ALLARME CONTRO GLI AIUTI ALIMENTARI DI SCARSA QUALITA’ AI PAESI POVERI.

LA DENUNCIA DI MEDICI SENZA FRONTIERE.

Lo scandalo della fame nel mondo viene continuamente posto all’attenzione dell’opinione pubblica, ricordo che i radicali nel 1975  praticavano lo sciopero della fame per sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale, ma sembra che a tutt’oggi poco si sia risolto. Non solo ma addirittura vengono propinati  aiuti alimentari di scarsa qualità ai paesi poveri.  Questo è lo scandalo che denuncia “Medici senza Frontiere” (Medecins sans Frontieres).

“Nel 2010 sono 925 milioni le persone che vivono in uno stato cronico di fame e malnutrizione. La cifra si è ridotta rispetto a 1,23 miliardi del 2009 ma il livello rimane inaccettabile, e non possiamo rimanere indifferenti”. Questo il commento di Jacques Diouf, direttore generale  Fao, nella  30 esima Giornata dell’alimentazione dal tema ”Uniti contro la fame”.

Accanto a lui Susan Sarandon, Raoul Bova e Lea Salonga che, insieme con Celine Dion sono stati nominati Ambasciatori di buona volontà con l’obiettivo di sensibilizzare il mondo in questa battaglia contro la fame che uccide un bambino ogni 6 secondi.

Centinaia di migliaia di bambini malnutriti ricevono aiuti alimentari di scarsa qualità, e perfino nocivi, a causa della lenta introduzione di alternative più nutrienti, denuncia un’ONG medica.

Gli Stati Uniti continuano a donare direttamente alle organizzazioni umanitarie miscele di farine fortificate di grano e frumento, arricchite con soia, che non rispondono agli standard internazionali, stabiliti negli anni sessanta, sostiene Medecins sans Frontieres International.

Le nuove norme adottate dalle agenzie delle Nazioni Unite due anni fa, nel corso delle recenti crisi umanitarie, erano chiare nelle modalità ed i contenuti, ma in paesi come Haiti, Pakistan e Nigeria, i bambini hanno ricevuto miscele di scarsa qualita’ che, nella migliore delle ipotesi, non li hanno aiutati a guadagnare peso.

Lanciando un invito pubblico ad approntare delle riforme, Unni Karunakara, presidente dell’organizzazione, ha dichiarato: “Prodotti alimentari che non daremmo mai ai nostri figli, vengono inviati all’estero come aiuti alimentari per i bambini piu’ vulnerabili in punti caldi di malnutrizione, come l’Africa sub-sahariana e alcune regioni dell’Asia. Questo doppio standard deve finire”.

La stragrande maggioranza degli alimenti forniti dalle agenzie umanitarie, viene donata o pagata con soldi erogati da paesi donatori. La campagna mette in evidenza come l’inerzia diffusa tra i fornitori di aiuti alimentari e la pressione sui prezzi abbia portato ad un deterioramento della qualita’ alimentare, aggravato dalle richieste dei donatori di controllare i costi a partire dalla crisi finanziaria del 2008.

Una lettera inviata, lo scorso marzo, alla Commissione Europea, dal Programma Alimentare Mondiale (PAM), dall’Unicef e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha sottolineato la necessità di passare ad alimenti terapeutici, altamente nutrienti, pronti all’uso (RUTF), come il Plumpy, che contiene una miscela di latte in polvere, arachidi e micronutrienti.

Le organizzazioni avvertono che i prodotti realizzati con la vecchia miscela di grano e soia (CSB), donati dagli Stati Uniti, contengono micronutrienti insufficiente, anti-nutrienti che interferiscono con l’assorbimento da parte del bambino, e nessuna proteina del latte, indispensabile per la crescita, limitando l’assunzione di cibo da parte dei bambini, che hanno uno stomaco ancora piccolo.

Il numero ancora così alto delle persone affamate è dovuto anche, al fatto che invece di affrontare le cause strutturali, il mondo ha trascurato di investire in agricoltura.

Infatti, ha stigmatizzato Diouf, la quota degli aiuti ufficiali riservati all’agricoltura è scesa dal 19% del 1980 al 6% del 2006. Fra i problemi più gravi, l’instabilità dei mercati e la volatilità dei prezzi, che sono ”una vera minaccia per la sicurezza alimentare”.

Secondo Diouf, la produzione agricola dovrebbe aumentare del 70% per arrivare a sfamare nel 2050 le 9,1 miliardi di persone che abiteranno il pianeta. Ma le cose per il  futuro potrebbero cambiare positivamente: infatti, ha ricordato Diouf, ”il pianeta è in grado di potersi nutrire, ma bisogna lavorare per incrementare la produzione agricola attraverso lo sviluppo”.

Sempre secondo il direttore generale della Fao, bisogna puntare sulle piccole aziende agricole, basta pensare che già oggi 500 milioni di piccoli agricoltori sono in grado di nutrire i due terzi della popolazione rurale, cioè due miliardi di persone.

Alla dichiarazioni  del dir. generale della Fao si sono aggiunte quelle del presidente del Ruanda Paul Kagame che ha auspicato, assieme all’attrice Susan Sarandon, che la fame sia debellata entro il 2015.”

La fame deve rimanere al centro delle politiche dei governi, specie di quelli dei Paesi ricchi”, ha aggiunto Raoul Bova.

Susan Sarandon ha ricordato il suo affetto per l’Italia e per Roma dove è nata sua figlia Eva, e ha sottolineato il dolore di una madre che non può nutrire suo figlio. E in effetti i bambini sono le vittime innocenti. Save the Children ricorda che ogni anno muoiono 2,7 milioni di bambini per cause legate all’assenza o inadeguatezza di cibo e nutrimenti.

Si spera che tutte queste energie messe in campo nelle ricorrenze annuali, diano realmente uno sbocco concreto a chi vive in questo pianeta ove basterebbe modulare gli sprechi alimentari, e rendere chi ha bisogno di sfamarsi autonomo per la produzione di cibo necessario atto  non solo alla sopravvivenza ma ad una dignitosa e innegabile qualità della vita.

Giorgio De Santis

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