el director coreano Park Ek en el consumo de carne de perro (y gatos).

En la víspera de la Fiesta de Yulin crueles, con la que los chinos están celebrando en la ciudad por el solsticio de verano, el debate sobre el mercado de la carne de perro es más actual que nunca, no sólo debido a las protestas de los derechos de los animales y no, llegó ahora a nivel mundo, sino también a los resultados de una reciente encuesta, según los cuales nueve millones de chinos que exigiría su abolición.

Además de China, otros países del sudeste asiático como Corea del Sur y Vietnam mantienen esta práctica diaria. Corea del Sur, en particular, tiene un alto porcentaje de los consumidores de carne de perro, que cada año, aproximadamente del 13 de julio al 12 de agosto de contraste, el calor del verano con un evento brutal que Bok-nal, los “días de perro ‘, o también conocido como ‘Malbok Festival’ ‘Bok Días’, un exterminio masivo ‘legalizado’ que ve torturado y muerto por su carne un millón de perros alrededor en el espacio de un mes, con la adición de unos pocos miles de gatos (imposible calcular la cifra exacta). Incluso en Corea del Sur son tantos activistas y organizaciones que luchan por la abolición de esta práctica inhumana disfrazada de tradición, los coreanos han crecido en medio de la barbarie y decidido a poner fin a una forma de comer que no sólo causa sufrimiento animales no contadas, pero también es peligroso para la salud (muchos casos de rabia y otras enfermedades mortales reportados entre los que comen carne de perro).
Ek Park, además de ser un director de documentales, es también el fundador de Perros de Corea libre, una asociación que lucha contra el mercado de la carne de perro en Corea del Sur y que ahorra perros haciéndolos adoptan en el extranjero, sobre todo en Canadá, donde la sede de la ‘organización y en el mismo Parque Ek vive desde hace años. Al regresar de un viaje reciente a su tierra natal, Ek Parque nos habló de los motivos que la llevaron a fundar Perros libres de Corea y girando ‘CompassionSoup’, un documental sobre el tema se está preparando.

- Ek Park, que nació y se crió en Corea del Sur Ha tenido experiencia directa del mercado de la carne de perro? Qué le parece que ha habido cambios desde entonces hasta la actualidad en la relación entre el hombre y el perro?

Yo vivía en una pequeña granja en el campo, en las zonas rurales muchas personas crían perros y los venden o matan por la carne; Lo sé, suena raro y es algo chocante, pero levanto y masacre a un perro para que estas personas no era tan diferente de cría y matar un pollo. Siendo testigos a diario creció en asesinatos brutales de perros, colgados por debajo del puente, golpeados hasta la muerte, quemado vivo, todo lo peor tortura de hecho. Y esto es parte de mis recuerdos de la infancia. Entonces, trasferendomi en Seúl para la universidad y luego en Canadá, en Toronto, que perdió el contacto con esta realidad, hasta el año pasado, volver a Corea para una visita a mi madre en la granja donde crecí, vi a cuatro hombres ellos están tratando de colgar un perro a un puente. Me sorprendió y me acordé de todo. Este fue el comienzo de los perros de Corea libre.
Acerca de los cambios, por desgracia, no veo todavía. En lugar de descuartizar a sus propios perros, la gente ahora van a los restaurantes y comer allí, la carne. En este sentido, se produjo un empeoramiento porque hoy acceso a la carne de perro es más simple.

- Háblenos de Perros de Corea libre; ¿qué es exactamente sus actividades?
Nuestro objetivo principal es aumentar la conciencia pública mediante la colaboración con activistas locales y los que están trabajando para salvar a los perros desde el matadero. Ellos son los que hemos señalado lo difícil que es encontrar un alojamiento adecuado a los perros una vez llevados a sus captores, y porque en Corea los “perros de carnicero ‘no se consideran perros para ser adoptados o porque podrían enfrentarse a la vida otra vez. Los perros coreanos libres son, por tanto, también se encarga de las adopciones internacionales, con lo que los perros en el extranjero.

- Vamos a hablar sobre el documental, ‘CompassionSoup’: ¿de dónde sacaste la idea y por qué este título?

