HUGO’ MICHEL BARET: DAL CAMICE BIANCO AL MONDO DELLO SPETTACOLO.

PRIMA DI INTRAPRENDERE LA CARRIERA DI MODELLO ED ATTORE, BARET ESERCITAVA LA PROFESSIONE MEDICA….

Hugò Baret è nato a Saint Tropez in Francia, ma risiede in Italia da parecchi anni.  Bellezza statuaria, sguardo magnetico, ma anche una spiccata intelligenza e sensibilità, connubbio perfetto quanto raro!

Curiosa, per certi versi, la sua vita. Ha studiato sodo e si è laureato in Medicina e Chirurgia, esercitando, per un breve periodo, nel reparto di malattie infettive. Le storie di vita tragiche con cui si è costretti a confrontarsi, in tali strutture, hanno portato Hugò ad abbandonare questa professione.     Un’occasione fortuita quanto casuale, lo ha condotto a Milano a sfilare come modello. Da lì l’opportunità di recitare in numerose fiction ed una soap opera “Vivere”.    Poi, il reality “Il Ristorante”.   L’incontro con Maria De Filippi lo porteranno a “C’è posta per te” ed alla partecipazione a 27 puntate di “Uomini e donne”.   Da lì,  “Domenica…In” edizione 2000-01,  “Buona Domenica”, “La vita in diretta”.   A breve lo vedremo nella prima puntata di “Due mamme di troppo 2″ in onda, dal 26 Novembre su Canale 5.

Curiosa, dicevamo, la vita di Hugò, ma, ad un certo punto, drammatica: la fortuna sembra avergli voltato le spalle! Nel 2006, Baret, è stato vittima di un grave incidente. Investito da un’ auto in corsa…Due anni di interventi chirurgici sofferti e, l’impossibilità di mantenere fede ai contratti lavorativi stipulati. Quando sembrava aver voltato pagina, ecco che, nel 2008, subisce un’aggressione da parte di otto teppisti nel centro di Roma! Di nuovo interventi chirurgici, di cui, l’ultimo, circa un mese fa.      Una cosa che  ci ha colpito chiaccherando con lui, è il suo grande equilibrio, l’essere stato capace di trarre il positivo da eventi negativi! Il suo sogno? Riprendere al più presto il suo lavoro di attore!

“Ci racconti il tuo arrivo in Italia?”

“Sono arrivato in Italia grazie al mondo della moda. Facevo il modello di alta moda a Parigi.  Contemporaneamente studiavo recitazione teatrale e classica e dizione. Mi hanno mandato “in prova” a Milano. Lì sono rimasto tre mesi, poi sono tornato in Francia.  Sono tornato nuovamente in Italia ed ho deciso di viverci.    Dopo, l’occasione di lavorare con Bruno Mattei, un grande regista, scomparso tre anni fa. Ha fatto una cinquantina di films che, purtroppo, non hanno avuto l’eco che avrebbero meritato. Non li ha mai firmati con il suo nome, ogni volta si “inventava” un nome diverso. A lui non interessava il successo.     Per un pò ho vissuto anche negli Stati Uniti, frequentavo l’ “Actors Studio”.  A Roma, poi, mi sono iscritto ad un corso di recitazione tenuto da Francesca De Sapio, che ha lavorato per 15 anni in America.  Mi sono letteralmente innamorato di Roma e ci sono rimasto. Devo molto a questa città!”

“Poi…il passaggio alla TV…”

“Diciamo che in Italia, a livello recitativo, non c’è molto lavoro, quindi si deve imparare a fare tutto. La prima volta che sono apparso in televisione era con la pubblicità. Sono stato testimonial di svariati profumi e vestiti.  Ho partecipato a “La vita in diretta”, “Domenica…In”, invitato come testimonial per un’iniziativa benefica. All’epoca ero nella Nazionale calcio modelli. Facevamo partite in favore della ricerca per il cancro infantile.   Inizialmente non mi era ben chiara l’importanza che potesse avere la visibilità, invece poi, mi sono reso conto che era ancora più importante che recitare a teatro. Con la televisione ottieni una notorietà più veloce.

