FOTO CREDITO ENRICO BOLCIOLUDal 20 aprile in mostra alla Fondazione Banca del Monte le sue “Identità artefatte”

 

Ingresso Libero

 

 

Dal palcoscenico al cavalletto, l’arte di Dario Ballantini sbarca a Lucca. È il famoso e poliedrico artista livornese uno dei nomi di punta del calendario 2013 delle mostre espositive a ingresso gratuito organizzate dalla Fondazione Banca del Monte di Lucca nelle sale al piano terreno del suo Palazzo delle esposizioni in piazza San Martino, 7 nel centro storico di Lucca.

Dal 20 aprile al 19 maggio, Ballantini porta a Lucca la sua mostra personale dal titolo “Identità Artefatte” per svelare la sua carriera di pittore stimato da grandi maestri e critici dell’arte figurativa nazionale e internazionale, con all’attivo importanti mostre in Italia, a Parigi, Londra, Miami e New York e il recente seminario tenuto all’Università di Cambridge sul tema psicologia ed arte. Ugo Nespolo dice di lui che è “La postmodernità fatta persona”.

 

Ballantini è un artista dall’identità divisa in due: da un lato, quella del trasformista, dell’imitatore che si esibisce sul palcoscenico televisivo; dall’altro, quella del pittore che, nell’intimità del proprio studio, spesso nelle ore notturne, confida alle tele la propria visione del mondo. Il personaggio televisivo si camuffa, si nasconde dietro altre facce, ruba l’anima di personaggi famosi; il pittore invece ha una faccia sola, semplicemente la sua. I suoi dipinti espressionisti, di forte impatto visivo, coinvolgono un pubblico sempre più ampio, rivelando a pieno la dimensione più autentica di questo straordinario artista multiforme, il suo volto più travagliato ma certamente più sincero e profondo. Se il Ballantini imitatore perde momentaneamente l’identità trasformandosi in altri personaggi, egli la ritrova grazie alla pittura, che rappresenta l’unica vera via per tornare ad essere Dario.

 

Nato a Livorno nel 1964, è figlio d’arte e si diploma nel 1984 conseguendo la maturità artistica. Inizia ad esporre le sue opere in Toscana già dal 1985, alternando la carriera di pittore con quella di trasformista per circa dieci anni. Nel 2005 una sua opera sarà riprodotta in porcellana per la premiazione dei Telegatti e, nel 2007, realizza le scenografie per il Tour di Ivano Fossati “L’Arcangelo”. Realizza il logo del programma di Radio Due Rai “Ottovolante” nel 2011 e nello stesso anno partecipa a Milano e a Torino alla 54ª Esposizione Internazionale d’Arte curata da Vittorio Sgarbi.

Nel 2012 inaugura “Fake Identities” la prima mostra personale londinese presso la Fiumano Fine Art Gallery ed è atteso alla cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico 2012-2013 dell’Accademia di Belle Arti di Verona dove avrà luogo la sua Lectio Magistralis titolata “L’artista a tutto tondo: l’arte apre ad infinite strade”. 

 

Dario Ballantini affida la manifestazione delle emozioni e dei sentimenti più intimi alle sue opere, gettando le fondamenta della sua identità pittorica nel singolare impiego lirico e dinamico del colore, attraverso cui svelare nei dipinti la propria visione del mondo. Le 22 opere che verranno allestite presso le sale del Palazzo delle Esposizioni di piazza San Martino, hanno come tema dominante l’essere umano, la sua condizione esistenziale e soprattutto il suo smarrimento nel tortuoso labirinto dell’era contemporanea.

 

“Sospinti da una carica emotiva che li porta come a emergere dalla superficie dipinta, i volti e le figure, nutriti da vivacissimi colori, travolgono letteralmente l’osservatore, rendendolo così partecipe delle sensazioni dell’immagine creata, e coinvolgendolo a tal punto da farlo confrontare con il loro sguardo malinconico, le loro inquietudini, il loro giudizio, la loro abissale profondità, la loro espressione malinconica o tragica, il loro modo di essere, in fondo, maschere di questa realtà”, è il commento del critico e curatore della mostra Marco Palamidessi.

 

 

La mostra inaugura sabato 20 aprile alle ore 18 alla presenza dell’artista e delle autorità cittadine.

A ingresso libero, l’esposizione resta aperta con il seguente orario: dal lunedì al venerdì 15,30-19,30; sabato e domenica 10-13, 15,30-19,30. Per informazioni: www.fondazionebmluccaeventi.it;  info@fondazionebmluccaeventi.it.