En Corea del Sur, el plato más común hecha con carne de perro que se llama ‘bosintang’, una sopa de verduras añadidas. La gente come convencido de que me dan vigor y energía, y no se dan cuenta de que lo que comen es la agonía, el miedo y el sufrimiento de los perros. ‘CompassionSoup’ quiere ser todo lo contrario, o que lo que fortalece nuestra mente y nuestro cuerpo, dándole fuerza, vitalidad, y la felicidad es la práctica de la compasión, incluso hacia estos animales.

- Hablando del documental sigue: ¿cómo cree que ‘CompassionSoup’ puede ayudar a cambiar la mentalidad de los coreanos que comen carne de perro?

Mi objetivo no es que los consumidores tradicionales de carne de perro. Por desgracia, son parte de la generación más antigua, tal vez no se verá aún mi documental y todavía tienen hábitos muy arraigados para cambiarlos. Quiero en lugar de concentrarse en las nuevas generaciones, quiero que crezcan teniendo en cuenta que el perro como un precioso que merece respeto y la felicidad, y no como un plato de carne. Y esto se puede conseguir con precisión mediante el cultivo de nuestra compasión. Si empezamos a ver y sentir lo que sienten estas criaturas, es más fácil identificarse con ellos y su sufrimiento. La educación en este sentido es el primer paso.

- En 2018, Corea del Sur será la sede de los Juegos Olímpicos de Invierno; para los Juegos Olímpicos de 1988, el gobierno de Corea ordenó a los carniceros y restauradores de no exponer a los cadáveres de los perros no herir la sensibilidad de los turistas y atletas. Esto sugiere que el propio gobierno estaba al tanto de la opinión internacional y hablar hace casi treinta años. desde las protestas han aumentado, pero el Gobierno todavía no ha abolido la carne de perro. ¿Por qué cree?

Sea consciente de que algo no siempre significa actuar para cambiarlo. Tomemos, por ejemplo, otros países: Japón, con ballenas, focas con Canadá, España con las corridas de toros … una de las razones por las que sus gobiernos no actúan para suprimir ciertas prácticas se debe a que no se siente la necesidad. En Corea del Sur, muchos políticos y hombres de negocios importantes son los consumidores de carne de perro; Ellos no tienen problemas o conflictos internos de esta manera, por lo que no sienten la necesidad de poner fin a su mercado y el consumo. Además, existen los grupos de presión vinculados a la carne de perro que ejercen presión sobre el Gobierno, esto significaría que la abolición de mostrar debilidad como nación. En 1988, la situación política era diferente, hoy en día las cosas han cambiado, el gobierno fue más cauteloso, esto ya no es el mismo.

Ek Parque saluda nos confirma su compromiso con el documental, con las actividades de su asociación con la propagación de la compasión de modo que incluso el pueblo coreano se convertirán gradualmente en una nueva conciencia (que en muchos y sobre todo, por supuesto, en las nuevas generaciones, hay ya) el amor y el cuidado de los animales, que no por casualidad se considera el mejor amigo del hombre.

Y nosotros, los occidentales, que todos están demasiado acostumbrados al amor y la lealtad de estos animales y dar por sentado a veces, tratamos de abrir los ojos a la terrible realidad de estos países, lo que nos de la tecnología más sofisticada oferta, pero que permanecen unidas a las tradiciones ancestrales y crueles, como para creer que la carne de un perro, también torturado sin piedad, los convierte en superhombres.

Barbara Chiodi

 

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“Die Suppe des Mitgefühls”

 

Treffen mit dem koreanischen Regisseur Park Ek auf den Fleischkonsum von Hund (und Katze).

Am Vorabend des grausamen Yulin Festival, mit der die Chinesen in der Stadt, die von der Sommersonnenwende zu feiern, ist die Debatte über den Fleischmarkt von Hund rechtzeitig mehr denn je, nicht nur wegen der Proteste der Tierrechte und nicht, jetzt auf der Ebene angekommen Welt, sondern auch auf die Ergebnisse einer aktuellen Umfrage, wonach neun Millionen Chinesen würden sie ihre Abschaffung fordern.

