NUOVO PIANO CASA: BENE PER FINCO, MA RIMANGONO DEI DUBBI SU ALTRI ASPETTI DEL DL.

  

Un primo giudizio complessivamente positivo viene espresso da Confindustria FINCO sullo schema di Decreto Legge recante le disposizioni urgenti per l’economia appena licenziato dal Governo, pur in presenza di alcuni aspetti controversi o addirittura negativi.

 

Positive: l’istituzione della Banca dati nazionale dei contratti pubblici, che consentirà di concentrare le informazioni richieste per la partecipazione alle gare; la formazione agevolata del silenzio assenso per il rilascio del permesso di costruire salvo particolari vincoli ambientali, paesaggistici e culturali; l’estensione dell’operatività della Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) al posto della Dia; l’obbligo di comunicazione alla PS assolto attraverso la registrazione dei contratti di compravendita, senza ulteriori adempimenti; l’obbligo dei Comuni di pubblicare sui propri portali gli strumenti urbanistici di dettaglio.

 

Ovviamente da supportare per Finco l’idea di una legge nazionale quadro per la riqualificazione reincentivata delle aree urbane e la fissazione di un termine per il recepimento da parte delle Regioni (purtroppo sono escluse le Regioni a Statuto Speciale).

 

Giudizio positivo anche per l’impossibilità di interruzione dei tempi di formazione del silenzio assenso e comunque solo in relazione alla richiesta di documentazione ulteriore non già in possesso dell’Amministrazione; apprezzamento per l’idea di una “banca delle cubature”, e per la possibilità di prevedere una sagoma diversa nella demolizione e ricostruzione legata all’armonizzazione architettonica, ed anche quella di effettuare tali tipologie di interventi per i manufatti condonati. Positiva anche la previsione di volumetria premiale fino al 10% degli edifici non adibiti ad uso residenziale.

 

Si va nella giusta direzione” afferma Cirino Mendola, Presidente di Confindustria FINCO. “Tuttavia ad una prima analisi rimangono tre nodi. Il primo riguarda il tenore percentuale dell’agevolazione volumetrica premiale in caso di abbattimento e ricostruzione, la cui limitazione al 30% sembrerebbe persistere ed ha costituito uno dei principali limiti allo sviluppo del precedente Piano Casa; il secondo è dato dalla circostanza che le Regioni restano titolari in “forma concorrente” della materia (escluse le Autonome, titolari appieno), con il conseguente rischio di un allungamento dei tempi operativi già riscontrato nella precedente ‘edizione’ del Piano. Infine il terzo riguarda, ancora una volta, alcuni aspetti concernenti l’assetto delle categorie specialistiche nei lavori pubblici, rispetto al quale non possiamo non sottolineare come sarebbe assolutamente opportuno che gli operatori di queste ultime vengano consultate.”

 

“Vi sono ulteriori positivi aspetti di semplificazione di carattere generale per la vita delle aziende e di coloro che vi lavorano”, aggiunge Gabriella Gherardi, Consigliere Incaricato Finco, “quali, solo per citare alcuni esempi, un’opportuna ridefinizione degli ambiti di applicazione della legge sulla privacy, spesso anche strumentalmente abusata onde confondere la filiera delle responsabilità nonché la possibilità di effettuare online qualunque transazione economico-finanziaria con le ASL ed il mondo della sanità.”

 

Positivo, inoltre, il giudizio anche per le norme che disciplinano la semplificazione fiscale , con riferimento alle modalità di effettuazione delle ispezioni.

 

Circa le anticipazioni sull’art. 4 del DL riguardante la costruzione delle opere pubbliche, si segnalano, con riserva di approfondimento, i seguenti aspetti.

Sostanzialmente positiva sarebbe la proroga al dicembre 2013 del decennio entro cui valutare ai fini della qualificazione i lavori effettuati, come anche la pubblicità dei bandi di gara nel caso di affidamenti sottosoglia, soglia elevata al milione di euro per la procedura negoziata ed a 1,5 milioni per la procedura ristretta semplificata.

Da approfondire invece l’esclusione automatica delle offerte anomale.

Perplessità esprime Finco anche riguardo alla ventilata eliminazione dei controlli ex ante in sede di gara.

Perplessità si esprimono altresì sulla compensazione prezzi dei materiali da costruzione che prevederebbe il “rimborso” soltanto della metà dell’aumento eccedente il 10% come anche sullo slittamento di 6 mesi della entrata in vigore del Regolamento e dei relativi adempimenti.

 

Su quest’ultimo punto, se pur si può condividere l’intento di consentire alle Stazioni Appaltanti una migliore organizzazione in vista della riattestazione delle nuove categorie previste dal Regolamento, un semplice spostamento di 6 mesi non risolverebbe il problema, considerato che il tempo per agire da parte della SA rimarrebbe lo stesso. Meglio sarebbe prevedere una regolare entrata in vigore del Regolamento a giugno 2011, spostando semplicemente di 6 mesi l’obbligatorietà dell’applicazione delle nuove categorie ai bandi di gara (cioè al giugno 2012).

In tema di attestazione delle superspecialistiche, pesanti riserve vengono dunque espresse da Finco circa la sospensione dell’operatività dell’art. 107 comma 2 (elenco delle nuove categorie superspecialistiche) del Codice dei Contratti Pubblici, fino all’entrata in vigore del Regolamento, slittata a fine 2011.

 

Se questi aspetti verranno confermati nel Testo licenziato dal Consiglio dei Ministri, auspichiamo che in sede di conversione del Decreto Legge ci sia un chiaro ripensamento, anche attraverso una fattiva interlocuzione con i rappresentanti delle categorie specialistiche medesime.

Con riserva di ulteriori valutazioni.

 

Nata nel 1994, FINCO (Federazione Industrie, Prodotti, Impianti e Servizi per le Costruzioni) è la Federazione Nazionale di settore di Confindustria che rappresenta le industrie dei comparti produttivi di beni, servizi ed opere specialistiche per le costruzioni. FINCO aggrega attualmente 33 Associazioni Nazionali di Categoria, in rappresentanza di un comparto di circa 20.000 imprese e di 550.000 addetti, per un fatturato aggregato pari a 50 Miliardi di Euro.

 

 

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