IL COSO DELL’11/11/11

 

 

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Il coso, il governo Monti, ci avrebbe promesso mirabolanti cambiamenti epocali; una decisa sterzata dal precedente governo fatto di deliri autoritari, violenza televisiva proto-fascista, razzismo, xenofobia, terrore poliziesco nazistoide, squilibri psichici pubblicizzati dalle TV berlusconiane e quant’altro. L’Italia berlusconizzata negava l’evidenza: “va tutto bene” a differenza del governo Monti che, almeno, dice: “la situazione è difficilissima”.

Siamo di nuovo in una situazione che credevamo lasciata alle spalle con la borsa in altalena e lo spread intorno ai 400 punti.

Episodi che richiamano quello che è avvenuto l’11/11/11, numero cabalistico, palindromo (cioè leggendolo da destra verso sinistra e viceversa, si ha lo stesso numero): l’undicesimo giorno dell’undicesimo mese dell’undicesimo anno; “all’ultimo momento” come si direbbe in Inglese. Lo psicopatico formalizza le dimissioni alla fine, e il governo cade dopo quasi vent’anni di leggi ad personam per assicurarsi mano libera per delinquere impunemente e evitare un futuro dietro le sbarre. 

Ma l’ex-premier – un individuo che dell’illegalità non può proprio farne a meno – dichiara: (…) “Dobbiamo andare in Europa a dire con forza che la BCE deve iniziare a stampare moneta. Così cambia l’economia. La BCE deve cambiare la propria missione, deve diventare il garante di ultima istanza del debito pubblico e cominciare a stampare moneta. Altrimenti, in caso contrario, dovremmo avere la forza di dire ‘ciao ciao euro’ e cioè uscire dall’euro restando nella Ue o dire alla Germania di uscire lei dall’euro se non è d’accordo. La mia “pazza idea” è che la Banca d’Italia stampi euro oppure stampi la nostra moneta”. Così l’ex-premier su facebook. Segue tradizionale smentita: “ma io scherzavo”.

Stampare euro in Italia dalla Zecca di Stato, battere moneta, è un tantinello illegale.

Sempre sul fronte della presa in giro, si registra l’ennesimo tentativo ingannevole dell’ex-premier di riverginarsi con “una squadra nuova di zecca che farà ancora della faccia di bronzo una insindacabile virtù”.

Così Sara Nicoli sul Fatto Quotidiano del 5 giugno a pagina 6 con il suo articolo – e va avanti: “Silvio Berlusconi si avvia a diventare il “coach” di Italia Pulita, una nuova anima del centrodestra che alle prossime politiche prenderà le forme di un listone civico, vero catalizzatore di voti di quello che un tempo è stato il Pdl”.

Secondo l’ex-premier, il listone deve essere composto da campioni di “pulizia morale”,  ”volti nuovi, anche sconosciuti, facce pulite, persone vere, che la gente riconosca e che consideri dei punti di riferimento di valori solidi; se fossero ancora vivi, ci metterei dentro Vianello e la Mondaini”.

Ecco, fosse stato per lui avrebbe visto Raimondo Vianello a palazzo Chigi e Sandra Mondaini magari come vice-premier, e sé stesso al Quirinale: l’ex-premier si arroga il diritto di prelazione anche dopo che le due star del piccolo schermo sono passate a miglior vita. Roba che Vianello e Mondaini si rivolterebbero nella tomba.

Continua Sara Nicoli: (…) “ecco nel dettaglio che cosa conterrà Italia Pulita: sarà piena di giovani imprenditori e anche giovanissimi ragazzi appena usciti a pieni voti dall’università, che si vogliono imbarcare nella ricostruzione morale e politica del Paese”. (…) “Lo scout di questi “volti puliti” sarà Guido Bertolaso. Per quelli più noti ci si è affidati a Gerry Scotti”. Quest’ultimo – intervistato dal Fatto Quotidiano in seguito – nega categoricamente di essere interessato, ma dati i metodi coercitivi di Berlusconi, con schiere di appartenenti al crimine organizzato che hanno votato (e votano) per lui, sarà difficile per Gerry Scotti rifiutare una proposta “alla quale non puoi dire di no”.

La solfa è sempre la stessa: volti nuovi della televisione che soltanto per il fatto di essere telegenici possono aspirare ad un posto in Parlamento, per non parlare del lavaggio del cervello totale; rendere individui mastini addestrati all’odio feroce verso “i comunisti”, pronti a puntare alla giugulare per ringhiare la loro frustrazione verso “i comunisti”; il kit dell’originale movimento politico Forza Italia conteneva dettagliatamente suggerimenti di come comportarsi in tutte le occasioni durante la “vendita” del “prodotto” Forza Italia, compreso un dossier sui “comunisti” che avrebbero utilizzato metodi terroristici per prendere il potere, e indicava i nuovi adepti Forzaitalioti come “i salvatori della Patria dal pericolo comunista”. Terrore puro.

La pubblicità ingannevole è sempre lì: la “ricostruzione morale e politica del Paese” è dettata da individui con vari processi a carico, inquisiti e condannati penalmente; in Grecia i neonazisti di Alba Dorata fanno politica prendendo a cazzotti in diretta TV durante un dibattito donne di sinistra che fanno notare i precedenti penali a carico dei suoi membri i quali odiano i giornalisti, la gente di colore, gli ebrei e i comunisti, mettendo in pratica il loro metodo. Della serie: “prima ti gonfio di botte, poi – forse – ne possiamo parlare, se non sei finito all’ospedale; e se ci sei finito ti vengo a cercare pure lì”. In Italia terroristi dell’estrema destra sono ben nascosti nelle fila del Pdl, parlano di “ricostruzione morale e politica del Paese”, e se non gli dai retta sono pronti a tirar fuori la pistola, anzi, lo fanno fare ad altri più propriamente – loro sono i mandanti.

