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Sicurezza Stradale un tema straordinariamente attuale.  Ne parliamo con l’Onorevole Emiliano Minnucci.

Come si evince dal testo di una circolare del 1868 il tema è antico ha 150 anni. Ma da allora tutto è cambiato, la tecnologia, la circolazione, le tematiche ambientali ecc. ecc tuttavia il problema per certi aspetti è rimasto il medesimo. Le domando provocatoriamente in questi ultimi 150 anni ove vi è stata davvero rivoluzione?

 

“Per i suoi risvolti economici e ambientali, inseriti nel contesto di una adeguata programmazione infrastrutturale del nostro Paese, il tema della manutenzione stradale assume un carattere fondamentale e decisivo per la sicurezza dei nostri cittadini. Partendo da questa considerazione, è inevitabile sostenere che nel corso degli anni questa esigenza, per una serie di motivi tra cui la cecità delle Istituzioni, non ha ottenuto un’attenzione seria ed adeguata da parte degli organi competenti. L’Unione Europea, in tal senso, ha ribadito più volte i suoi obiettivi incoraggiando gli Stati membri al miglioramento delle loro infrastrutture. L’input lanciato dall’Europa e il sempre più elevato numero degli incidenti che si registrano sulle nostre strade, ci impongono di iniziare un percorso determinato verso un adeguato miglioramento della rete stradale nazionale con l’obiettivo di garantire quella sicurezza che oggi, purtroppo, ancora non rispetta gli standard europei. Partendo dall’assunto, dunque, che abbiamo bisogno di un intervento importante che identifichi soluzioni concrete al fine di rendere la rete stradale del nostro Paese idonea alle esigenze dei cittadini, un anno fa ho presentato, con il contributo di 43 colleghi, una risoluzione parlamentare che identifica la messa in sicurezza della rete stradale la vera «grande opera» che il nostro Paese, e dunque il nostro Governo, dovrebbe affrontare nei prossimi anni.

 

Circa lo stato attuale dei lavori legislativi per la riforma del codice della strada è d’obbligo  notare che dalla lettura del testo in essere  mancano le contravvenzioni  per le stazioni appaltanti, si menzionano solo gli utenti  ma le anomalie delle strade perpetrate dalle stazioni appaltati pubbliche enti proprietari della strade non sono mai sanzionate. Che ne pensa Onorevole crede che si possa intervenire in tal senso?

 

“Assolutamente vero. È pur vero però che una seria manutenzione delle strade dipende anche, se non soprattutto, da un’adeguata consistenza delle risorse da impegnare. In quest’ottica, i dati forniti  da Siteb, l’Associazione dei costruttori e manutentori delle strade, evidenziano come i costi per la manutenzione ordinaria e straordinaria della rete stradale italiana si siano dimezzati rispetto al periodo precedente alla crisi economica che in questi anni ha colpito anche il nostro Paese. Un dato che ha riportato l’Italia ai consumi del 1985, ovvero quando la rete stradale del Paese era meno sviluppata e le vetture in circolazione molto meno numerose rispetto ad oggi. Con la risoluzione parlamentare, dunque, abbiamo impegnato il Governo non solo ad attribuire carattere prioritario alla definizione di ruoli e competenze degli Enti proprietari e delle stesse stazioni appaltanti, al fine di garantire un serio assolvimento dei compiti di gestione delle strade di loro proprietà, ma anche alla ricerca e allo stanziamento di risorse per la manutenzione ordinaria e straordinaria della nostra rete stradale. Dobbiamo iniziare ad entrare nell’ottica che non procedere alla manutenzione delle strade costituisce un falso risparmio dal momento che i problemi di messa in sicurezza che non si affrontano oggi saranno ancora più costosi e complicati da risolvere in futuro”.

 

_MG_3452La manutenzione va programma sulle intere reti stradali e quindi occorrerebbe aver riferimento anche alle istallazioni anteriori alla legge… Ad esempio i segnali vetusti le barriere tutto ciò che non è ora conforme, non si tocca? Oppure  organizziamo una programmazione generale ex ante?

