AL VIA SENSOFWINE 2011. IL VINO PARLA AI SENSI.

UN’ESPERIENZA UNICA PER SCOPRIRE E DEGUSTARE LE  PIU STRAORDIANRIE ECCELLENZE  ENOLOGICHE MADE IN ITALY.

SENSOFWINE 2011: saranno oltre 1000 i vini d’eccellenza selezionati personalmente da Luca Maroni che si potranno degustare sabato 29 e domenica 30 gennaio al Palazzo dei Congressi dell’EUR.

SENSOFWINE costituisce un’occasione unica per scoprire e degustare le eccellenze enologiche delle 20 regioni italiane.

Realizzata con il sostegno dell’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione di ROMA CAPITALE, la prestigiosa kermesse enogastronomia si presenta alla sesta edizione arricchita di molte novità.

Con i suoi circa 3000 mq, il nuovo spazio espositivo accoglierà i visitatori in un’atmosfera lontana dagli stress urbani, permettendo così di vivere appieno tutte le sollecitazioni di un vero e proprio viaggio sensoriale. Il percorso si snoderà attraverso le ricchezze del patrimonio enogastronomico italiano e si articolerà in base alle provenienze territoriali e alle peculiarità sensoriali dei diversi vini. I visitatori potranno orientarsi grazie al catalogo in dotazione all’ingresso contenente i percorsi consigliati, l’elenco dei produttori presenti, la lista delle cantine e la posizione di ogni espositore.

Un’apposita area della fiera – il Salotto delle anteprime – permetterà agli ospiti di assaporare i nuovi vini non ancora presentati sul mercato e non ancora inseriti nelle Guide 2011. Lo spazio sarà allestito in modo da permettere il libero acceso alla mescita, grazie gli avanzati sistemi di degustazione Enomatic, che consentono di spillare il vino direttamente dalla bottiglia al bicchiere, tramite l’uso di una speciale wine card.

Il Wine bar “Sensofwine”, con servizio curato da sommelier professionisti, ricreerà l’atmosfera conviviale di un wine bar, dove degustare una selezione dei vini delle aziende presenti.

Novità assoluta saranno le degustazioni guidate tenute dallo stesso Luca Maroni, incentrate sul suo metodo di analisi sensoriale, nel corso delle quali saranno proposti in degustazione e presentati nelle loro caratteristiche organolettiche alcuni dei vini presenti alla manifestazione.

Tutte le regioni italiane saranno rappresentate da una ricca selezione di prodotti gastronomici di eccellenza, in libera degustazione per il pubblico.

Per il primo anno, Sensowine prevede uno spazio dedicato all’arte: Sensofart.

Nel Foyer del Palazzo dei Congressi, infatti, un’installazione di Officina Materica racconterà l’esperienza dei sensi, mentre “Vinalia” Mostra fotografica di Vittorio Storaro, Parte Prima – Il Lazio, con 12 scatti autografati dal “maestro della luce” svelerà ai visitatori le bellezze naturali legate ai vini del Lazio.

Nell’ambito della manifestazione, verranno assegnati rispettivamente il “Premio al Merito” a Vittorio Storaro e il “Premio Vino è Cultura della città di Roma” al Cavaliere Gianni Zonin come miglior produttore assoluto d’Italia.

SENSOFWINE sarà aperta al pubblico sabato 29 gennaio dalle 15.00 alle 22.00 (ultimo ingresso ore 21.00) e domenica 30 gennaio dalle 15.00 alle 22.00 (ultimo ingresso ore 20.30).

Biglietto d’ingresso: 25 Euro.

Le degustazioni possono essere prenotate mediante il sito web www.sensofwine.com.

I biglietti sono acquistabili presso la biglietteria del Foyer del Palazzo dei Congressi dell’EUR.

Un evento come “Sensofwine 2009″ diventa un autentico albero della cuccagna. C’erano vini per soddisfare tutte le declinazioni del gusto.Con Maroni, da sempre trovo il mio habitat naturale. Si trovano vini famosi affiancati ad altri completamente sconosciuti e senza nessun timore reverenziale ci si accosta alla beva in religioso ascolto dell’unica deità ammessa a partecipare: i sensi.

Rosario Tisio

In questi anni mi sono accorta che per entrare in una guida fare il vino buono non basta, non basta proprio, ci vogliono conoscenze e conoscenze e via avanti!
Quando ho visto i risultati dei miei vini sulla Sua guida, senza neppure conoscerLa, ho pensato: questa è una guida seria…ma non perchè ho la presunzione di fare dei vini buonissimi, ma perchè so di lavorare facendo un vino veramente vero e non una bevanda…
Un sincero saluto a Lei e al Suo staff e un ringraziamento per aver dato voce anche a me…vignaiola di Romans d’Isonzo!