Neben China, anderen Ländern in Südostasien wie Südkorea und Vietnam halten diese Praxis täglich. Südkorea hat vor allem einen hohen Anteil an Konsumenten von Fleisch Hund, dass jedes Jahr etwa vom 13. JULI – 12. August, im Gegensatz die Sommerhitze mit einem brutalen Fall, dass Bok-nal, die “Hundstage”, auch als “Bok Tage” oder “Malbok Festival”, eine Massenvernichtung ‘legalisiert’ bekannt, die für ihr Fleisch eine Million Hunde um in den Raum von einem Monat gefoltert und getötet sieht, mit der Zugabe von ein paar tausend Katzen (unmöglich, die genaue Zahl zu schätzen). Auch in Südkorea sind so viele Aktivisten und Organisationen, die für die Abschaffung dieser unmenschlichen Praxis verkleidet als Tradition kämpfen, Koreaner haben in der Mitte der Barbarei und entschlossen gewachsen, ein Ende zu einer Art und Weise zu setzen zu essen, dass nicht nur Leiden verursacht ungezählte Tiere, aber es ist auch gefährlich für die Gesundheit (viele Fälle von Tollwut und anderen tödlichen Krankheiten unter denen berichtet, die Hundefleisch essen).

Ek Park, sowie ein Dokumentarfilmer, ist auch der Gründer der freien koreanischen Hunde, ein Verein, der in Südkorea gegen den Markt von Hundefleisch bekämpft und das spart Hunde macht sie im Ausland übernehmen, vor allem in Kanada, wo der Sitz des “Organisation und wo die gleiche Ek Park lebt seit Jahren. Rückkehr von einer Reise in seine Heimat, Ek Park erzählte uns über die Gründe, die es führte zu Kostenlose koreanischen Hunde und Drehen “CompassionSoup”, eine Dokumentation über das Thema vorbereitet gefunden.

-. Ek Park, sind Sie geboren und in Südkorea erhoben Sie haben direkte Erfahrung mit dem Fleischmarkt von Hund hatte? Denken Sie, es Änderungen heute seitdem in der Beziehung zwischen Mensch und Hund?

Ich lebte auf einem kleinen Bauernhof auf dem Lande, in den ländlichen Gebieten viele Menschen Hunde gezüchtet und verkaufen sie oder töten sich selbst für das Fleisch; Ich weiß, es klingt seltsam und es ist etwas schockierend, aber heben und schlachten ein Hund für diese Menschen aus der Aufzucht und Schlachtung ein Huhn nicht so anders war. Erleben auf einer täglichen Basis in brutalen Morde von Hunden aufgewachsen, unter der Brücke aufgehängt, zu Tode geprügelt, lebendig verbrannt, all die schlimmste Folter in der Tat. Und das ist ein Teil meiner Kindheitserinnerungen. Dann trasferendomi in Seoul für das College und dann in Kanada, in Toronto, ich verlor den Kontakt mit dieser Realität, bis zum letzten Jahr, für einen Besuch in Korea Rückkehr zu meiner Mutter auf dem Bauernhof, wo ich aufwuchs, sah ich vier Männer Sie versuchen, einen Hund zu einer Brücke zu hängen. Ich war schockiert, und ich war von allem erinnert. Dies war der Beginn der freien koreanischen Hunde.
Über die Veränderungen, leider sehe ich noch nicht. Statt ihre eigenen Hunde schlachten, die Menschen jetzt zu den Restaurants gehen und dort essen, das Fleisch. In diesem Sinne war es eine Verschlechterung, weil heute Zugang zum Hundefleisch ist einfacher.

- Erzählen Sie uns von Freie koreanische Hunde; was genau Ihre Aktivitäten?
Unser primäres Ziel ist es durch die Zusammenarbeit mit lokalen Aktivisten die Öffentlichkeit zu sensibilisieren und diejenigen, die die Hunde aus dem Schlachthof zu retten arbeiten. Sie sind diejenigen, die wir darauf hingewiesen haben, wie schwierig es ist, eine angemessene Unterkunft für die Hunde einmal weg, zu ihren Entführern führte zu finden und weil in Korea die “Schlächter Hunde sind nicht Hunde als angenommen zu werden oder weil sie das Leben wieder begegnen könnte. Kostenlose koreanischen Hunde sind deshalb übernimmt auch internationale Adoptionen im Ausland, die Hunde zu bringen.

