131 I LUNGOMETRAGGI E DOCUMENTARI, 15 I FILM IN CONCORSO E 7 FUORI CONCORSO E  UN OMAGGIO SPECIALE A DUE GRANDI DEL NOSTRO CINEMA, PIER PAOLO PASOLINI E MONICA VITTI.

 

La VI^ edizione del Festival Internazionale del Film di Roma avrà il inizio giovedì 27 ottobre, all’Auditorium Parco della Musica e si concluderà venerdì 4 novembre. Sono previsti 131 lungometraggi e documentari, 15 film in concorso nella Selezione Ufficiale, 7 film fuori concorso, 3 film “Alice nella Città”, 12 Eventi speciali dello spettacolo e molto altro ancora.

Francesca Via (direttore generale della Fondazione Cinema per Roma) ha evidenziato che: “… questa edizione del Festival arriva in un momento molto difficile per l’economia del Paese e quindi faticoso per il mondo delle arti e della cultura. Nonostante questo la Fondazione ha cercato di assorbire la complessità di uno scenario generale così turbolento, preservando gli standard di qualità del Festival  e nello stesso tempo, con la consapevolezza che in tempi di crisi è fondamentale anche inseguire le opportunità, si è data importanti obiettivi di sviluppo”.

Tra le domande dei colleghi, – per la verità proprio da una giornalista – è stato chiesto se il Festival di Roma potesse considerarsi come tale o come una Festa, e se ci fosse una “competizione” o anche un paragone con il Festival di Venezia o quello di Cannes. La risposta è che nessuna competizione esiste tra questi Festival e gli altri. La manifestazione è per la maggior parte autofinanziata e solo un terzo del costo è sostenuto da Istituzioni locali. In questo senso il modello del Festival è pluralista, che si affida alla società civile e non solo al contribuente, “per presentare un’offerta di qualità e varietà: le sezioni storiche, gli eventi speciali – continua Francesca Via – il Focus dedicato al Regno Unito, il progetto dell’identità italiana nell’anniversario per i 150 anni dell’Unità d’ Italia, l’attività del Mercato del Film e il sostegno alle coproduzioni di giovani autori e ancora, mostre concerti, spettacoli secondo una formula, quella delle Risonanze, che non assorbe risorse ma utilizza la rete delle cooperazioni”.

In sintesi un Festival impegnato e solidale, con molta attenzione sull’ambiente, anche in questa edizione, attento anche a le innovazioni , wi-fi in ogni location, potenziamento del digitale, una sezione sul web con la collaborazione con Mymovies.

Il direttore Artistico del FESTIVAL, Piera Detassis, sottolinea che la sfida continua. “E una sfida che guarda soprattutto al nostro plusvalore, il pubblico appassionato di una cine(città) che ama e coltiva la settimana arte, ma non dimentica l’industria del Mercato ben rappresentato da The Business Street guidata da Roberto Cicutto. “Tutto il cinema per tutti”, è lo slogan del presidente Gian Luigi Rondi, e rappresenta la linea guida del progetto Festival di Roma. Dicevamo che il Festival sarà all’insegna femminile, infatti numerose le protagonisti femminili ed interpreti di calibro internazionale come le star asiatiche Michelle Yeoh e Zhang Aiyi e Olivia Newton- John, Maggie Gyllenhaal, Isabelle Hupert, Charlotte Rampling, Felicity Jones, Marcia Gay Harden, Kristin Scott Thomas e Noomi Rapace, in aggiunta al fitto parterre di protagoniste italiane.

Per gli amanti delle assonanze, il Festival si aprirà con il film The Lady, ispirato alla figura del premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi la politica birmana, attiva da molti anni nella difesa dei diritti umani sulla scena nazionale del suo Paese, devastato da una pesante dittatura militare, imponendosi come leader del movimento non-violento, tanto da meritare i premi Rafto e Sakharov, prima di essere insignita del premio Nobel per la pace nel 1991. Nel 2007 l’ex Premier inglese Gordon Brown ne ha tratteggiato il ritratto nel suo volume Eight Portraits come modello di coraggio civico per la libertà. L’itinerario dell’evento si dipana simbolicamente nel segno delle ladies e chiuderà con il restauro di Colazione da Tiffany, omaggio alla bellissima mostra dedicata a Audrey Hepburn.

Lo sguardo delle donne spesso esprime una sensibilità maggiore, degli uomini, infatti dietro la macchina da presa dimostrano di essere capaci di una visione luminosa e penetrante.

Sabina Guzzanti che parla di Franca Vale nel film Franca la prima e giovani esordienti come Heidi Rizzo che, per la produzione di Edoardo Winspeare, Grazia e furore descrivono il modo diverso di essere globali, di due giovani atleti del Salento che gareggiano nella boxe in Thailandia.

C’è un’esordiente argentina, di origine italiana Laura Citarella presente con un’impressionante opera prima di sapore hitchcockiano: Ostende La norvegese che pedina l’erotismo di un’adolescente con spassionata e inedita comicità, Jannicke Systad Jacobsen, con Turn Me On, un’americana come Liz Garbus che racconta la romanzesca e drammatica vita di Bobby Fischer. Molte giovani aspiranti modelle siberiane che finiscono in Giappone come pacchi postali: Girl Model, le “indignate” africane, adorabili e chiassose African Women: in viaggio per il Nobel della pace, una giornalista cinese popolare in patria come una rock star che intervista i condannati a morte una settimana prima di essere giustiziati, e non si ferma davanti a nulla, seguita da milioni di spettatori in quella Cina repressiva e censoria, Dead Men Talking.

