SEMINE OGM IN FRIULI. STIAMO RISCHIANDO LA PRIMA ESTESA CONTAMINAZIONE DA OGM IN ITALIA.

LA PROCURA PRENDE TEMPO. TROPPO SECONDO GREENPEACE, CHE LANCIA UN APPELLO AL PRESIDENTE NAPOLITANO.

In questi giorni stiamo rischiando la prima estesa contaminazione da OGM in Italia, a causa di una presunta semina – che sarebbe assolutamente illegale – di mais transgenico in un campo in Friuli, nel Comune di Fanna (Pn).

Lo scorso 10 luglio il terreno “sospetto” è stato posto sotto sequestro, ma la Procura di Pordenone, invece di intervenire d’urgenza, si è presa un mese di tempo per la verifica delle analisi e la stesura della perizia.

Attendere che passi tutto il mese di agosto diventa semplicemente assurdo!

Le analisi molecolari per l’accertamento della presenza di OGM sui campioni – che sono già stati prelevati da tempo – non richiedono più di tre giorni!

Ormai quel mais è in fase avanzata di maturazione e bastano  pochi giorni affinchè queste piante produrranno il loro polline, che si disperderà in ambiente e darà il via a una contaminazione difficilmente arrestabile.

Secondo,Federica Ferrario – Responsabile Campagna OGM  Greenpeace Italia – Greenpeace lancia non solo l’allarme, ma con intervento sinergico per produrre effetti più concreti, lancia un appello al presidente della Repubblica (che riportiamo integralmente n.d.r.), infatti afferma: “Non possiamo star fermi a guardare! Per questo ti invitiamo a scrivere insieme a Greenpeace e a tutta la Task Force per un’Italia Libera dagli OGM al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Nella sua funzione di Garante delle norme e della loro applicazione, chiediamo al nostro Presidente di intervenire con urgenza sulla Procura di Pordenone per scongiurare ogni ipotesi di contaminazione da piante transgeniche” l’appello testualmente recita:

Signor Presidente mi spiace sollecitarLa aggiungendo ulteriori impegni alla Sua agenda, ma sono costretto a chiederLe di intervenire con urgenza perché ritengo che, a causa di una tardiva azione della Magistratura, stia per concretizzarsi sul territorio nazionale la minaccia di una contaminazione da piante transgeniche.

Il Decreto Legislativo 24 aprile 2001, n. 212, prevede che la semina di piante geneticamente modificate sia soggetta a specifica autorizzazione: la coltivazione in mancanza della prescritta autorizzazione è punita con la pena dell’arresto da sei mesi a tre anni o dell’ammenda fino a € 51.700.

Tali disposizioni mirano a garantire i prodotti tradizionali dalla contaminazione con quelli transgenici e a evitare un danno all’ambiente.

Nonostante la presenza di una norma tanto chiara, lo scorso 25 aprile un agricoltore ha dichiarato di aver proceduto (e forse non è il solo) alla semina, assolutamente illegale, di mais geneticamente modificato.

L’Assessore all’Agricoltura della Regione Friuli Venezia Giulia, Claudio Violino ha poi presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Udine a seguito di una segnalazione relativa ad un terreno nel Comune di Fanna (Pd), nel quale risultava la semina di mais transgenico. Successive analisi realizzate dell’Agenzia Regionale per lo Sviluppo Rurale, confermavano che foglie di mais inviate anonimamente alla Regione erano in effetti provenienti da piante geneticamente modificate.

Dopo una denuncia di Coldiretti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pordenone, lo scorso 10 luglio il terreno “sospetto” è stato posto sotto sequestro. A fronte di questo atto, che evidenzia la concreta presenza di un rischio, è inaudito che il Procuratore di Pordenone,  Antonio Delpino, abbia deciso di concedere un intero mese per la stesura della relazione peritale, perdendo tempo prezioso per la distruzione del campo di mais (qualora le analisi confermassero che si tratta di piante transgeniche) e creando le condizioni per favorire la dispersione, nell’ambiente  del polline del mais OGM.

Illustrissimo Presidente, le usuali analisi molecolari per l’accertamento della presenza di transgeni (su campioni che ci risultano prelevati da tempo) non richiedono più di tre giorni! Ormai quel mais è in fase avanzata di maturazione: ancora pochi giorni e queste piante produrranno il loro polline.

Sono certo che chi ha fatto queste analisi sa già con esattezza se le piante sono o non sono state modificate geneticamente. Se non si tratta di mais transgenico, che lo si dica subito per liberarci dai sospetti relativi a questa grave minaccia. Se invece, come si ha motivo di temere, si sa già che le piante in questione sono geneticamente modificate, ebbene quelle piante devono essere immediatamente distrutte. Adesso, non ad agosto, quando la violazione della norma sulla coltivazione di organismi geneticamente modificati renderà ormai incontrollabile la diffusione di polline e la contaminazione.

Le chiedo, quindi, rispettosamente, di fare tutto quanto in Suo potere per segnalare alla Procura di Pordenone di procedere immediatamente agli accertamenti del caso in modo da poter scongiurare ogni ipotesi di contaminazione da piante transgeniche e in particolar modo per impedire che tale contaminazione risulti di fatto permessa da una incomprensibile dilazione dei tempi.

Chi è attento a questi temi, e vuole manifestare la propria civica testimonianza può collegarli al sito di Greenpeace e sottoscrivere l’appello.

Giorgio De Santis

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