UNA MOSTRA DAVVERO PARTICOLARE “TESORI IN SOFFITTA. L’INCANTO DELL’INFANZIA NEI GIOCATTOLI DI MONTAGNA”.

Forte di Bard. Valle d’Aosta

7 dicembre 2010 – 23 marzo 2011

Il Forte di Bard ospita dal 7 dicembre 2010 al 23 marzo 2011 nelle sale delle Cannoniere, la mostra “Tesori in soffitta. L’incanto dell’infanzia nei giocattoli di montagna”. L’esposizione, curata da Luigi Bossina, Adolfo e Mario Cravetto e promossa dall’Associazione Forte di Bard, è un omaggio al giocattolo di montagna e al mondo alpino fatto non solo di vette, di meditazioni nel silenzio, di dura quotidianità, di sport, ma anche di quel particolare rapporto con la montagna che l’adulto e il bambino raccontano e interpretano attraverso il giocattolo.

Il giocattolo ispirato al mondo alpino è il protagonista assoluto della mostra che ha come obiettivo non solo quello di esporre una grande varietà di oggetti, ma anche di permettere ai nonni di rivivere e raccontare ai propri nipoti, i loro balocchi e, ai padri, di illustrare ai propri figli la loro giovinezza. Con giochi, semplici o complessi, all’aperto o al chiuso, i bambini creano momenti indimenticabili fissando l’emozione che ne deriva nei loro ricordi. Per questo motivo l’esposizione, con un’ambientazione scenografica di particolare effetto, vuole essere soprattutto uno specchio della memoria di come si giocava alla montagna in un periodo temporale che va dai primi anni del Novecento ai giorni nostri.

L’esposizione si sviluppa in sette sale, cinque delle quali riservate alle diverse tipologie di giocattolo (impianti di risalita, slitte e bob, automobili e autocarri, sciatori e piste di discesa) che offrono al pubblico un suggestivo viaggio a ritroso nel tempo tra giocattoli d’epoca che hanno segnato l’infanzia di intere generazioni. Una sala è dedicata alla celeberrima gara automobilistica Aosta Gran San Bernardo che si disputò nel 1920 e che,  con i suoi trentaquattro chilometri e 418 curve, fu la cronoscalata più lunga e più alta d’Europa. Il tema del giocattolo in montagna e della neve richiamano inevitabilmente al mondo del turismo e delle vacanze. In mostra, anche una preziosa serie di manifesti pubblicitari realizzati in Valle d’Aosta nella prima metà del Novecento, che testimoniano, con la loro grafica e i differenti stili, l’evolvere del gusto e del costume.

Per capire dove ha origine la grande produzione di giocattoli alla fine del 1800, è necessario fare riferimento ad uno degli elementi naturali che più caratterizzano il mondo alpino: la neve. Per l’indubbio fascino che questo elemento esercita sia sui bambini sia sugli adulti, le case costruttrici di giocattoli dalla fine del XIX secolo in poi, hanno inserito nei loro cataloghi, prodotti che richiamano la neve e tutti gli sport che sulla neve e sul ghiaccio si possono praticare.

Nei primi anni del Novecento iniziano a comparire giocattoli in latta raffiguranti bambini in slitta o sugli sci, ad opera soprattutto di case tedesche come la Mayer, la Distler o la Levy. Nei decenni successivi vengono realizzati i primi giocattoli meccanici mossi da meccanismi a molla o attraverso pulegge collegate a macchine a vapore: le piste per le slitte degli anni Venti prodotte dalle case tedesche Doll e Plank. L’Arnold, la Tecnofix, la Lehemann e molte altre ditte francesi e tedesche immettono sul mercato, dagli anni Trenta fino ai giorni nostri, bambini su slitte, sciatori, funivie e teleferiche, piste meccaniche, gradevolmente litografate, mosse da robusti meccanismi che le fanno muovere a lungo. Innumerevole è la produzione di figurine in gesso o piombo raffiguranti animali e personaggi artici.

In mostra anche le serie di animali polari prodotti dalla ditta italiana Nardi e altre creazioni molto originali realizzate negli anni Trenta dalla ditta Ingap di Padova: una sciatrice meccanica e una serie di slitte. E ancora, modellini di macchine-giocattolo in scala 1/43, corriere, vagoni ferroviari, alpini sciatori e corpi speciali dei vari eserciti riprodotti in pasta, in piombo o alluminio realizzati da ditte italiane, tedesche, francesi, inglesi. In esposizione anche le figurine civili di pattinatori e pattinatrici.

In tutto, più di mille giocattoli, che riconsegnano alla memoria collettiva, un patrimonio di grande valore affettivo legato ad un passato ormai lontano ma che è parte integrante della storia personale dei nostri nonni e dei nostri genitori.

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