DOROTHEUM:  UNA DELLE CASE D’ASTE LEADER DEL SETTORE.

INTERVISTA A MARIA CRISTINA PAOLUZZI DIRETTORE DELLA SEDE DI ROMA.

Dorotheum ad oggi è una grande realtà rappresentando una delle più importanti case d’aste del mondo, ci può introdurre qualche nota storica?

Fondato nel 1707 dall’imperatore Giuseppe I, con i suoi oltre 300 anni di storia il Dorotheum è la più antica fra le grandi case d’aste del mondo. 80 anni dopo la sua fondazione  fu trasferito nei locali dell’ex convento delle suore Dorotee: da esse il “Dorotheum” prese il nome attuale e diede il nome al grandioso palazzo di Vienna.  La sua caratteristica  è di essere nata in un periodo antecedente  al Gran Tour quindi in un momento di grande espansione di stampo  illuministico e penso che  questo l’abbia fatta diventare subito una realtà legata alla cultura Mitteleuropea tipica dell’impero Asburgico austriaco che vede Vienna come centro del mondo. Storicamente ha radici molto importanti.

…quel quid che contraddistingue il Dorotheum  dai suoi competitors internazionali…ovvero qual è la chiave del vostro successo?

Innanzitutto i nostri competitors internazionali sono di assoluto rispetto.

Il Dorotheum ha sempre voluto avere questa centralità sulla città di Vienna, anche  quando è passata dall’essere una realtà prettamente nazionale a internazionale ha mantenuto questo collegamento forte con la casa madre. Noi abbiamo svariate  sedi, fra le  più importanti  rappresentanze ricordo Bruxelles, Düsseldorf, Monaco di Baviera,  Milano e poi Roma ma fanno tutte comunque capo a un nucleo centrale.

Io credo che in questo particolare momento storico soprattutto dopo la caduta del muro di Berlino, la riapertura dei mercati verso l’est, la Dorotheum ha avuto la possibilità di  essere una realtà significativa in questa parte dell’Europa in espansione … in Germania ad esempio con Dussendorf, una città molto attiva nell’ arte moderna e contemporanea, Monaco di Baviera da sempre una grande realtà per gli old masters, Bruxelles sede della comunità europea città molto attiva e dal profilo  internazionale.

Forse la capacità è stata quella di posizionare opportunamente le sedi nei punti giusti dell’Europa e in questo è stato strategicamente geniale il nostro Presidente Martin Bohm che possiede indubbiamente uno spirito molto illuminato.

Inoltre noi avendo la sede principale  a Vienna abbiamo dei ponti moto forti con altri paesi che sono anche più lontani dalla realtà americana, paesi come la  Russia e in genere tutta l’Europa dell’Est … Vienna è anche geograficamente molto vicina.

La grande crisi internazionale ha coinvolto le varie realtà economiche imprenditoriali in tutto il mondo. Per usare le parole del nostro Ministro Tremonti “Siamo ancora in terra incognita”… Le chiedo… come ha reagito il grande pubblico ovvero l’acquisto in opere arte di grande pregio risulta ancora un appetibile modalità di investimento?

Credo che in parte proprio la crisi economica ha fatto diventare l’opera d’arte un bene di rifugio. Per esempio gli old masters hanno un mercato stabile, sono diventati una concreta possibilità di investimento alternativo rispetto all’oro, rispetto al mattone.

Questo è stato il motivo per cui il mercato ha tenuto. Ma occorre fare una precisazione. Il mercato internazionale ove l’opera d’arte ha una circolazione internazionale è completamente diverso dal mercato nazionale intendendo per nazionale quello italiano.

Mi piace ricordare che lo scorso anno abbiamo fatto l’asta di maggior successo nel mese di aprile con dei dipinti che hanno raggiunto dei prezzi incredibili.

Comunque il bel dipinto trova sempre mercato, da noi il Guercino con l’opera “Rinaldo trattiene Armida che vuole uccidersi con una freccia, (1664)”  è stato aggiudicato per un milione di euro. Frans Francken  II ha raggiunto i 6.100.000 euro (più i diritti) cifra record per questa artista ma una cifra record in assoluto per un dipinto a Vienna se pensiamo solo che la base partiva da 400.00 euro.

Di recente, nella primavera del 2009 è stata inaugurata una nuova rappresentanza a Roma, come vi ha accolto il pubblico romano?

Molto bene, siamo soddisfatti di essere qui a Roma, di essere a palazzo Colonna sede molto prestigiosa.

Il pubblico è molto reattivo. Noi siamo andati contro corrente, perchè proprio in quell’anno abbiamo visto molte realtà ridimensionarsi, molti chiudevano e noi aprivamo. Abbiamo creduto molto in questo investimento sull’Italia, in particolare su Roma come sede di raccolta opere ma soprattutto come una nuova occasione per seguire da vicino i nostri clienti quando vogliono acquistare un’opera. Qui la possono vedere perché noi la esponiamo in anteprima. Hanno un punto di riferimento e possono essere seguiti personalmente non solo da Vienna ma direttamente dall’Italia.

Si stanno profilando settori nuovi del collezionismo?

Si, i giovani collezionano, in particolare i giovani quarant’enni collezionano l’antico, il moderno, il contemporaneo. A Roma in particolare ciò si deve proprio perchè è una città molto vivace, questi nuovi musei che ci sono funzionano nonostante le critiche e di sicuro muovono l’interesse per il mondo dell’arte.

Per la tipologia di  acquisti, i dipinti moderni e contemporanei, il design, i mobili se molto importanti, da noi a Vienna  vanno benissimo anche  le porcellane.  A Roma, antico, moderno, contemporaneo, argenti, anche mobili e poi organizziamo anche tante aste minori i giocattoli antichi, le macchine e le auto d’epoca, francobolli e armi antiche.

Da ultimo, nella vostra azienda vi sono numerose eccellenze al femminile al timone dei vari dipartimenti….gentile dott.ssa Paoluzzi in qualità di nuovo direttore quali sono i suoi progetti e il suo traguardo più grande nella Dorotheum?

Ho una duplice funzione all’interno del Dorotheum, sono direttrice di una sede e sono un’ esperta di dipinti antichi quindi sono anche in quel particolare dipartimento ..

Per me essere un’esperta è una bella sfida. Sono una studiosa, vengo dal mondo accademico quindi per me trovare un grande capolavoro è la mia sfida più grande e immediata.

E poi riuscire a riaffermare la Dorotheum sempre più come una realtà a Roma e in Italia in genere della quale la gente si può fidare. Il  nostro obiettivo è quello di essere la terza casa d’aste più grande del mondo.


Dall’autunno del  2001 il Dorotheum è di proprietà privata di un gruppo di giovani imprenditori, che curano la gestione della casa d’aste con grande impegno personale e un fervido entusiasmo per l’arte. L’obiettivo della direzione è esaltare il ruolo di Vienna come città sede di aste, conservando allo stesso tempo l’antico fascino della casa d’aste di grandi tradizioni. Il Dorotheum si definisce sempre più come punto d’incontro di grande attrazione per gli amanti dell’arte e i collezionisti, grazie all’accurato servizio di assistenza ai clienti, alla sua nuova immagine ed agli eccezionali contatti internazionali.

Simonetta Alfaro


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