 

 

DARIO BALLANTINI – biografia completa

 

Ballantini nasce a Livorno nel 1964. Ha i primi incontri con la pittura ed il teatro già tra le mura di casa per la presenza di un padre che dipinge in stile neo realista, di uno zio post macchiaiolo, di un nonno attore di compagnie filodrammatiche e di un altro zio tenore mancato. È colpito dalle riproduzioni delle opere di Guttuso e di Picasso ammirate nei volumi degli Editori Riuniti distribuiti dal padre. Si appassiona ai fumetti (Jacovitti e gli autori Marvel) tentando di realizzarne alcuni. Nell’adolescenza scopre le canzoni di Luigi Tenco la cui figura diventa il soggetto di molti ritratti ed apre le porte alla passione musicale per i cantautori italiani tra cui fanno spicco Guccini e Dalla, anch’essi più volte ritratti. Dopo aver frequentato un corso di tratteggio tenuto da Giulio Guiggi, si iscrive all’indirizzo artistico del liceo scientifico sperimentale di Livorno dove è allievo di Giancarlo Cocchia.  Si diplomerà nel 1984. Nel frattempo comincia a manifestarsi la sua febbre da palcoscenico e la sua passione per le figure di Totò, Petrolini ed Alighiero Noschese. A 16 anni visita al Museo d’Arte Moderna di Parigi, la grande mostra su Amedeo Modigliani la cui opera influenzerà in parte la sua formazione. Il soggetto su cui si esercita in questo periodo è il volto di Totò così irregolare da ricordare le scomposizioni cubiste; contemporaneamente si dedica ai ritratti e alle caricature di compagni e professori del liceo con cui riempie le agende scolastiche. Finito il liceo, Dario conosce e frequenta il pittore Maurilio Colombini ed il gallerista Cesare Rotini  cominciando a proporre in personali e in collettive d’ambito livornese prima i ritratti di Pierpaolo Pasolini di stampo neorealista, quindi opere di richiamo espressionista. La partecipazione alle collettive “Rotonda Expo” gli darà la possibilità di incontrare l’allora presidente del Senato Giovanni Spadolini che riceverà in dono un quadro per la sua collezione privata. Nel 1989 frequenta un corso di grafica pubblicitaria tenuto da Leonardo Baglioni e nello stesso anno espone alla Galleria Teorema di Firenze ma il suo linguaggio espressivo non sarà molto apprezzato e questo insuccesso determinerà un momento di crisi e di pausa produttiva. Prende forza la sua attività di trasformista abile ad impersonificare personaggi dello spettacolo curando personalmente trucco e costumi con la quale si esibisce con performance, approdando sorprendentemente ad un programma tv  di giovani talenti condotto da Corrado Mantoni su Canale 5 e intanto gli spettacoli di cabaret si vanno perfezionando con spiccato taglio trasformistico-artigianale fino ad un contatto con Antonio Ricci che gli consentirà di approdare al tg satirico  “Striscia La Notizia”  con molteplici imitazioni e performances che lo vedono tutt’ora in attività. Nel 1993 sposa Cristina Cennini dalla quale avrà due figli, Ilaria e Nedo. La sua gestualità pittorica inespressa viene trasferita negli studi preparatori di trucchi speciali anche sperimentali e nelle realizzazioni di scenografie e paraventi artigianali di spettacoli teatrali tra cui la pièce “Petrolini Petrolini” di cui è autore che in seguito approderà anche ad “Asti Teatro”, rassegna diretta da Vittorio Sgarbi per cui riceverà i consensi di Osvaldo Peruzzi, l’ultimo pittore futurista ancora in vita. Realizza i ritratti di alcuni grandi personaggi dello spettacolo come Erminio Macario, Bice Valori e Fred Buscaglione Nel 2001 incontra Achille Bonito Oliva da cui riceverà incoraggiamenti e proficui consigli. Si trasferisce definitivamente a Milano separandosi da Cristina. Nello stesso periodo il giornalista Stefano Lorenzetto gli propone di realizzare una esposizione alla storica Galleria Ghelfi di Verona. È il momento della svolta decisiva: Massimo Licinio, amico e consigliere nonché estimatore della sua pittura, decide di incoraggiarlo partecipando di fatto all’organizzazione della mostra la cui presentazione del catalogo sarà affidata, grazie ai buoni auspici della comune amica Marta Marzotto, a Giancarlo Vigorelli. Quest’ultimo scriverà che un pittore cubo-espressionista così sorprendente non era immaginabile oggi in Italia. La mostra ottiene un grande successo.  Nel 2002 incontra nel suo atelier di Fivizzano lo scultore Pietro Cascella che lo incoraggia e lo sostiene manifestando apprezzamento per il suo lavoro. Si intensifica il rapporto con Bonito Oliva che lo stimola ad una scelta più accurata e coraggiosa delle opere da esporre. I tempi sono maturi per organizzare un’esposizione a Milano in collaborazione con la Galleria Artesanterasmo. Il gallerista Sorrentino propone a Luciano Caprile una visita nello studio di Dario a Milano. Nasce un’intesa culturale sulle tematiche delle opere e Caprile decide con entusiasmo di occuparsi della stesura del testo critico. La mostra di Milano riscuote un nuovo successo ed anche i mass media ne amplificano l’eco. Seguiranno esposizioni a Padova, Genova, Como, Fano etc. e partecipazioni a collettive tra cui spiccano quella al Parlamento Europeo di Bruxelles con il Gruppo Labronico ed un omaggio ad Amedeo Modigliani nella casa natale curata dalla Galleria Guastalla di Livorno. Nel 2005 nasce il terzogenito Deleo dalla sua relazione con Eleonora Giaiotti che terminerà un anno dopo.