Con la fiction ho avuto un’approccio più tradizionale, tramite provini. Ho partecipato ad “Una donna per amico”, “Hanno accoppato Babbo Natale” con Enzo Iachetti, e nella soap “Vivere”. Con “Vivere” ho imparato molte cose, come riuscire a muoversi in uno spazio molto ristretto con luci fortissime, facendo attenzione ad ogni dettaglio.”

“La cosa curiosa che in “Vivere” interpretavi un medico, cosa che sei stato realmente…”

“Sì, sono Laureato in Medicina e Chirurgia, ho anche esercitato per sei mesi. Poi ho interrotto. E’ stata una vera e propria crisi esistenziale di fronte alla sofferenza che vedevo! Ero giovane.  Lavoravo in ospedale e, ad un certo punto, non riscivo più a capire cosa ci facessi lì. Ero nel reparto di malattie infettive, in contatto, in particolar modo, con i malati di AIDS, e vedere delle persone giovani, morire,  mi ha sconvolto! Me ne sono andato.  Ho ricevuto una proposta per fare il modello, cosa a cui non avevo mai pensato, perchè in realtà mi vergognavo al solo pensiero. Poi l’incontro con la recitazione, a Parigi, è stata determinante. Mi sono reso conto che si potevano usare i propri disagi, le emozioni, le perplessità, recitando e comunicando con il pubblico.”

“Com’è stata per te, l’esperienza del reality “Il Ristorante”?”

“E’ stata traumatizzante! Non avevo ben capito la dinamica dei reality. La RAI aveva ideato questo programma per cercare di mostrare il valore del lavoro in comune. Lì si trattava di gestire un ristorante, cucinare, servire ed avere un rapporto di collaborazione con gli altri. Invece la realtà si è rivelata totalmente diversa. Devi adottare una strategia per poter andare avanti durante le puntate, non farti eliminare, io, lo sono stato abbastanza in fretta.  E’ comunque sempre un’esperienza positiva.”

“…e “Uomini e donne?”

” E’ stata una concidenza, non avevo mai visto la trasmissione. Mi hanno chiamato da Milano, per fare una presenza a “C’è posta per te” e da lì Maria De Filippi mi ha chiesto se volessi partecipare a “Uomini e donne”. Non venivo pagato, quindi non sono andato per soldi, piuttosto perchè si cercava la sincerità. Mi son detto “proviamo”. Il pubblico era giovanile, era un modo per trasmettere qualcosa di diverso, di positivo alla gioventù. Però mi sono reso conto che non era così, che si basava molto sulle liti, su atteggiamenti che non mi appartengono. Ho preso parte solo a 27 puntate.”

“…poi, il dramma per il tuo lavoro di artista…”

“Sì. Nel Maggio del 2006 sono stato investito da una macchina che procedeva contromano. Mi posso ritenere fortunato! Ho rischiato di perdere la vita. Sono stato ricoverato per due anni di continuo, per complicanze legate alle fratture alla gamba sinistra. Questo, ovviamente, mi ha portato danni sul lavoro. Ho perso tutti i progetti che erano in corso ed in più non potevo muovermi per quasi tre anni! Sono stato operato 16 volte!  Ho perso la casa. Ho dovuto lasciare l’appartamento in cui vivevo…è stato drammatico! Quando non si lavora, ci si accorge della fragilità della propria esistenza!  Inizialmente, la presi relativamente bene, perchè penso che dietro ogni evento, seppur negativo, ci sia un motivo.”

“Come se non bastasse, hai anche subìto un’aggressione!”

“Sì, è vero. Mi stavo appena riprendendo. Per caso mi sono trovato in una situazione di rissa, con otto aggressori che, di nuovo, mi hanno fratturato la gamba. Ancora mesi di immobilità. Questa volta, però, l’ho vissuta davvero male. Io cerco di trarre dalla vita degli insegnamenti, vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, ma, a tutt’oggi non ci sono ancora riuscito!”

“Cosa ti è stato di conforto nei momenti più cupi?”

“La filosofia buddista.  Mi ha permesso di avere un mezzo concreto per rispondere alle domande che uno si pone quando si trova di fronte alla morte, a complicazioni gravi, deficit fisici. Avere un sostegno razionale per potenziare la propria energia e riuscire a lottare per riprendere le proprie forze.”

Loredana Filoni

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