OTTAVA FINALISTA ALLA MANIFESTAZIONE PER GIOVANI STILISTI IDEATA E ORGANIZZATA DA ALTAROMA IN COLLABORAZIONE CON VOGUE ITALIA.

 

 

Stella Jean giovane stilista di origini Haitiane, nata a Roma, sarà una degli otto finalisti del concorso “Who is on Next?”- Donna,  il più importante trampolino di lancio per giovani stilisti e designer in Italia, ideato e organizzato da Altaroma in collaborazione con Vogue Italia.

 

La passione di Stella Jean per lo stile e la moda è un sogno che inizia a realizzarsi sulla passerella quando ha sfilato per la prima volta con l’Abito da Sposa di Egon von Furstenberg. Il passato di modella le ha donato una formazione ‘sul campo’ dove ha sperimentato ore di fitting e di back-stage frenetici.

 

Lo stile di Stella Jean riflette ed evoca la sua eredità Creola in cui si fondono le due culture del Suo continente: Quella antica e sognatrice del vecchio e quella verve e moderna del nuovo. I due opposti si unisco, si intrecciano e si fondono  per dare luce ad una femminilità preziosa.

 

Stella Jean crea i suoi abiti, saltando il passaggio del disegno, sposando così, il pensiero di Madeleine Vionnet per cui è indispensabile drappeggiare e in qualche modo plasmare l’abito direttamente sul corpo, asserendo che “…avendo il corpo tre dimensioni non ci si può affidare alla carta”.

 

Stella Jean apprende l’arte della pittura su stoffa da Nadia Valli. “La pittura su stoffa richiede, oltre a una notevole preparazione, una dote spiccata, una sensibilità artistica, una tradizione artigianale e  tanta  pazienza. Questi sono gli ingredienti della mia idea di Slow-Fashion.” Il capo realizzato da Stella Jean, non è un capo prodotto in serie ma passa attraverso una filiera artigianale specializzata.

 

Stella Jean vestirà Lisa Drouillard, Miss New York Teen USA 2011, per la selezione a Miss Teen USA pageant che avrà luogo a Atlantis Paradise Island, Nassau, Bahamas il 16 di luglio c.a.

 

 

Collezioni:  Jeune Belle et Gatée (2009), Oysters don’t lie (2010) e Still a Godess, la collezione dedicata a Haiti e presentata al concorso Who’s on Next edizione di Luglio 2011.

 

 

 

Still  a Goddess Concept-Mood

                                                                                               … nonostante  il  fango e la tragedia 

                                                                                                                 lei è  comunque ed ancora

                                                                                                                                             una Dea …

 

 

La Collezioni dedicata ad Haiti richiama l’Essenza, la Spiritualità e le Gestualità delle donne che hanno contribuito alla sua liberazione . Haiti, 1804, prima Repubblica nera al mondo, prima colonia di schiavi deportati ad avere ottenuto l’indipendenza. Un popolo fiero che ha sconfitto le truppe Napoleoniche. Il Rosso e il blu colorano la bandiera della vittoria con la scritta “Liberté ou la Mort”.

 

Ed è tramite la fierezza che queste schiave finalmente libere, con passo sicuro e sguardo altero, si innalzano allo stato di divinità femminili (mambo). Entrano nelle proprietà abbandonate dai ricchi coloni usurpatori in fuga, indossano le loro camicie ed i loro sontuosi gioielli; smeraldi, rubini e diamanti, sfoggiati al collo, quali trofei  tangibili di una guerra mai finita.

 

E sono proprio questi avidi simboli di gloria che la Dea scalza indossa per attraversare da sovrana le piantagioni ormai incolte della sua terra.

 

La cultura Creola è l’unione di due civiltà, l’Africana e l’Europea, che opponendosi si fondono creandone una terza, la Creola. Quando gli elementi costitutivi di una o l’altra sono talmente sedimentati da impedirne l’amalgama, questi si sovrappongono creando un  viscerale sincretismo, che per sua natura evoca un “trompe l’œil” ricco di emozioni.

 

In questi abiti s’incontrano e si fondono il design e la tradizione sartoriale italiana con l’arte rituale dei dipinti naif e dei  ricami  vèvè  haitiani  originari dell’Africa. Tutto ciò è spettacolare nella forma ed è unico nel contenuto.

 

  • Abiti frutto di trance trascendentali, in cui immacolati lini vengono inghiottiti in una  bulimia cromatica, in cui acqua, terra, aria, fuoco, si susseguono in una danza febbrile senza senso apparente. 
  • Sacerdotesse ebbre vestite di abiti cerimoniali dai volumi importanti, che bilanciano la naiveté dei tagli matronali.
  • Vesti bianche violate dal rosso sacrificale, dal marrone della terra battuta come un tamburo dai piedi nudi e nervosi, screziate  dal giallo, degli artigli di guerra, dei galli pronti all’attacco nell’arena.
  • Sfondi monocromatici sui quali stagliare le forti, sgargianti, vibranti e definite tinte creole. Senza sfumature, solo una  piena presa di coscienza nella sua totale tensione drammatica.

 

 


 

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