La sua attività di trasformista riscuote intanto successi con la sua presenza decennale nella trasmissione “Striscia La Notizia” in cui interpreta personaggi come lo stilista Valentino ed il Presidente della Ferrari Montezemolo, nonché molti uomini politici. Nel 2006 il critico Fabio Marcelli, curatore della rassegna su Gentile da Fabriano, decide di occuparsi dell’allestimento di una sua esposizione nella stessa città. La mostra sarà visitata tra gli altri dal critico Enrico Crispolti e da Ivano Fossati che deciderà di “vestire” il suo palco per il tour “L’Arcangelo” con le opere di Dario riprodotte in grande scala. Nasce un’ amicizia ed un’ intesa culturale anche con Ugo Nespolo che mostra di

apprezzare le sue opere dichiarando che Dario è la postmodernità fatta persona. Nel settembre del 2006 Achille Bonito Oliva  gli consegnerà l’A.B.O. d’argento per la pittura. In ottobre il “Corriere della Sera” invita Ballantini a presentare sotto forma di intervista la grande mostra “Turner e gli impressionisti” al Museo di Santa Giulia a Brescia. Nel 2007 al teatro Piccolo Eliseo di Roma vengono proiettate le immagini di alcune sue opere durante la lettura di un testo di Oliver Py interpretato da Leo Gullotta nell’ambito della rassegna sulle nuove drammaturgie francesi. Fabio Marcelli cura per la Silvana Editoriale la pubblicazione del volume “In arte Dario Ballantini”, una monografia che traccia il profilo della carriera di Dario e comprende le opere dal 1980 al 2007 arricchito dai testi critici di Ivano Fossati, Antonio Ricci, Enrico Crispolti, Luciano Caprile e Luciano Lepri. Nello stesso anno espone alla Galleria di Palazzo Coveri a Firenze e a Castel dell’Ovo a Napoli; la mostra itinerante dal titolo “Visioni Sommerse”, dopo una tappa a Bologna, approda nel 2009  alla “Galerie de l’Europe” di Parigi e seguirà al Castello di Saint Rhémy in Valle D’Aosta. Nell’autunno del 2008  Davide Rampello, Presidente della Triennale, propone a Dario una mostra alla Triennale Bovisa che comprenda le due attività artistiche venticinquennali finalmente fuse.La realizzazione della mostra nell’ottobre 2009 dal titolo “Identità Artefatte” è stata affidata a Massimo Licinio con il contributo di 15 anni di materiale video fornito da Antonio Ricci e della partecipazione di alcuni colleghi estimatori di Dario tra cui Lucio Dalla, Enrico Ruggeri, Remo Girone, Enrico Mentana, Antonio Ricci e Mario Lavezzi dei nuovi testi critici di Luciano Caprile e di Nicola Davide Angerame.

Nello stesso periodo le nuove opere di Ballantini sono esposte a Milano alla Galleria San Carlo di Giancarlo De Magistris. In seguito parteciperà, tra l’altro, alla mostra collettiva “Italians do it better” di Basilea. Durante il Salone del Mobile 2010 le opere di Ballantini arredano lo spazio Anni Luce di Milano e contemporaneamente è presente anche alla Triennale nell’Atelier Resin Solutions di Gobbetto con un inedito “cilindro” realizzato per questa occasione.  In occasione della Vogue Fashion’s Night la Galleria San Carlo di Milano allestisce una personale. È presente ad Art Basel Miami  2010 nel 2011 alla Galleria La Telaccia di Torino e va quindi sottolineata in maggio la partecipazione ad una collettiva alla Acquire Gallery di Londra. Dario Ballantini è presente alla 54. Biennale di Venezia nel progetto “Padiglione Tibet” e nel Padiglione Italia, curato da Vittorio Sgarbi in ottobre a Milano e in dicembre a Torino. Da quel momento si moltiplicano le manifestazioni artistiche che lo riguardano. Tra le tante ricordiamo la personale alla Fortezza Medicea Girifalco a Cortona e una  collaborazione con Ueart Tour 2011-2012 (Usa) con il quale le sue opere  vengono esposte in mostre collettive a Tallhassee, New York e Miami.  

Nel 2012 inaugura “Fake Identities” la prima mostra personale londinese presso la Fiumano Fine Art Gallery. La mostra suscita grande  interesse e nel marzo scorso lo porta ad un incontro con gli studenti dell’Università di Cambridge sul tema psicologia ed arte cha ha approfondito gli aspetti della sua doppia personalità. 

Ballantini ha partecipato anche alla cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico 2012 – 2013 presso l’Accademia di Belle Arti di Verona dove ha avuto luogo  la sua Lectio Magistralis titolata “L’artista a tutto tondo: l’arte apre ad infinite strade”. 

Le sue prossime mostre lo vedranno a Torino al Museo MIIT, a Palermo Palazzo Sant’Elia.

 

 

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