Sabrina di Brazzà

Devo dire che non conoscevo una tale messe di vocaboli per definire a parole ciò che il vino in realtà trasmette a chi, con sensibilità sa, provando, ascoltare.
Volevo farLe i miei complimenti personali per il garbo, la veste grafica ma soprattutto la passione che traspira, anzi direi stilla, dalle alcoliche pagine del suo Annuario.
Un piccolo esempio: Da Natale ho cominciato a girare attorno ai miei Castelli Romani e, grazie al suo libro, ho scoperto realtà incredibili, fatte di sacrifici, amore per la terra e paesaggi mozzafiato nascosti ai più, anche nelle vicinanze di un casello autostradale.

Dott. Francesco Oristanio

IL METODO DEGUSTARE UN VINO ATTRAVERSO I SENSI

“La degustazione non è un arte né un fatto di talento, è una disciplina la cui pratica consente di misurare, di valutare, di descrivere e di argomentare analiticamente ciò che i sensi di qualsiasi individuo perfettamente e naturalmente registrano al contatto con un dato vino”.

Luca Maroni crede fermamente che chiunque possa diventare un ottimo degustatore e spiega che per riuscirci sono sufficienti cinque requisiti grazie ai quali ogni individuo può valutare in modo proprio la piacevolezza – qualità di un determinato vino.

Tali requisiti sono:

· Il metodo: se non si degusta applicando un metodo, non si valutano con precisione né si memorizzano i vini

· La conoscenza applicata del metodo cioè l’esperienza

· L’attenzione: solo il degustatore attento percepisce e valuta con precisione ciò che naturalmente sente

· La sincerità nella valutazione e nella descrizione di ciò che si sente

· La sintesi, la pregnanza e la semplicità nel descrivere le sensazioni percepite assaggiando

Partendo da questa convinzione Luca Maroni ha messo a punto e utilizza per la sua attività di “analista sensoriale”, un vero e proprio metodo scientifico fondato su parametri analiticamente misurabili, che mette in relazione le sensazioni avvertite in degustazione (effetti) con le componenti chimico/fisiche di ciascun vino (cause).

La degustazione infatti è un esame effettuato attraverso gli organi di senso (occhio, naso, bocca) di un’effettiva realtà analitica. Il vino è un insieme di composti chimico- fisici, ognuno e l’insieme dei quali sono causa di una stimolazione sensoriale. L’effetto di tale stimolazione sono le sensazioni che il degustatore percepisce assaggiandolo.

Applicando tale metodo, facile da apprendere, diretto ed immediato eppure di rigorosa impostazione scientifica, ogni individuo è in grado di decodificare le sensazioni olfattive e gustative suscitate da un vino valutando la qualità della sua analitica essenza.

Secondo Luca Maroni se un vino non genera piacevolezza all’assaggio, la colpa non è di chi lo assaggia perché non sa degustare, ma del vino qualitativamente e analiticamente carente. Ogni individuo infatti, valutando la piacevolezza del sapore di qualsiasi bevanda o alimento, ne valuta la sua qualità analitica pura.

Qualità analitica alta = sapore piacevole; qualità analitica bassa = sapore spiacevole.

IL METODO LA QUALITA’ DEL VINO OVVERO LA PIACEVOLEZZA DEL SUO SAPORE

“Il vino è piacevole quando il suo gusto richiama in modo vero (consistente, equilibrato e integro) quello del frutto da cui è ottenuto”.

Se un vino è piacevole significa che è stato prodotto da un frutto uva dalla composizione chimicofisica perfetta, la cui trasformazione è stata eseguita tecnicamente in modo impeccabile; un vino con queste caratteristiche può essere definito “ad alto indice di qualità”.

Degustare un vino significa dunque stimarne la piacevolezza ovvero la fruttosità. Per fare questo occorre valutare attraverso i sensi l’intensità dei tre parametri che determinano detta qualitàpiacevolezza-fruttosità. La consistenza, l’equilibrio e l’integrità, ognuno concorrente in eguale misura alla determinazione della “qualità” – “piacevolezza” – di qualsiasi vino (con un punteggio da 1 a 33).