La prostituta tedesca nel film Case chiuse  di Filippo Soldi bordello più “in” di Berlino, parla del suo mestiere come se fosse un’addetta alle pubbliche relazioni di una grande azienda.

Eventi Speciali presenta il documentario di Maurizio Cartolano sul caso Cucchi,  ’148 Stefano mostri dell’inerzia’, in anteprima assoluta al Festival internazionale del Film di Roma. in stretta collaborazione con la direzione artistica, c’è Ilaria Cucchi, la cui battaglia per fare luce sul caso della morte del fratello non è meno avventurosa e drammatica di un thriller.

L’omaggio a Pier Paolo Pasolini è composto di otto installazioni, che in un gioco di riflessi e interrelazioni reciproche, condensano alcuni temi peculiari della poetica del poeta e cineasta, quali la critica alla modernità (ossia la sua lucida e spietata analisi dei processi di trasformazione che hanno investito l’ Italia dagli anni Sessanta alla metà degli anni Settanta, l’universo figurativo e le sue matrici  estetiche, i legami del manierismo e la sua forma originale di contaminazione stilistica. La poesia  – è la voce di Pasolini a leggere versi delle Ceneri di Gramsci e di altre liriche – la dimensione del sacro, la particolare religiosità pasoliniana, che comprende anche l’esaltazione della corporalità e del sesso, l’ Italia (dagli anni ’20 agli anni ’70, il paese amato e odiato appassionatamente dallo scrittore in tutta la sua esistenza), il Terzo Mondo (l’utopia della primitività africana e araba difesa contro le sirene inarrestabili della globalizzazione). Il percorso si aprirà e si chiuderà sulla vita di Pasolini. La sezione fondamentale della mostra sarà quella rappresentata dall’installazione originale creata in esclusiva da Francesca Loschiavo e Dante Ferretti, che fu prezioso collaboratore di Pasolini per i film Medea (1969), Il Decameron (1971), I racconti di Canterbury (1972), Il fiore delle Mille e una notte (1974) e Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975): una nuvola che nasce dalla macchina da scrivere, un fiume di parole, fogli, immagini che ci restituirà l’emozione di un’opera unica e preveggente come quella che Pier Paolo Pasolini ci ha lasciato.

Una mostra fotografica dal titolo “Monica e il cinema. L’avventura di una grande attrice”, renderà omaggio a Monica Vitti in occasione del suo 80° compleanno. L’esposizione ripercorre la splendida carriera di una delle più grandi attrici e interpreti del cinema italiano e sarà realizzata da Centro Sperimentale di Cinematografia e Cinecittà Luce.

Ci sarà anche una mostra per raccogliere fondi per i progetti dell’ Unicef di lotta alla mortalità infantile, promossa da Ass. alle Politiche Culturali e Centro Storico, Sovrintendenza ai Beni Culturali di Roma, e Audrey Hepburn Children’s Funed e Unicef/Amici di Audrey,per il cinquantesimo anniversario di: Colazione da Tiffany che celebra Audrey Hepburn.

Come ogni anno l’atmosfera unica del Festival Internazionale, farà partecipare la cittadinanza di Roma, infatti l’evento si estenderà sull’intera capitale, attraversata e animata da iniziative educative al cinema, allestite nei luoghi storici di Roma, presso le sue istituzioni culturali e le varie associazioni di settore. Il Centro Culturale Elsa Morante, gestito da Zètema progetto Cultura ospiterà nella settimana del Festival la “Vetrina dei giovani cineasti italiani”. Questa iniziativa darà la possibilità agli studenti di sperimentare la propria creatività realizzando un’opera sul tema “Il valore della vita”. Il cortometraggio vincitore e i primi dieci classificati verrano presentati in un evento durante la manifestazione. La Casa del Cinema ospiterà Off Doc, una rassegna che prenderà in considerazione il documentario attraverso le sue molteplici declinazioni (inchiesta, saggio, reportage, aneddoto, docufiction, mochumentary).

Prosegue infine l’impegno del Festival per il Sociale e l’Ambiente, attraverso la collaborazione com Amref, ANGLES, Enel Cuore, Fondazione Sigma-Tau, Lifegate Radio, Save the Children, Telethon, Unicef e WWF. Come nella passate edizioni, grazie alla collaborazione di Consequenze, verrà garantita ai disabili sensoriali l’accessibilità alle proiezioni. In particolare il Festival assicurerà i servizi di sottotitolazione speciale e audio descrizione per le repliche dei film italiani Selezione Ufficiale presso il cinema Embassy, essendo già i film in lingua originale dotati di sottotoli italiani.

Essendo il programma molto corposo, allego per informazione il sito ove è possibile informarsi su  tutti i film e gli eventi: http://www.romacinemafest.it/ecm/web/fcr/online/home

 

Giorgio De Santis

 

 

 

 

 

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