LA LOBBY DI DIO  FEDE, AFFARI E POLITICA. LA PRIMA INCHIESTA SU COMUNIONE E LIBERAZIONE E LA COMPAGNI DELLE OPERE  NEL NUOVO LIBRO DI FERRUCCIO PINOTTI.

Protagonista è la lobby del terzo millennio, nata formalmente l’11 luglio 1986, da un’intuizione di monsignor Giussani come iniziativa di un gruppo di giovani laureati e imprenditori.

E’ la lobby di Dio perfettamente descritta dal libro di Ferruccio Pinotti e Giovanni Viafora, cronisti puntuali in grado di offrire la prima compiuta «radiografia storica». Prima della pubblicazione di questa mole di informazioni di dominio pubblico, forse c’era chi ancora poteva arrampicarsi sugli specchi, sminuire nessi evidenti, negare appartenenze o fingere di non immaginare. Adesso, non più: è tutto squadernato fin nei dettagli. E’ lo stesso humus della cosiddetta sussidiarietà che ha attecchito in Calabria come in Veneto. Perfino al di là delle inchieste della magistratura, l’organizzazione di questi «cattolici leninisti» si è prima incistata nei gangli del pubblico e poi ha macinato spietatamente finanziamenti, appalti, concessioni, contributi. Fino a diventare potere forte, dietro la facciata ammiccante della comunità religiosa.

Un network  di potere che sta conquistando crescenti posizioni in Italia e all’estero.

Del resto, le mani sempre più robuste della “lobby di Dio” si estendono in tante direzioni, alla ricerca di un’occupazione crescente dello spazio economico e sociale italiano. Se ne accorse fra i primi un acuto osservatore come Eugenio Scalfari “un sistema di potere come quello di Cl – scriveva su “la Repubblica” nel 2008 – non esiste in alcun punto del paese, nemmeno la mafia a Palermo  ha tanto potere.”

In queste poche parole, si racchiude il significato profondo di Comunione e liberazione e della Compagnia delle opere Cdo, il suo braccio finanziario e operativo. Una lobby potente e poco conosciuta, un rete ramificata che si sviluppa al nord e al sud e arriva ai banchi del Parlamento e del governo. Nata nel 1954 è una realtà che in poco più di 50 anni  è divenuta un’organizzazione presente in settanta paesi del mondo, con oltre 300.000 aderenti e un network di 34.000 imprese che, tramite la compagnia delle opere estende il suo braccio dalla Chiesa alla politica, dall’economia alla finanza. E proprio a quest’ultima dedichiamo alcune cifre: 41 sedi in Italia, 17 all’estero, 34.000 imprese e 1000 associazioni no-profit. Il fatturato complessivo è stato stimato i almeno miliardi di euro.

Numeri  in difetto, perché tengono conto soltanto delle imprese scritte alla Cdo. Ci sono migliaia di società e di professionisti  che, pur non essendo parte  della Compagnia, si riconoscono  nella sua ideologia e si adoperano per favorirla. Secondo una terminologia che evoca nel suo nome la Compagni a di Gesù tesa a contrastare l’eresia protestante nell’elite della società, accanto ai sovrani più potenti dell’Europa, così la compagnia delle opere è uno strumento contro il liberismo e lo statalismo nel mondo dell’impresa e della politica.

L’Autore sostiene che trattasi di un caso unico nel suo genere; in quanto la struttura riceve finanziamenti dalle istituzioni e, attraverso i suoi membri dislocati nei posti chiave, pone le condizioni per convogliare denaro “pubblico” verso le “proprie” aziende. Si vengono a creare così conflitti di interesse tra Cdo, banche e istituzioni, un intreccio pericoloso che inquina il mercato e stronca la libera concorrenza.

Il libro traccia un quadro nitido e esaustivo della struttura. E così che vengono sapientemente intercettati i rapporti di Cl con la politica, dando conto del trasversalismo del movimento, dall’anticomunismo viscerale all’alleanza con Berlusconi, l’intesa con La Lega e il sostegno a giunte e politici di sinistra: Pierluigi Bersani, Francesco Rutelli, Matteo Renzi, e altri casi che riguardano anche le Coop rosse. In nome del business. Il tutto raccontato attraverso testimonianze interviste esclusive. E da la politica si passa agli affari, quindi sono investigati e raccontati tutti i business della CDO: scuola, sanità, anziani, trasporti, energia, mense, servizi alle imprese, da Milano alla Sicilia e un rivolto giudiziario che entro nelle attività della Cl con interviste testimonianze  e atti processuali, sono ricostruiti casi come quello della Cascina della ristorazione, l’operazione Why Not in Calabria, l’inchiesta sulle tangenti nel Trentino, lo scandalo Oil for Food, l’inchiesta di Padova sui fondi europei.

