Jumpin’ in the light , Robin Clerici
14 – 20 marzo 2013
inaugurazione 14 marzo ore 20.00
Hotel Boscolo Aleph
Via di San Basilio 15, 00185 Roma, Italia

Organizzato da MONTY&CO e

KORA Diffusione Culturale

Di formazione artistica eclettica, Robin Clerici, pittrice e fotografa, come molti artisti tocca e sonda i vari campi dell’arte, tra cui la pittura, la scultura, le arti applicate, come il gioiello a cera persa e recentemente i tappeti dipinti con apposite tinture e colori che si fissano sul tessuto e mantengono la brillantezza del filato tinto e poi tessuto. Il colore è dato ad acquarello con il pennello che per colatura, steso con le mani o con altri mezzi scelti al momento e tessuti attualmente utilizzati sono: la lana cotta (autoctona), cotoni pesanti (autoctona)  e lana annodata a mano  (India). I tappeti sono talvolta ispirati ai pittori moderni coma Mark Rothko e Paul Klee.

All’Hotel Boscolo Aleph saranno protagoniste i quadri di Robin Clerici su tessuto di lino grezzo, preparato direttamente dall’artista secondo il tradizionale metodo con colla e gesso di Bologna, su cui viene steso il colore in un’alternanza di fluide pennellate all’acquerello e tocchi più densi e materici.

Una dozzina di opere di vario formato, in cui piccole figure umane vengono ritratte in prospettiva aerea in ampi spazi esterni, spiagge, strade, piazze, campagne o mentre fluttuano nell’aria, come nella serie Jumpin’. L’artista cattura le figure in momenti di sospensione, in cui il tempo resta indefinito e l’inquadratura a ‘volo d’uccello’ trasmette allo spettatore un senso di leggerezza e di immaterialità della visione, anche se di fatto proprio lo spazio e la materia vengono concretizzati e sintetizzati nella proiezione delle ombre che denunciano la presenza reale e tangibile dei protagonisti. “Posti di fronte alle opere di Robin Clerici, si avverte una strana sensazione non comune a noi uomini se non con l’ausilio di mezzi meccanici, quella di volare. Una prospettiva inusuale, una sensazione di libertà, di spazi infiniti, quasi sembra di planare nello spazio immenso, passando da una tela all’altra attraverso un susseguirsi di visioni delle immagini dipinte, di personaggi, e colori, in un tempo parallelo, ovvero in una dimensione diversa…” (Antonio Fontana).

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