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LAV DENUNCIA IL CIRCO MARTIN:
TIGRE IN SELLA A UN CAVALLO
ROBERTA MARESCI
ROMA
Animali preda e predatori insieme per uno show. Accadeva esattamente un anno fa, ma quel numero presentato dai circensi del Martin non era piaciuto ai rappresentanti della Lega antivivisezione ed era scattata la querela. Lo spettacolo prevedeva che un cavallo, tenendo in groppa una tigre, trainasse anche una biga con sopra un orso. Il risultato è stato che del numero non c’è stata più traccia per un poco di tempo, ma poi è tornato a far parte del programma, miscelato a giocolieri, trapezisti e saltimbanchi. Fatto sta che il Circo Martin continua a fare spettacolo in giro per le piazze italiane. Ne abbiamo sentito parlare anche qualche mese fa, quando a Budoni (Ot), durante uno dei tanti show, un orso ingaggiato dalla domatrice sessantottenne Maxi Niedermeier, cittadina tedesca residente in Austria, l’ha mandata in ospedale con gravi ferite alla spalla.Ora torniamo a parlarne perché secondo la Lav qualcosa continua a non funzionare per il verso giusto: lo spettacolo del cavallo in pista, che viene pubblicizzato perfino sul sito internet del Circo, è tornato a far parlare di sé. E l’è tutto da rifare. La Lav ha nuovamente presentato denuncia presso il Corpo Forestale e le Procure competenti. Con tanto di atto formale inviato alla Procura della Repubblica di Cagliari, e prima ancora con denunce presentate in Veneto e in Friuli Venezia Giulia. Non mancano ovviamente filmati e fotografie che documentano in particolare questa esibizione della signora Maximova, vietata nel nostro Paese, fatta di esercizi innaturali e umilianti per gli animali.«Chiediamo al Ministero dell’Ambiente, a cui fa capo la Commissione Scientifica CITES, al Ministero della Salute e al Ministero dei Beni Culturali, che nei confronti dei circhi vengano svolti maggiori e più scrupolosi controlli, a cominciare da questo spettacolo – dichiara Nadia Masutti, Responsabile nazionale LAV Settore Esotici, Circhi e Zoo – Recentemente sono molti i maltrattamenti che sono stati resi pubblici grazie alle associazioni animaliste o a programmi tv come “Striscia la Notizia”, fino alla condanna appena due mesi fa del Circo Barcellona per detenzione illecita di tigri; ma al di là delle necessarie denunce all’autorità giudiziaria, e in attesa che l’Italia si doti finalmente di una legge che favorisca la riconversione dei circhi in strutture senza animali, la via più efficace per mettere fine a questi discutibili spettacoli, consiste nel rifiutarsi di andare a vederli».D’altronde, tirando in ballo quanto stabilisce la Commissione Scientifica CITES, deputata dal Ministero dell’Ambiente a definire i «Criteri per il mantenimento degli animali nei circhi e nelle mostre viaggianti», possiamo leggere con i nostri occhi «In nessun caso esemplari di specie diverse potranno essere trasportati o mantenuti in strutture attigue, […]soprattutto se le relative specie sono in rapporto preda-predatore». E ancora: «Particolare attenzione deve essere posta a non imporre la vicinanza di specie per loro natura non compatibili».

Fonte :

http://www.lastampa.it/lazampa/girata.asp?ID_blog=164&ID_articolo=1641&ID_sezione=339&sezione=News#

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