- Lassen Sie uns über die Dokumentation zu sprechen, ‘CompassionSoup’: wo bist du auf die Idee und warum dieser Titel?

In Südkorea ist die häufigste Gericht mit Hundefleisch wird es Bosintang “, eine Suppe mit Zusatz von Gemüse genannt. Die Leute essen es hat mich überzeugt, Kraft und Energie geben, und erkennen nicht, dass das, was sie essen, ist die Qual, Angst und Leiden der Hunde. ‘CompassionSoup’ will genau das Gegenteil zu sein, oder das, was stärkt unseren Geist und unseren Körper, es Kraft gibt, Vitalität und Glück ist die Praxis des Mitgefühls, auch gegenüber diesen Tieren.

- Sprechen der dokumentarischen noch: Wie denken Sie, “CompassionSoup ‘helfen, die Mentalität der Koreaner, die Hund essen Fleisch ändern kann?

Mein Ziel ist es nicht traditionellen Konsumenten von Hundefleisch. Leider Teil der älteren Generation sind, vielleicht werden sie nicht meine Dokumentation aussehen, auch und haben immer noch zu tief verwurzelten Gewohnheiten zu ändern. Ich möchte vielmehr auf die neuen Generationen zu konzentrieren, ich möchte, dass sie den Hund wie ein kostbares wachsen man bedenkt, dass Respekt und Glück und nicht als Fleischgericht verdient. Und dies kann durch Züchten unser Mitgefühl genau erreicht werden. Wenn wir zu sehen und zu fühlen beginnen, was sie diese Kreaturen fühlen, ist es einfacher, mit ihnen und ihren Leiden mitzufühlen. Bildung in diesem Sinne ist der erste Schritt.

- Im Jahr 2018 wird Südkorea die Olympischen Winterspiele auszurichten; für die Olympischen Spiele von 1988, ordnete die koreanische Regierung die Metzger und Gastronomen nicht die Kadaver von Hunden zu belichten nicht die Gefühle von Touristen und Sportlern zu beleidigen. Dies deutet darauf hin, dass die Regierung selbst war bewusst, die internationale Meinung und sprechen vor etwa fast dreißig Jahren. Die Proteste haben sich seit erhöht, aber die Regierung hat noch nicht abgeschafft, die Hundefleisch. Warum denken Sie?

Seien Sie sich bewusst von etwas bedeutet nicht immer, zu handeln, um es zu ändern. Nehmen Sie zum Beispiel andere Länder: Japan mit Walen, Robben mit Kanada, Spanien mit Stierkampf … einer der Gründe, warum ihre Regierungen nicht handeln bestimmte Praktiken abzuschaffen, weil sie nicht das Bedürfnis verspüren. In Südkorea, viele Politiker und wichtige Geschäftsleute sind die Verbraucher von Hundefleisch; Sie haben keine Probleme oder interne Konflikte auf diese Weise, so fühlen sich nicht die Notwendigkeit, seinen Markt und Konsum zu stoppen. Darüber hinaus gibt es die auf Hundefleisch verbunden Lobbys, die die Regierung drücken, würde es bedeuten, es Schwäche als Nation zeigen abzuschaffen. Im Jahr 1988 war die politische Situation anders, haben heute die Dinge verändert, war die Regierung vorsichtiger, ist dies nicht mehr der gleiche.

Ek Park begrüßt uns sein Engagement mit dem Dokumentarfilm bestätigt, mit den Aktivitäten ihrer Verbindung mit der Verbreitung des Mitgefühls, so dass auch das koreanische Volk nach und nach ein neues Bewusstsein zu machen (was in vielen und vor allem natürlich in den neuen Generationen, da bereits) Liebe und Pflege des Tieres, das nicht zufällig des Menschen bester Freund betrachtet wird.

Und wir im Westen sind wir alle auch daran gewöhnt, die Liebe und Treue dieser Tiere und nehmen sie manchmal für selbstverständlich, wir versuchen, unsere Augen dieser Länder an die schreckliche Realität zu öffnen, die uns bieten die modernste Technologie, aber sie bleiben beigefügt zu glauben, an alten Traditionen und grausam, dass das Fleisch eines Hundes auch gnadenlos gefoltert, sie supermen macht.