E’ la lobby formato holding con tanto di società anonime all’estero. Con coperture politiche che spaziano dalla Dc degli «squali» fino al Cavaliere e ai rami business oriented della vecchia Quercia. Con chiare complicità di convenienza perfino dentro le carceri. Dio fa da contraltare alle carriere di Lupi, Mauro, Vittadini, Debellini, Scholtz. E’ il bene pubblico che s’inabissa nel privato «sociale» fino a coincidere con il circolo ristretto degli «eletti» che garantiscono i voti.

Un’Italia di intoccabili e innominabili.

Per concludere. Non  sono mai abbastanza i cd. libri inchiesta, la loro valenza è pervasiva e il loro contributo essenziale.

Nel libro l’autore traccia con grande pacatezza ed equilibrio non solo formale ma anche sostanziale le fila di una storia a dir poco macchinosa. Con grande professionalità senza mai scivolare in polemiche sterili  e accuse semplificative. Il tutto necessariamente ricollegandosi al contesto storico in cui nasce CL per arrivare ai giorni nostri con inchieste  e testimonianze  preziose per la comprensione del tema.

Pinotti in collaborazione con Viafora realizzano una lucida fotografia storica  che ne costituisce la prima inchiesta sul tema, mai prima d’ora nessuno si era mai cimentato sull’argomento.

Il  mondo della lobby in gran parte sconosciuto andava  esplorato e descritto nonostante la dichiarata volontà dei suoi membri di preservarla da critiche e suggerimenti. Una fortezza ancor oggi, che lascia però trapelare spiragli di verità.

A noi lettori non resta che plaudire a tale iniziativa. Oggi più che mai nel nostro consueto e distorto vivere contemporaneo fatto di stereotipi e immagini semplificate di facile comprensione, l’unica possibilità di dar nuova linfa alle nostre menti atrofizzate e dormienti sono inchieste di tal fattura.

Simonetta Alfaro


Ferruccio Pinotti, giornalista e scrittore, è autore di molti libri di successo tra i quali ricordiamo POTERI FORTI, sul caso dell’omicidio del banchiere Roberto Calvi (Bur , 2005); OPUS DEI SEGRETA, che per la prima volta riporta testimonianze di ex numerari dell’Opus Dei (Bur, 2006); FRATELLI D’ITALIA, un’inchiesta sulla massoneria (Bur, 2007); COLLETTI SPORCHI (con Luca Tescaroli, Bur,  2008) su mafia e soldi; L’UNTO DEL SIGNORE, sulle origini della fortuna di Berlusconi e gli appoggi in Vaticano (con Udo Gümpel, Bur, 2009). All’estero ha pubblicato BERLUSCONI ZAMPANO (Riemann-Random House, 2006) e OPUS DEI SECRETA (Campo Das Letras, 2008).

Con la collaborazione di

Giovanni Viafora, ventinove anni, giornalista, è laureato in Giurisprudenza a Padova.

Scrive sul «Corriere del Veneto», dorso regionale del «Corriere della Sera» e collabora con Mediaset. Nel 2009 ha collaborato con Ferruccio Pinotti e Udo Gümpel ne L’unto del Signore (Bur 2009). Per questa inchiesta ha curato, in particolare, il capitolo sui rapporti tra Cl e la politica, e la parte riguardante l’inchiesta padovana sui presunti corsi di formazione nel Nordest.

“UNA CHIESA PRIVATA DOMINATA DALL’AFFETTUOSA CONFIDENZA CON BANCHIERI E IMPRENDITORI… È NEL LINGUAGGIO DI UN CONSERVATORISMO MODERNO CHE SI ESPRIME LA STRANA INDULGENZA CIELLINA PER I MALFATTORI, CONTRAPPOSTA ALLA SEVERITÀ CON CUI ADDITANO I MORALISTI.”

Gad Lerner, “la Repubblica”, 28 agosto 2010

SCHEDA LIBRO

LA LOBBY DI DIO

FEDE, AFFARI E POLITICA. LA PRIMA INCHIESTA SU COMUNIONE E LIBERAZIONE E LA COMPAGNI DELLE OPERE.

FERRUCCIO PINOTTI

CHIARE LETTERE / collana: principio attivo  PREZZO 16,60 EURO  PAGINE 480

PRIMA EDIZIONE NOVEMBRE 2010

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