GREEN HILL, CHIUDERLO O RIDIMENSIONARLO? LA BATTAGLIA  CONTINUA!

 

Nella mattinata del 7 febbraio è stata ufficializzata la presentazione di una nuova legge regionale che vieta sul territorio lombardo l’allevamento di cani, gatti e primati a scopo di vivisezione. Su tutti i media viene considerata una legge che chiuderà l’allevamento Green Hill, così come gli emendamenti alla Direttiva Europea, passati alla camera del Parlamento la settimana scorsa, che superata l’approvazione del Senato saranno operativi nel prossimo novembre.

Prima di cantare vittoria tutto il movimento che si è creato per la chiusura di questo lager dovrà attendere i passaggi definitivi dell’una o dell’altra legge, perché come si sa di modifiche possono esserne apportate fino all’ultimo momento. Ma c’è anche un altro dubbio aperto riguardo ai testi presentati, una lacuna che potrebbe inficiare la chiusura dell’allevamento.

Il testo presentato a Roma e approvato il 1 febbraio dalla Camera, emendamento al recepimento della Direttiva Europea 2010/63/UE, vieta l’allevamento di cani, gatti e primati su tutto il territorio nazionale. La proposta di legge regionale presentata ieri in conferenza stampa sembra ricalcare pienamente il Punto C dell’emendamento di cui sopra. Pur non avendo letto il testo di questa proposta, per ora non reso pubblico, possiamo solo giudicare da quanto detto nelle interviste sui quotidiani e quindi basarci sul testo dell’emendamento.

Il dubbio da noi esposto più volte a tutte le parti in causa, ai dirigenti della Asl e ai consiglieri della Regione Lombardia, sia riguardo la proposta di legge di un anno fa e sia riguardo questa in preparazione, è che non si può risolvere definitivamente il “problema Green Hill”
semplicemente vietando l’allevamento di cani, gatti e primati sul territorio regionale o nazionale. Deve esserne assolutamente vietata anche la vendita!

Altrimenti la Marshall potrebbe tranquillamente scegliere di non chiudere i capannoni lager di Montichiari ma trasformarli in “deposito” di smistamento e continuare indisturbata o quasi il suo business, non allevando in loco i cani ma semplicemente importandoli e vendendoli. Forse
verrebbero ridotti i numeri, ma non si creerebbero molti problemi al profitto di questa azienda e quei terribili capannoni resterebbero operativi.

Lo stesso vale per i primati, di cui in Italia e in regione, non ci sono allevamenti ma solo importatori e venditori, che potrebbero continuare il loro lavoro senza nessun intralcio.

Questa proposta di legge, che per il momento sembra avere un ampio consenso, dovrà passare l’esame delle apposite commissioni e poi del Consiglio Regionale che, ricordiamo, nel febbraio del 2011 aveva approvato quasi all’unanimità una mozione contro la vivisezione. Non sembrano esserci grossi ostacoli, apparentemente.

 

Proprio per questo motivo, per l’attenzione sul tema e il forte consenso, per la pressione e l’interesse di centinaia di migliaia di persone in tutta Italia, non possiamo permettere che nessuna delle due leggi al momento in via di approvazione sia una vera soluzione che porti alla
chiusura e lo smantellamento dei capannoni di Montichiari.

Noi su quei capannoni ci siamo stati, abbiamo sentito i latrati dei cani, ne abbiamo sentita vicina la prigionia, e non vogliamo più vederli pieni, nemmeno solo uno di loro! Non vogliamo una Green Hill più piccola e a misura di cane, ma Green Hill chiusa, solo macerie e un brutto ricordo.

Non vogliamo un contentino né l’illusione che un problema si risolva. Per questo motivo la campagna continua e continuerà a martellare Green Hill e la Regione Lombardia affinché degli animali ai laboratori venga vietata anche la vendita.

Non sappiamo se siamo verso la fine di questa lotta, ma di certo ci troviamo in un momento cruciale e determinante per la sorte dei cani rinchiusi nel lager di Montichiari. Vogliamo arrivare al momento in cui quei capannoni saranno vuoti, momento in cui poi ci impegneremo affinché siano sottratti alla prigionia quanti più cani possibile. Ma di questo discuteremo le modalità quando sarà il momento.

Per ora chiediamo a tutti e tutte di continuare la lotta con lucidità e attenzione per non farsi ingannare da nessuna legge. Questi potrebbero essere gli ultimi mesi di impegno per tutti noi, facciamo in modo che possono essere gli ultimi mesi per Green Hill e Marshall Farm in Italia!

www.fermaregreenhill.net

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