ECOQUARTIERI: NELLA RIGENERAZIONE URBANA C’E’ IL VENTO CHE CAMBIA DELLA RINASCITA SOSTENIBILE DELLE CITTA’ E DEI TERRITORI.

 

SERVE UNA NUOVA STAGIONE DI POLITICHE URBANE E UN PATTO TRA ISTITUZIONI E CITTADINI PER RIMETTERE IN MOTO FORZE ECONOMICHE, SOCIALI E CULTURALI DELLE NOSTRE CITTA’.

 

Gli Ecoquartieri sono la soluzione per dare il via ad una nuova stagione di politiche urbane che coinvolgano i cittadini, le istituzioni e le risorse economiche, sociali e culturali delle nostre città. Da qui passa il vero vento che cambia e che permetterà la rinascita sostenibile del Paese. Ne sono convinti Legambiente, Audis, GBC Italia che hanno presentato a Milano presso Assimpredil, il progetto Ecoquartieri in Italia: un patto per la rigenerazione urbana, una proposta per il rilancio economico, sociale, ambientale e culturale delle città e dei territori.

 

“Ecco il vero Piano Casa che manca all’Italia! La green economy applicata al mattone, non consuma nuovo suolo, ma si propone la rigenerazione dei quartieri delle nostre città. – ha detto Andrea Poggio, vice direttore nazionale di Legambiente – Una sfida che lanciamo da Milano, a cominciare dal quartiere dell’Expo 2015. Una sfida che lanciamo alle imprese che dal 7 al 9 giugno si trovano all’EIRE a Fiera Milano: se volete ancora costruire in futuro, basta speculazioni, ricominciamo con case e quartieri ecologici per tutti! L’obiettivo di ricostruire ‘ecoquartieri’ è internazionale e pone l’Italia in prima linea con la Germania e la Francia in Europa, gli Usa e la Cina nel mondo.”

 

Oggi l’Italia deve fronteggiare contemporaneamente numerose sfide: rilanciare l’economia e recuperare competitività; favorire il rilancio qualificato dell’occupazione; allineare le proprie iniziative con le indicazioni internazionali, e in particolare europee, in materia di politiche ambientali; risanare città e territori dai rischi ambientali e dal declino sociale, economico e culturale.

 

“L’Italia è potenzialmente il contesto migliore dove realizzare gli eco quartieri – spiega Maria Berrini, presidente di Ambiente Italia -. Ma prima di tutto serve uno scatto di volontà e culturale che consenta di ridare slancio alle risorse presenti nelle nostre città.  In Europa abbiamo molti esempi da cui imparare. Ma possiamo adattarli e partire dalla nostra esperienza italiana”

 

Esiste, infatti, anche in Italia, un ambito di intervento che consente di rispondere alle sfide che possono rilanciare il Paese: la rigenerazione urbana e territoriale. Il progetto degli Ecoquartieri presentato oggi intende proprio contribuire all’affermazione della rigenerazione urbana e ambientale come chiave strategica per lo sviluppo. La rigenerazione urbana e ambientale in Italia assume il ruolo di una strategia fondamentale per riportare qualità e identità nelle nostre città e rappresenta un’opportunità straordinaria per rispondere alle sfide delle trasformazioni socio-economiche in corso, dei cambiamenti climatici e degli inderogabili impegni in campo energetico.

 

“Il Governatore Draghi parla della necessità di far tornare a crescere il Sistema Italia – incalza Mario Zoccatelli, presidente di GBC Italia -. La competitività e lo sviluppo partono proprio dalla sostenibilità nel settore edilizio. Oggi, infatti, non è più possibile parlare di competitività senza parlare di sostenibilità”.

 

 

Nella città, nei suoi quartieri densi di condomini si possono realizzare adeguati servizi alla persona e alla famiglia e si può sviluppare un trasporto pubblico e di mobilità ciclopedonale sostenibile, utilizzare soluzioni tecnologiche e realizzare nuove “infrastrutture verdi”. E’ nei quartieri che si possono qualificare o costruire non solo edifici, ma anche comunità, servizi di prossimità e buon vivere sostenibile. Ma la rigenerazione non può essere condotta sulla base di interventi sui singoli edifici, né su parti di territorio considerati in modo separato dalla città nel suo insieme. Bisogna agire su “porzioni di città” messe in relazione dinamica con il tutto, perché la rigenerazione di una parte di territorio faccia da volano al resto.

 

Ma in Italia siamo ancora lontani dalle necessità di oggi, come dimostrano i dati che illustrano i forti cambiamenti sociali in corso nelle aree urbane centrali con la perdita di funzioni e abitanti, la continua occupazione di nuovo suolo sino alla saturazione di alcuni ambiti territoriali intorno alle città, la delocalizzazione delle attività produttive e di servizio, la crescita continua dei comuni di cintura, che non riuscendo a riprodurre le qualità della città con la sua pluralità di funzioni, relazioni complesse, spazi pubblici funzionali, rischiano di rimanere periferie.

 

Come dimostrano le esperienze di molti paesi europei e occidentali e alcuni casi italiani, la soluzione esiste: la rigenerazione urbana è, infatti, un ambito dove l’azione congiunta di pubblico e privato può sviluppare vantaggi economici e sociali di assoluta rilevanza rimettendo in circolo patrimoni edilizi e territoriali che versano in condizioni di degrado per le loro inadeguate caratteristiche strutturali, tipologiche, energetiche e ambientali. Ecco però che serve quello scatto anche culturale, che ci permetta di mettere in movimento, con maggiore coerenza, le risorse economiche, ambientali, sociali e culturali già a nostra disposizione. Uno scatto che conduca ad una nuova stagione di politiche urbane e, soprattutto, ad una regia condivisa.

 

Al convegno sono stati invitati a parlarne: Angelo Artale, direttore generale FINCO, Alessandro Bragonzi dirigente della BEI, Mercedes Bresso presidente del COMITATO DELLE REGIONI DELL’UNIONE EUROPEA, Luciano Cecchi presidente di FEDERCASA, Gianluigi Coghi presidente CENTRO STUDI ANCE, Marco Corsini Assessore all’urbanistica di Roma, Roberto Diacetti amministratore delegato Risorse per Roma e vicepresidente AUDIS, Claudio Fantoni delegato anci alle politiche abitative ANCI e assessore alla casa del COMUNE di FIRENZE, Leopoldo Freyrie presidente del CONSIGLIO NAZIONALE ORDINE DEGLI ARCHITETTI, Alessandro Maggioni presidente FEDERABITAZIONE – CONFCOOPERATIVE LOMBARDIA, Antonio Mazza vice direttore generale di AAREAL BANK, Giovanni Montresor consigliere CONSIGLIO NAZIONALE ORDINE DEGLI INGEGNERI, Federico Filippo Oriana vicepresidente FEDERIMMOBILIARE, Maria Luisa Parmigiani responsabile sostenibilità del GRUPPO FINANZIARIO UNIPOL e Patrizia Vianello consigliere OICE delegato all’ambiente. Presiede l’intero incontro Donatella Bollani, responsabile della redazione architettura Businessmedia del Gruppo 24 Ore. Avviano i lavori ed introducono il ricco programma di interventi i tre rappresentanti delle associazioni organizzatrici: Mario Zoccatelli, GBC Italia, Marina Dragotto di AUDIS e Maria Berrini di Legambiente. A coordinare tutti gli interventi sarà Andrea Poggio vicedirettore di Legambiente.   

 

 

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