SCRITTI PER NON DORMIRE.

Ci voleva l’articolo di Tim Harford del Financial Times del 12 Dicembre 2010 per tentare di svelare un bel po di misteri che dominerebbero le coscienze di chi si interroga su come quello che succede nel mondo minuto secondo per minuto secondo, in questa era dell’immagine informatizzata vissuta come ormai la narrazione del quotidiano a ciclo continuo, possa essere lo spunto per meditazioni che se ci si pensa bene e ci si ferma un momento nel focalizzarle, hanno non pochi lati estremamente inquietanti non foss’altro per il fatto che tali eventi sono l’emanazione di menti, decisioni, emozioni di chi ha in buona sostanza la possibilità di renderli deleteri, pericolosi, pregni di stati d’ansia alla portata di coloro che decidono di seguire questi eventi con attenzione e partecipazione.

La cronaca di Harford riferisce infatti come scrivere un articolo – intitolato significativamente ” Insonne a Seoul nell’epoca del fuso orario”, seguendo il vertice del G20 da un lato all’altro del mondo per il prestigioso quotidiano finanziario, lo impegna ad un tour de force tale da sconvolgere il ciclo sonno-veglia in maniera piuttosto sensibile; nulla di strano si dirà: questa è la normale routine del cronista. Scrive Harford: ”Come scrivo questo paragrafo è mezzanotte. Oppure l’ora di pranzo. Sono in una stanza d’albergo di una città che, secondo i bene informati, è Seoul. Sono arrivato troppo tardi per la prima colazione ma con un sacco di tempo prima di andare a dormire alle tre del pomeriggio. Ha senso tutto ciò? Sto veramente male per il cambio di fuso orario. I Sudcoreani sono molto orgogliosi che il vertice dei G20 si sia tenuto a Seoul, ma forse più un sollievo che non debbano condurre le trattative nel fuso orario sbagliato - non così per la maggior parte degli ospiti, sfortunatamente. Questa è la natura dei vertici mondiali: leaders con potere decisionale così indispensabili che volano per tutto il mondo, esercitando tale potere in uno stato che si potrebbe descrivere come altamente menomato.
Mi preoccupa moltissimo - ma forse questa è la paranoia di un insonne – di quanti affari importanti sembrano essere amministrati da persone tutte con mancanza di sonno: il ministro delle finanze Tedesco ha chiamato la politica monetaria Americana “sciocca” la settimana scorsa. Non credo sia stato giusto però; ma sembra una descrizione piuttosto accurata di come si siano sentiti gli insonni partecipanti al summit l’altra sera.

Potere decisionale? Perfino i miei bulbi oculari sono indecisi. Ogni volta che smetto di concentrarmi su di essi – stavo per scrivere “guardarli” ma come fai a guardare i tuoi bulbi oculari? - essi cominciano ad andare da tutte le parti, a volte si incrociano, altre volte si allontanano l’uno dall’altro; è questo un sintomo comune da mancanza di sonno, oppure è una mia sensazione? [...] E’ che non credo sia un’ idea molto buona fare qualsiasi cosa di estremamente importante in questo stato mentale, oppure il futuro dell’economia mondiale è veramente deciso da uomini e donne così stanchi che vorrebbero solo rannicchiarsi in un angolo?
Questo spiegherebbe perciò alcuni contrattempi del vertice: per esempio gli Americani e i Coreani non sono riusciti a mettersi d’accordo sul trattato commerciale bilaterale, lo scopo del quale era di creare un’idea di progresso negli accordi che il vertice in sé stesso probabilmente non sempre riusciva ad ottenere. Il cambio di fuso orario spiega tutto; io stesso divento molto irritabile quando non dormo a sufficienza. [...] Perciò adesso sappiamo che le scontrose discussioni a tarda notte circa la battaglia delle valute al G20 sono state risolte con un accordo a scaricabarile per il Fondo Monetario Internazionale. Questo sembra avere un senso: dite quello che volete dello staff del FMI ma loro cercano sempre di farsi una bella dormita la notte.”
Prendiamo per buono dunque il fatto che – come leaders mondiali – dover essere dappertutto nel mondo 24 ore su 24 per doveri istituzionali e partecipando a summit in giro per il mondo con relativa mancanza di sonno, c’è sempre chi ne approfitta di una situazione simile per ricattare chi detiene il potere facendo leva sulle “necessarie debolezze” di una persona esposta a continue sollecitazioni psico-fisiche causate dalla mancanza di riposo e dunque altamente ricattabile: e c’è chi specula moltissimo su ciò (pregiudicati? Terroristi? Squilibrati?), avendo accesso a luoghi del potere per carpire informazioni preziosissime; e con i più svariati metodi di infiltrazione nei palazzi del potere. Ecco perciò l’utilizzo di battaglioni di sicofanti governativi, ingaggiati per creare una narrazione soprattutto televisiva uguale e contraria alla realtà esistente, emanazione di ipocrisie che tutto smentiscono, tutto negano. Questo sarebbe il duro lavoro del potente, colui o colei che decide le sorti del mondo un uno stato mentale “limitato, stravolto dall’insonnia con potenzialità parecchio pericolose” che in questo Paese non può fare altro che instaurare un rapporto di sottomissione con chi del ricatto al potere politico ha fatto una professione eversiva, nella generale atmosfera di un’enormità di sonno arretrato da parte del leader di turno; tale mancanza di riposo delle menti non fa altro che creare una confusione cercata, pubblicizzata sottilmente, generalizzata in maniera costante, una confusione nell’ipocrisia di coloro che predicano l’amore travestito da puro odio per esempio; predicatori di fede che attraverso essa fomentano la pazzia, disturbatori di anime perse.
Come la segretezza del governo dove nulla è pubblicizzato, nulla è visibile, così è la mente devastata dalla mancanza di sonno del leader di un Paese che porta l’intera nazione sull’orlo del collasso economico noncurante dei problemi della popolazione reale, quella che adesso si avvicina sempre di più alla soglia della povertà. In questa metafisica infernale il governo delle destre lavora incessantemente per creare emergenze economiche di grandi proporzioni affinché esista solo l’accaparramento avido dei beni di Stato, uno Stato di segreti, eversivo, certamente non da sogno; e poi ci si addormenta alla fine davanti la TV accesa…ma era tutto un sogno oppure è solo un incubo?

Marco Rossi.

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