LA FIERA DELL’IMPUNITA’:  IL GOVERNO SCRICCHIOLA  SEMPRE       DI PIU ’ SOTTO IL SUO PESO.

Una notizia che non potrà non suscitare commenti di ogni genere viene lanciata il 22 Luglio 2010 durante il Tg3 Linea Notte: “Oriana Fallaci prevedeva il lento cambiamento politico del presidente della camera Gianfranco Fini  da destra a sinistra, come riportato da un articolo postumo su il Giornale”. Se anni addietro l’egemonia della destra concentrava su di essa una buona parte del sentire politico nazionale, adesso con un netto distacco tra il popolo e il governo, e con la nascita della “cricca ” – un governo parallelo divoratore insaziabile di denaro pubblico in maniera gigantesca e reiterata – “l’uomo della provvidenza con il sole in tasca ” non incanta più nessuno: la sua “cricca ” utilizza il potere mediatico a totale disposizione solo ed unicamente per creare una narrativa nelle coscienze nazionali tale da rendere veritiero il proprio contrario, giustificare la negazione come verità, l’omertà come spettacolarizzazione nella cacofonia insensata dell’urlo televisivo, la frustrata aggressività come unico metodo per farsi sentire. Infatti, Oriana Fallaci scriveva tra le altre cose: ”Uno dei difetti che caratterizzano voi politici è la presunzione di poter prendere in giro la gente, trattarla come se fosse cieca o imbecille, darle a bere fandonie, negare o ignorare le realtà più evidenti. Più visibili, più tangibili, più evidenti “.

Un feroce attacco del genere sembra essere ancora più significativo e ficcante se si considera che fu scritto dalla Fallaci nel 2004 su Il Giornale, il quotidiano di riferimento dell’attuale governo di centrodestra; e lei non poteva certo pronosticare il lentissimo ma ormai conclamato sistema di totale degrado, la nascita della “cricca ” che bypassa i più elementari dettami costituzionali privilegiando il rapporto popolo-governo come il solo che certifica l’esistenza delle connivenze tra faccendieri di ogni genere, e come coloro che giustificano i loro reati come “l’unico sistema possibile “,  facendo credere che – attraverso i mezzi di (dis)informazione – questa è l’unica realtà fatalmente possibile e necessaria. Ma la credibilità si conquista con i fatti, non con le menzogne che ogni giorno vengono amplificate e propinate dagli organi di propaganda governativa piduista (ora “pitreista “), pubblicizzando (erroneamente) l’idea che a furia di ripetere sempre la stessa menzogna qualcosa resterà. Si dirà: ah, ma il governo sta facendo un gran lavoro di moralizzazione, e il ministero degli interni non ha mai avuto tali e tanti successi come in questa congiuntura; ma che non sia questo forse anche lo scopo per creare quella narrativa, il “dare con una mano e togliere con l’altra “?

E’ difficile credere che questo regime si sia insediato grazie al “popolo bue ” credulone e apatico: queste sono le menzogne mediatiche della “cricca “. Diciamo piuttosto che nella smaniosa necessità di protagonismo italico le componenti come quelle della prevaricazione, dell’invasione degli spazi altrui, del suscitare l’eccitazione permanente del sistema nervoso, del rendere il rapporto emotivo in generale sempre a livelli di intolleranza eccessiva attraverso la provocazione, tali componenti sono le parti preponderanti di una metodologia volta a mettere in pratica gli elementi primari del controllo delle masse: la paura ed il ricatto; entrambi populisticamente ed indissolubilmente collegati.

La paura non la vediamo ma la “sentiamo “; minacciare sfracelli, scenari politici apocalittici al limite dell’eversione, il “muoia Sansone con tutti i Filistei “, è appunto una parte di questo metodo.

La rissosità, il perdere le staffe subito, l’essere costantemente pronti ad aggredire verbalmente e fisicamente per imporsi sono la prerogativa di individui che necessariamente devono ipocritamente “fissarsi ” nell’inconscio collettivo come “persone per bene “, “individui di probità assoluta “, “paladini della rettitudine “, “cavalieri dell’integrità morale “, “protettori della morigeratezza “; e coloro che ne contestano la doppiezza, la falsità, l’insincerità, l’infingimento, la simulazione devono essere vilipesi, offesi, infamati, disonorati, insultati, ingiuriati, oltraggiati, vituperati e scherniti sempre e comunque.

