on_ Baretta 9-2Intervista al sottosegretario di Stato all’ Economia e alle Finanze On. Pier Paolo Baretta: riqualificazione energetica, manutenzione e non solo.

 

Rispetto a quanto annunciato in occasione del ventennale Finco del 6 ottobre scorso  ci può dire qualcosa  di più preciso e definitivo sul tema della proroga e dell’allargamento  del bonus del 65% per la riqualificazione energetica?

Nella legge di stabilità abbiamo previsto una proroga per un altro anno del bonus energetico  allargandolo  anche per la parte mobili  alle giovani coppie. Questo è un tema molto importante perchè negli ultimi anni abbiamo riscontrato uno sviluppo di ben 27 miliardi di investimenti che le famiglie hanno fatto in piena crisi per utilizzare il  bonus quindi con risultati positivi sia nel campo dell’emersione del nero e ovviamente in ambito nuove entrate dello Stato per maggiore IVA. Si tratta di una manovra riuscita che era opportuno riconfermare.

La richiesta di messa in sicurezza e manutenzione con opere pubbliche – ma anche private e/o partecipate – del territorio è “scoppiata” per il colpevole abbandono degli ultimi anni nei campi di maggiore impatto per la collettività, quali le infrastrutture, i fabbricati demaniali, l’ambiente, l’assetto idrogeologico, il restauro delle opere d’arte ecc: che progetti ha il Tesoro al riguardo, dopo il tramonto delle grandi opere nel nostro Paese?

Il tema della rivalutazione del patrimonio pubblico in generale è un tema straordinariamente  importante  per l’Italia che ha il primo patrimonio artistico del mondo; quindi immaginare per la parte demaniale la rivalutazione in una chiave anche di sostenibilità ambientale del patrimonio  pubblico è il primo obiettivo. Per fare questo noi parliamo di valorizzazione del patrimonio prima ancora che di cessione e coinvolgiamo anche soggetti privati affinchè ci sia un apporto di investimenti. Peraltro è un tema molto attrattivo anche per i capitali esteri; quindi è dato rilevare indubbiamente un salto di qualità della politica del Governo su questo punto. Per quanto riguarda il resto delle infrastrutture il passaggio è dall’idea delle grandi opere alla straordinaria manutenzione del Paese. Se pensa al dissesto idrogeologico, se pensa alle varie problematiche attinenti alle città quello di cui noi abbiamo bisogno in questo momento non sono le grandi opere (per carità ce ne potrà essere una, due se sarà necessario…); quello di cui abbiamo bisogno è uno straordinario intervento di manutenzione che metta il Paese nelle condizioni migliori e soprattutto di fronte a questa ripresa.

Quale è la sua opinione in merito alla convenienza di istituire una forma di contribuzione permanente e ben definita, che supporti la normazione quale strumento di miglioramento della competitività delle nostre imprese sui mercati?

 Intanto chiariamo che permanente e ben definita non è detto che significhi obbligatoria ai fini di un ragionamento. Che la normazione sia importante è del tutto evidente nella società contemporanea nella quale tutti i processi di certificazione e di competenza sono elementi di qualità e di sicurezza per gli utenti ma direi anche per gli stessi produttori. Quindi aggiungo trattasi di un tema anche culturale di straordinaria importanza e da questo punto di vista anche il processo normativo UNI e CEI sono da considerarsi in questa ottica. Quindi l’impegno nostro anche collegato alla delega che abbiamo messo in campo sulla riforma delle professioni va visto in una chiave di rilancio della qualità.

Considerando che la local tax riguardante l’accorpamento della parte relativa ai tributi locali in merito alla pubblicità è stata rinviata, considerando che il provvedimento relativo all’IMU Secondaria che tratta i medesimi argomenti andrebbe in vigore dal gennaio 2016, vi sarà un intervento per bloccare definitivamente l’IMU Secondaria in attesa della local tax o verrà rinviata anch’essa ?

Noi abbiamo abolito come si sa la TASI sulle prime  case, l’IMU agricola e l’IMU sugli  imbullonati  facendo un operazione dal punto di vista economico molto importante (sono quasi 5 miliardi)  e  che coinvolge l’80% dei cittadini;  dopodiché questo non significa che la local tax sia scomparsa, la fase successiva all’abolizione della tassa sulla prima casa è la riorganizzazione della fiscalità locale. C’è un problema di semplificazione di norme e c’è un problema di riorganizzazione; quindi la local tax dal mio punto di vista resta un’obiettivo su cui lavorare dai primi mesi del prossimo anno.

Simonetta Alfaro

 

 

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