Seguendo tali criteri di valutazione, acquisirà un punteggio pari a 99 un vino che presenta un gusto di consistenza, equilibrio ed integrità massime, un vino quindi analiticamente eccellente e perciò universalmente piacevole all’assaggio. Riceverà un punteggio pari o superiore a 84 centesimi, un vino nel quale il richiamo al frutto costitutivo è davvero evidente; un “vino-frutto”.

La degustazione di un vino si sostanzia dunque nella valutazione dei tre parametri determinanti la qualità – piacevolezza del vino; nella loro somma (che fornisce “l’indice di piacevolezza del vino”) e nella descrizione delle sensazioni recepite dai nostri sensi.

Un vino ad alto indice di qualità non va illustrato intellettivamente, ma sperimentato piacevolmente e spontaneamente sul nostro palato; per esso non esistono astemi.

IL METODO SCHEDA TECNICA

Per valutare l’indice di piacevolezza di un vino occorre valutare l’intensità dei tre parametri che lo determinano: consistenza, equilibrio, integrità.

Consistenza: è l’insieme delle sostanze che costituiscono il vino, il suo estratto secco. Essa determina la quantità delle sensazioni visive, olfattive e gustative registrate. Tanto maggiore è la consistenza dell’uva impiegata, tanto maggiore è la consistenza del vino; tanto maggiore è la quantità di uva prodotta da una vite, tanto minore sarà la consistenza del vino ottenuto (e viceversa).

Riflessi del parametro consistenza su occhio, naso e gusto:

· Occhi: fittezza della colorazione, densità visiva del liquido, archetti sul bordo del bicchiere

· Naso: intensità e densità dei profumi

· Gusto: intensità del sapore, sensazione tattile del liquido (più o meno densa), persistenza del sapore dopo la deglutizione

Equilibrio: un vino è equilibrato quando le Sensazioni a Gusto Dolce del suo sapore eguagliano la somma delle Sensazioni a Gusto Acido più le Sensazioni a Gusto Amaro.

Un vino è equilibrato quando la dolcezza (morbidezza) del suo gusto eguaglia la somma della sua acidità e della sua – eventuale – amarezza.

Eq = SGD = SGAc + SGAm

L’equilibrio del sapore del vino dipende dall’equilibrio del sapore del frutto, dal suo indice di maturità al raccolto, nonché dalle modalità di vinificazione seguite. L’equilibrio determina la qualità delle sensazioni provate.

Riflessi del parametro equilibrio su occhio, naso e gusto: · Occhio: sfumature e riflessi della colorazione · Naso: tendenza olfattiva morbida o dura (acida o amara) forma degli odori puntuta, acuta, oppure rotonda, avvolgente  · Gusto: armonia o squilibrio del sapore (ovvero bilanciamento tra le sensazioni dolci e la somma di quelle acide e amare) Integrità: è determinata da due fattori: la pulizia, ovvero l’assenza di profumi e di sapori sgradevoli e difettosi non propri del frutto compositivo ma insorti durante la trasformazione enologica, e la novità, ovvero l’assenza di ossidazione.

L’ossidazione è la degradazione dei profumi e dei sapori originali del frutto intervenuta per improprie modalità di vinificazione e/o per eccessivo invecchiamento del vino.

Riflessi del parametro integrità su occhio, naso e gusto:

· Occhio: assenza di torbido e di sfumature cromatiche ossidate

· Naso: profumi nitidi e freschi di frutta uva o di altri frutti naturali

· Gusto: sapore nitido e fresco, non piccante né bruciante in deglutizione

NOTE SUI TRE PARAMETRI

· I tre parametri determinanti la qualità del vino sono puramente teorici ma analiticamente misurabili (per mezzo di titolazione in laboratorio dei relativi agenti chimico – fisici compositivi).

· I tre parametri sono fra loro indipendenti nella commisurazione, mentre sono interagenti nella percezione sensoriale.

· Ognuno dei tre parametri concorre in maniera identica (33,33%) alla determinazione della Qualità-Piacevolezza -Fruttuosità assoluta di qualsiasi vino.

· La valutazione complessiva della Qualità-Piacevolezza -Fruttuosità si esprime attribuendo un voto in centesimi al vino degustato.

Il livello di ciascuno dei tre parametri organolettici fondamentali è fissato una volta per tutte dal produttore con il definitivo imbottigliamento del vino.

· Dato l’originario livello di consistenza, equilibrio, integrità del vino, il trascorrere del tempo determina una graduale diminuzione dell’indice di Piacevolezza di qualsiasi vino esistente (decremento della consistenza e dell’integrità, resta invece sostanzialmente immutato l’equilibrio).

www.sensofwine.com.

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