Da manuale perciò l’editoriale di Marco Travaglio di giovedì 15 Luglio 2010 sul “Fatto Quotidiano “: “Ricapitolando. Il premier B. ha due processi per frode fiscale e appropriazione indebita, uno per corruzione giudiziaria e un’indagine per minaccia a corpo dello Stato, senza contare prescrizioni, reati depenalizzati (da lui), amnistie, insufficienze di prove, le archiviazioni per decorrenza termini. Il suo braccio destro Previti è un pregiudicato per due corruzioni giudiziarie. Il suo braccio sinistro Dell’Utri è un pregiudicato per false fatture e frode fiscale, poi ha una condanna in appello per mafia, un processo per estorsione mafiosa, uno per calunnia pluriaggravata e un’inchiesta per associazione segreta (la P3). Il suo coordinatore Verdini è indagato per corruzione e P3. Il suo vicecoordinatore Abelli l’hanno appena beccato a prender voti dalla ‘ndrangheta. I suoi ministri Matteoli e Fitto sono a processo, l’uno per favoreggiamento, l’altro per corruzione. Altri due, Bossi e Maroni, già pregiudicati. Fra i sottosegretari, Letta e Bertolaso sono indagati, Brancher è imputato, Cosentino ha un mandato di cattura per camorra e i pm di Roma stanno valutando la posizione del viceministro Caliendo, detto ’Giacomino’ da compari di P3. Questo governo-lombrosario gode della piena fiducia (35 volte in due anni) del Parlamento, e ci mancherebbe: lì siedono 24 pregiudicati e 90 fra imputati, indagati, prescritti e condannati provvisori. Anche al Parlamento europeo ci rappresentano condannati (Patriciello, Borghezio, Bonsignore) e indagati (tipo Mastella). In omaggio al federalismo penale, frequentano assiduamente procure e tribunali un bel pò di sindaci: dalla Moratti (indagata per smog e abuso) a Tosi e Gentilini (condannati per razzismo), da De Luca (imputato per associazione per delinquere, truffa e falso) a Cammarata (inquisito per abuso). E sono indagati cinque governatori regionali su 20: Formigoni (smog), Lombardo (mafia e abuso), Scopelliti (imputato per omissione d’atti d’ufficio e di recente beccato a cena col boss), De Filippo (favoreggiamento), Iorio (concussione e abuso). L’ex governatore siciliano Cuffaro, condannato in appello a 7 anni per favoreggiamento mafioso, è imputato per concorso esterno e il pm ha appena chiesto per lui altri 10 anni di galera. I vertici della Protezione civile vagano fra l’ora d’aria e i domiciliari. Indagati pure il cardinale Sepe e un paio di gentiluomini di Sua Santità. L’erede al trono Vittorio Emanuele di Savoia è imputato per associazione a delinquere. Ottimi anche due presidenti emeriti della Corte costituzionale. Mirabelli era intimo del faccendiere Pasqualino Lombardi; Baldassarre è imputato per millantato credito. L’ex governatore di Bankitalia, Antonio Fazio, è sotto processo per l’aggiotaggio delle scalate bancarie. Ben piazzato il Gotha di Confindustria, col gruppo della presidente Marcegaglia che ha patteggiato per corruzione e il padre della Emma, Steno, fresco indagato per smaltimento illegale di rifiuti tossici. Il gruppo Fiat-Agnelli sfila in tribunale con Gabetti e Grande Stevens, la Telecom modello Tronchetti con gli spioni della Security, e poi Fastweb, Parmalat, Finmeccanica, Unipol, Impregilo, Ligresi, Geronzi…Ottime le performance di forze dell’ordine e servizi segreti: il Sismi di Pollari & Pompa alla sbarra per i dossier illeciti; il capo dei Dis, De Gennaro, condannato in appello a 16 mesi per istigazione alla falsa testimonianza sui pestaggi del G8, per i quali hanno collezionato 73 condanne fra dirigenti e agenti della Polizia; una dozzina di 007 indagati per i depistaggi sulle stragi; l’ex comandante della Gdf, Speciale, ha rimediato in appello 18 mesi per peculato; il comandante dei Ros, generale Ganzer, s’è appena guadagnato 14 anni in primo grado per traffico internazionale di droga, mentre il predecessore Mori è imputato per favoreggiamento a Provenzano e indagato perché ai tempi delle stragi trattava con Cosa Nostra, infatti godono entrambi della ’piena fiducia’ del governo, e anche del Pd. Ma noi, dico noi miseri incensurati, dove abbiamo sbagliato?”

Gli ultimissimi sviluppi sull’agonizzante declino e rottura della maggioranza di governo ha stimolato il commento di Nick Squires con un articolo sul sito del “Daily Telegraph” , quotidiano britannico di  centro-destra che puntualizza come il governo non governa più da qualche tempo ormai; infatti le ultime righe del suo articolo ci raccontano come: “la faida mortale tra Fini e Berlusconi ha rinforzato l’impressione di un governo che ha perso il suo scopo e senso dell’orientamento da quando è stato eletto nel Maggio del 2008.
Il consenso personale di Berlusconi tra i suoi elettori è precipitato da più del 50% un anno fa al 39%; il consenso complessivo della coalizione di governo – secondo un sondaggio d’opinione – crolla al 31%, appena tre punti sopra l’opposizione di centro-sinistra. Mentre l’estate scorsa Berlusconi era immischiato in scandali circa la sua vita personale, quest’estate sono alcuni dei suoi alleati più vicini ad essere macchiati dal declino morale, e nei due mesi passati due ministri ed un viceministro sono stati costretti alle dimissioni a causa di scandali per corruzione
“.

Si cominciano ad udire forti i primi boati di impalcature che stanno inevitabilmente crollando.

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