Che la ex-maggioranza dell’ex-governo prima del coso, del governo Monti, abbia inconsciamente evitato la fine del mondo in termini di definitiva distruzione nucleare facendo cadere il governo Berlusconi, è qualcosa alla quale va dato atto però: Berlusconi aveva in progetto la permanenza al governo ad oltranza fino al giorno in cui lo avrebbero invitato alle Nazioni Unite per via di quelle imperscrutabili e misteriose congiunzioni astrali dove un presidente del Consiglio italiano avrebbe avuto l’occasione di parlare ad un’audience di portata planetaria.

Secondo quei burloni e burlone del Fatto Quotidiano, l’irrefrenabile propensione alla volgarità scambiata per intrattenimento dell’ex-premier avrebbe causato l’irritazione della Lega araba – composta da individui notoriamente suscettibili a livelli altissimi – raccontando dal pulpito del palazzo di vetro, tanto per rompere il ghiaccio, la barzelletta della peripatetica araba alle prese con una fellatio al superdotato di colore provocando uno scandalo senza precedenti: il mondo arabo insorge; Berlusconi viene bersagliato da una raffica di scarpe partite dagli scranni della Lega araba (supremo affronto nel mondo arabo venire fatti segno di scarpe e suole); Berlusconi reagisce (il soggetto si sa, è di natura aggressiva) insultando tutti; l’ambasciatore italiano presso le Nazioni Unite (piazzato dallo stesso Berlusconi che lo aveva comprato con emolumenti e regalie varie) interviene nel tentativo di calmare gli animi ma la situazione è fuori controllo; la protesta degli ambasciatori del mondo arabo viene formalizzata a seguito di frenetici conciliaboli dove si sussurra la frase “dichiarazione di guerra” paventata dagli ambasciatori islamici. L’affronto è troppo: Berlusconi – a causa di eccessive e prolungate dosi intossicanti di Viagra e Cialis – continua imperterrito con il suo atteggiamento aggressivo e provocatorio. Farnetica dichiarandosi “Dio in terra”, “il miglior presidente del Consiglio italiano degli ultimi 150 anni”, “uomo di eccezionale e sproporzionata potenza sessuale”, e “dotato di un organo sessuale riproduttivo fuori misura”, nonché “padre di 60 milioni di italiani cioè l’unico vero, originale padre della Patria”.

La tensione è al calor bianco: Iraq e Iran trovano terreno fertile per giustificare la loro scelta nucleare, in particolare l’Iran con il suo uranio arricchito, e i missili puntati su Israele improvvisamente diventano il cavallo di battaglia di Mahmud Ahmadinejad che inizia a dare disposizioni inviando i suoi ambasciatori a Gerusalemme.

Cina e Russia intervengono per tentare di riportare Ahmadinejad alla ragione, che intanto sta preparando la sua dichiarazione di guerra alla NATO con la scusa dell’irreparabile offesa all’onore iraniano da parte dell’Italia.

Gli USA ovviamente prendono le minacce a Israele e alla NATO molto male intervenendo in difesa della sovranità lesa, e allertano tutte le basi USA nel mondo di un “conflitto imminente”; tutti i piani di denuclearizzazione da parte della Russia saltano e spuntano le prime armi atomiche dagli arsenali, alla faccia della deterrenza, mentre Berlusconi continua a delirare, nonostante una platea internazionale, di “persecuzioni da parte della magistratura comunista italiana alla mia austera e sacra persona”, e “complotti nei miei confronti di matrice pluto-massonica-giudaico-cristiana”.

Poteva l’ex-premier provocare tutto ciò senza sapere che si sarebbe salvato la pelle facendo investimenti preventivi in rifugi anti-atomici di fabbricazione russa per sé, i suoi scherani, gli amici berlusconizzati più fanatici ed esaltati e i famigli tutti? Certo che no.

La Russia di zar Putin lo avrebbe remunerato con costruzioni di tale fatta, tanto l’atomica ce l’hanno tutti ormai.

Resta da vedere quanto dare-avere sarebbe scaturito da ricatti di minacce di distruzione dell’umanità su larga scala; fare affari sporchissimi con soggetti compromessi e compromettenti è la specialità dell’ex-premier.

Fantapolitica? Tutto questo sarebbe potuto accadere se l’ex-maggioranza non avesse fatto cadere il governo Berlusconi l’11/11, con quella nota al veleno nelle mani dell’ex-premier che indicava come “traditori” la “banda degli 8″, e salvato l’umanità tutta “a sua insaputa”; con l’onorevole Gabriella Carlucci, una delle berlusconizzate più invasate, che con lo stesso cipiglio emotivo fu una delle parlamentari del centrodestra che dichiarava di non far più parte del Pdl, facendo venire a mancare matematicamente la maggioranza ed innescando la crisi di governo.

Scenari apocalittici di intere nazioni rase al suolo dalla Terza (e finale) Guerra Nucleare Mondiale, dove non sarebbe esistito più nulla se non macerie di città fantasma, la fine dell’umanità, ambienti avvolti da una pervasiva e onnipresente nebbiolina radioattiva, sarebbero passati alla storia – ammesso che il futuro avrebbe potuto avere un futuro per raccontare il passato – a causa delle volgarità raccontate da un ex-premier italiano in una irrefrenabile e costante fregola, scambiandole per intrattenimento pubblico, così, tanto per rompere il ghiaccio, prima del suo discorso alle Nazioni Unite.

Adesso abbiamo il coso, il governo Monti.

 

 

Marco Rossi. 

 

 

 

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