 

“La programmazione deve necessariamente essere generalizzata e attenta anche al tema della mobilità e dell’educazione stradale, attraverso azioni concrete e mirate in grado di razionalizzare l’utilizzo dei veicoli privati al fine di ridurre il traffico e sostenere l’impiego di mezzi alternativi. In quest’ottica, dunque, si deve pensare a una programmazione che deve considerare sia l’effettiva destinazione delle quote dei proventi delle sanzioni per le violazioni del codice della strada, come del resto già previsto dalla legislazione vigente, sia una generalizzata manutenzione e messa in sicurezza delle strade a partire da quelle comunali che, a causa delle sempre più scarse risorse a disposizione degli Enti competenti come i Comuni e le Amministrazioni locali, rappresentano le situazioni più complesse e delicate a cui prestare attenzione. Situazioni che risentono, tra l’altro, anche delle incertezze a livello di competenza dovute alla ristrutturazione amministrativa delle ex Province ancora in atto”.

 

Al di la di tutto ciò manca una governance complessiva sulla mobilità, quindi la sua assenza implica che  se c’è troppo traffico ma non si incide sui mezzi di trasporto non siamo in  grado di invertire la tendenza del traffico abituale… Questo è un aspetto che è stato inserito ma con toni molto sfumati. In ragione di ciò Le chiedo,  con quali strumenti voi pensereste di organizzare una buona governance a livello di territorio della mobilità?

 

“Come già sostenuto, non possiamo parlare di manutenzione e sicurezza stradale se non consideriamo il tema della mobilità a partire dalle nostra rete ferroviaria, da un utilizzo razionale dei mezzi privati e consapevole di tutti quei mezzi alternativi che possono favorire, tra l’altro, l’ambiente in cui viviamo. In quest’ottica, la nuova strategia di investimenti sulla rete ferroviaria italiana definita dalle Leggi di Stabilità 2015 e 2016 e con il decreto “Sblocca Italia”  garantisce una vera e propria «cura del ferro» di 17miliardi. Risorse imprescindibili e utili a risanare la nostra rete ferroviaria sia in termini di sicurezza ed efficienza, sia in termini di qualità e comodità per i viaggiatori. Abbiamo, poi, degli importanti traguardi da raggiungere anche nel settore delle merci con un sostanziale potenziamento dell’offerta e con un miglioramento dell’intermodalità per intercettare il traffico proveniente dai porti e dai retroporti, e in quello del TPL, dove il binomio ferro-gomma può diventare la risposta alla crescente domanda di mobilità dei nostri cittadini. Dalla rete ferroviaria alla mobilità sostenibile: l’ultima legge di stabilità ha introdotto numerose misure di incentivo alla mobilità sostenibile con la promozione, ad esempio, di misure a sostegno degli spostamenti tra casa e lavoro e tra casa e scuola. In questo quadro, inoltre, la nuova legge di stabilità ha posto grande attenzione anche all’aspetto delle ciclovie con lo stanziamento di ben 91 milioni di euro destinati  alla progettazione ed alla realizzazione di un sistema nazionale di ciclovie che potrà finalmente assolvere le esigenze dei tanti appassionati italiani e stranieri. Misure, queste, che testimoniano come questa maggioranza di Governo sia seriamente sensibile al tema della mobilità e, dunque, dei trasporti”.

 

Simonetta Alfaro

 

 

 

On.Emiliano Minnucci: Già consigliere comunale dal 1999, è eletto sindaco di Anguillara Sabazia nel 2004. Nel 2008 viene eletto in consiglio provinciale, dove dal 2011 ricopre la carica di capogruppo del Partito Democratico. Il 25 giugno 2014 è diventato Deputato della Repubblica Italiana. E’ membro della IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni.

 

 

 

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