MANOVRA PARCHI. CON I TAGLI COSTRETTI A CHIUDERE. RISCHIO DI AZZERAMENTO NEL SILENZIO DEL MINISTRO STEFANIA PRESTIGIACOMO.

ANGELO BONELLI (VERDI) “ SIAMO DI FRONTE AD UN DISASTRO AMBIENTALE SENZA PRECEDENTI”.

SIT-IN DEI VERDI CON ASSOCIAZIONI Al MINISTERO AMBIENTE

Il Senato ha approvato la norma che taglia il 50% dei finanziamenti per i Parchi nazionali, di fatto quindi è stata decisa la chiusura dei Parchi Nazionali.

I verdi attenti alle tematiche ambientali dichiarano: “Siamo nell’imminenza di un disastro ambientale senza precedenti che sta accadendo nel più totale silenzio e nella completa indifferenza del ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo che non ha mosso un dito per scongiurare questa catastrofe”.Il presidente Nazionale dei Verdi Angelo Bonelli aggiunge che  “Il taglio del 50% dei fondi alle aree protette, dopo che già il governo Berlusconi aveva ridotto i trasferimenti ai Parchi del 30%, è il colpo di grazia ai nostri Parchi nazionali che sono una cassaforte di biodiversità e di specie naturali: in pratica stiamo arrivando all’azzeramento delle risorse rispetto ai 68 miliardi dell’ultima finanziaria del governo Prodi”.

La privatizzazione delle aree protette mette a rischio un patrimonio ambientale nazionale che molti paesi ci invidiano, la manovra di Tremonti ha dimezzato anche i fondi delle riserve naturali protette. Il ministro Prestigiacomo conferma la privatizzazione e quindi il taglio, ha quindi dichiarato:«Il taglio del 50% ai parchi nazionali previsto dall’articolo 7 della manovra non è una svista ma fa parte di una precisa strategia che mira alla privatizzazione delle aree protette italiane”.

“Non è la prima volta che il ministro Tremonti – continua Bonelli – prova di mettere in piedi questo meccanismo: già con il Dpef del 2008 aveva provato a far sciogliere i parchi inserendoli fra gli enti inutili e da tagliare, oggi ci riprova con la manovra». Beh fortuna che ministro dell’ambiente e non del cemento…

“La manovra espone ad un rischio mortale un patrimonio naturale senza precedenti: i Parchi italiani tutelano oltre 57mila specie animali, tra invertebrati (56.168), e vertebrati (1.254), tra i quali si contano 93 specie di mammiferi, 473 di uccelli, 58 rettili, 38 anfibi, 473 pesci ossei e 73 pesci cartilaginei – prosegue Bonelli -. Per quanto riguarda il patrimonio vegetale, invece, le aree protette della penisola ospitano più di 6mila specie, che rappresentano circa il 50% della flora europea, e di cui il 13% è costituito da specie esclusive del nostro Paese”.

“Ormai è a rischio il rispetto dell’art. 9 della Costituzione e per questa ragione ho deciso di scrivere al Presidente della Repubblica – conclude Bonelli che ha aderito e sarà presente al sit-in delle associazioni davanti al Ministero dell’Ambiente venerdì 23 luglio -. E’ necessario che in queste ore e nei prossimi giorni una mobilitazioni fortissima di tutti gli ecologisti e dei cittadini: bisogna evitare che con un colpo di spugna si cancellino battaglie di decenni per un sistema di parchi nazionali che funzioni”.

L’obiettivo è evidente: si vogliono creare le condizioni per portare  al collasso le aree protette e quindi  procedere alla loro privatizzazione.

L’intento del centrodestra è quindi chiarissimo, far diventare i Parchi una fonte di business abbandonando le essenziali funzioni di tutela della natura e della biodiversità. D’altronde lo stesso ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, già nel 2008, ha parlato di fondazioni per la privatizzazione dei parchi». Intanto il nostro Premier fa lo speaker nello spot «un Paese unico, fatto di cielo, di sole e di mare, ma anche di storia, di cultura e di arte», un Paese «straordinario, che devi ancora scoprire».

Anche il WWF protesta difendendo L’Ente Parco Nazionale dei Monti Sibillini che rischia la paralisi delle sue attivita’ a causa del taglio del 50% degli stanziamenti per il 2011.

L’allarme del WWF Italia, insieme ad altre 11 associazioni, sia ambientaliste che di rappresentanza del mondo delle aree protette. “Il neo direttore del Parco, Franco Perco – spiega in una nota il WWF -, avra’ ben altre emergenze da gestire rispetto alla presenza dei cinghiali nell’area protetta, se saranno confermati i tagli previsti dalla manovra del Governo per la gestione dei parchi nazionali.

Secondo il consigliere nazionale, Dante Caserta, “la prossima Legge finanziaria colpira’ anche le aree protette nazionali, nonostante lo Stato spenda ad oggi per i parchi l’esatto equivalente di un caffe’ all’anno per ciascun italiano”.

Secondo l’associazione ambientalista, nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini il taglio dei finanziamenti (“anche solo del 10% delle gia’ ridotte risorse oggi a disposizione”) rischia di determinare “la paralisi delle principali attivita’ di conservazione della natura e di valorizzazione del territorio”

Giorgio De Santis

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