Barbara Chiodi

 

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«La soupe de la compassion»

 

Rencontre avec le réalisateur coréen Parc Ek sur la consommation de viande de chien (et chat).

A la veille du cruel Festival de Yulin, avec laquelle les Chinois célèbrent dans la ville par le solstice d’été, le débat sur le marché de la viande de chien est plus rapide que jamais, non seulement à cause des protestations des droits des animaux et non, est arrivé maintenant au niveau monde, mais aussi les résultats d’une enquête récente, selon laquelle neuf millions de Chinois, il demanderait son abolition.

Outre la Chine, d’autres pays d’Asie du Sud-Est comme la Corée du Sud et le Vietnam maintiennent cette pratique quotidienne. La Corée du Sud en particulier, a un pourcentage élevé de consommateurs de chien de la viande, que chaque année, environ du 13 Juillet à 12 Août contraste la chaleur d’été avec un événement brutal qui Bok-nal, les «jours de chien», également connu sous le nom «Bok Days» ou «festival de Malbok», une extermination massive ‘légalisés’ qui voit torturé et tué pour leur viande un million de chiens autour de l’espace d’un mois, avec l’ajout de quelques milliers de chats (impossible d’estimer le chiffre exact). Même en Corée du Sud sont si nombreux militants et organisations qui luttent pour l’abolition de cette pratique inhumaine déguisé en tradition, les Coréens ont grandi au milieu de la barbarie et déterminé à mettre un terme à une façon de manger qui non seulement provoque la souffrance animaux indicibles, mais il est également dangereux pour la santé (de nombreux cas de rage et d’autres maladies mortelles signalés parmi ceux qui mangent de la viande de chien).

Ek Park, ainsi que d’être un réalisateur de documentaires, est aussi le fondateur de chiens coréens gratuits, une association qui lutte contre le marché de la viande de chien en Corée du Sud et qui sauve les chiens leur faisant adopter à l’étranger, notamment au Canada, où le siège de la ‘organisation et où le même Ek Parc vit depuis des années. De retour d’un récent voyage dans son pays natal, Ek Parc nous a dit sur les raisons qui l’ont conduit à fonder Chiens gratuites coréens et tourner ‘CompassionSoup’, un documentaire sur le sujet en cours de préparation.

-. Ek Park, vous êtes né et a grandi en Corée du Sud Vous avez eu une expérience directe du marché de la viande de chien? Pensez-vous qu’il ya eu des changements depuis à aujourd’hui dans la relation entre l’homme et le chien?

Je vivais dans une petite ferme à la campagne, dans les zones rurales beaucoup de gens élevés les chiens et les vendent ou se tuent pour la viande; Je sais, ça sonne bizarre et il est quelque chose de choquant, mais soulève et l’abattage d’un chien pour ces personnes était pas si différente de l’élevage et l’abattage d’un poulet. Assistons sur une base quotidienne a grandi dans les meurtres brutaux de chiens, pendus sous le pont, battus à mort, brûlées vives, toutes les pires tortures en fait. Et cela fait partie de mes souvenirs d’enfance. Puis, trasferendomi à Séoul pour le collège, puis au Canada, à Toronto, je perdu le contact avec cette réalité, jusqu’à l’année dernière, de retour en Corée pour une visite à ma mère à la ferme où j’ai grandi, je l’ai vu quatre hommes Ils essaient d’accrocher un chien à un pont. J’ai été choqué et je me suis souvenu de tout. Ce fut le début des chiens coréens gratuites.

Au sujet des changements, malheureusement, je ne vois pas encore. Au lieu de dépeçage de leurs propres chiens, les gens vont maintenant aux restaurants et à manger là-bas, la viande. En ce sens, il y avait une aggravation parce que l’accès aujourd’hui à la viande de chien est plus simple.

- Parlez-nous de chiens coréens gratuites; exactement ce que vos activités?
Notre but premier est de sensibiliser le public en travaillant avec des militants locaux et ceux qui travaillent pour sauver les chiens de l’abattoir. Ils sont ceux que nous avons signalés combien il est difficile de trouver un logement adéquat pour les chiens une fois emmené à leurs ravisseurs, et parce qu’en Corée les «chiens de boucher» ne sont pas considérés des chiens à adopter ou parce qu’ils pourraient faire face à la vie. Les chiens coréens gratuites sont donc poignées aussi les adoptions internationales, ce qui porte les chiens à l’étranger.

- Parlons du documentaire, ‘CompassionSoup’: où avez-vous eu l’idée et pourquoi ce titre?
En Corée du Sud, le plat le plus commun fait avec de la viande de chien, il est appelé ‘bosintang’, une soupe aux légumes. Les gens mangent convaincu me donner vigueur et d’énergie, et ne réalisent pas que ce qu’ils mangent est l’agonie, la peur et la souffrance des chiens. ‘CompassionSoup’ veut être tout le contraire, ou que ce qui renforce notre esprit et notre corps, ce qui lui donne la force, la vitalité et le bonheur est la pratique de la compassion, même envers ces animaux.

- En parlant du documentaire encore: comment pensez-vous ‘CompassionSoup’ peut aider à changer la mentalité des Coréens qui mangent la viande de chien?

Mon but est pas aux consommateurs traditionnels de la viande de chien. Malheureusement, font partie de la génération plus âgée, peut-être qu’ils ne seront pas regarder encore mon documentaire et ont encore des habitudes trop ancrées pour les changer. Je veux plutôt de se concentrer sur les nouvelles générations, je veux qu’ils grandissent considérer le chien comme un précieux qui mérite le respect et le bonheur et non pas comme un plat de viande. Et cela peut être réalisé précisément en cultivant notre compassion. Si nous commençons à voir et sentir ce qu’ils ressentent ces créatures, il est plus facile de sympathiser avec eux et leur souffrance. L’éducation dans ce sens est la première étape.

- En 2018, la Corée du Sud accueillera les Jeux olympiques d’hiver; pour les Jeux Olympiques de 1988, le gouvernement coréen a ordonné aux bouchers et restaurateurs de ne pas exposer les carcasses de chiens de ne pas heurter la sensibilité des touristes et des athlètes. Cela suggère que le gouvernement lui-même était au courant de l’opinion internationale et de parler il y a environ près de trente ans. Les protestations ont augmenté depuis, mais le gouvernement n’a pas encore aboli la viande de chien. Pourquoi pensez-vous?

Soyez conscient de quelque chose ne signifie pas toujours d’agir pour le changer. Prenons, par exemple d’autres pays: Japon avec les baleines, les phoques avec le Canada, l’Espagne avec la tauromachie … une des raisons pour lesquelles leurs gouvernements ne jouent pas abolir certaines pratiques est parce qu’ils ne se sentent pas la nécessité. En Corée du Sud, de nombreux hommes politiques et hommes d’affaires importants sont les consommateurs de viande de chien; Ils ne disposent pas de problèmes ou de conflits internes de cette façon, donc ne se sentent pas la nécessité d’arrêter son marché et de la consommation. En outre, il y a les lobbies liés à la viande de chien qui pressent le gouvernement, cela signifierait l’abolition de le montrer la faiblesse en tant que nation. En 1988, la situation politique était différent, aujourd’hui, les choses ont changé, le gouvernement était plus prudent, ce ne sont plus les mêmes.

Ek Parc salue nous confirmant son engagement avec le documentaire, avec les activités de leur association avec la propagation de la compassion de sorte que même le peuple coréen va progressivement devenir une nouvelle prise de conscience (qui dans de nombreux et surtout, bien sûr, dans les nouvelles générations, il déjà) l’amour et le soin de l’animal qui ne coïncidence est considéré comme le meilleur ami de l’homme.

Et nous, les Occidentaux, nous sommes trop habitués à l’amour et la fidélité de ces animaux et de les prendre pour acquis parfois, nous essayons d’ouvrir les yeux sur la terrible réalité de ces pays, qui nous la technologie la plus sophistiquée offre, mais ils restent attachés aux traditions ancestrales et cruelle, que de croire que la chair d’un chien, trop torturé sans pitié, les rend surhommes.

Barbara Chiodi

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One Comment

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    筠捷
    22 giugno 2016

    請禁止殘忍的殺狗, 殘忍的打死或燒死, 只會讓狗肉產生劇毒, 毒死吃狗肉的人.

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