DELITTI SOTTO LA CENERE, IL SECONDO AVVINCENTE ROMANZO DELLO SCRITTORE AMERICANO NATHAN GELB SI PREANNUNCIA NUOVAMENTE UN GRANDE SUCCESSO.

Nathan  Gelb è nato a Chicago nel 1962 da un’antica famiglia Ashkenazita di Dresda. Ultimo erede di una prestigiosa dinastia di librai antiquari, si è laureato con una tesi sui simboli nell’Ordine dei templari.  Conosce perfettamente quattro lingue e trascorre il suo tempo tra studi e viaggi.

“Delitti sotto la cenere” è il suo secondo romanzo.   Il precedente, “Il quadro dei delitti” (2007), ci aveva già tenuti inchiodati in una fitta trama di intrecci, grovigli psicologici e crimini efferati, ambientato tra la Roma Papalina e la Bretagna di Luigi XV.

In “Delitti sotto la cenere”, il protagonista, come un seguito “ideale” del primo, è il celebre alchimista napoletano Raimondo de Sangro Principe di Sansevero.  Uomo di elevato intelletto, sagace, dalle mille risorse, si trova, in veste di detector, ad indagare sul ritrovamento, nel tempio massonico del suo palazzo, di due cadaveri, un uomo ed una donna, completamente inceneriti, tranne i volti e gli arti.  Duplice omicidio o vendetta contro di lui?  E cosa si nasconde tra le note di un madrigale di Gesualdo da Venosa che, nel 1590, trucidò la moglie con l’amante nella medesima sala?

La cosa che colpisce, leggendo i romanzi di Gelb, è la dovizia di particolari, la conoscenza approfondita dei luoghi e della storia dell’epoca.  La lettura ti prende, ti avvolge, ti coinvolge… Sembra di essere catapultati, assieme ai protagonisti, in un’epoca remota, affascinante e misteriosa.  Tutto ci intriga proseguendo questo “viaggio” storico.  La suspense, le tesi dell’epoca riguardo l’ “autocombustione umana”, la vivida intelligenza di Sansevero, la sagacia della sua vivace amante Mariangiola Ardinghelli, l’avvicendarsi degli innumerevoli personaggi.   Anche il nostro orecchio pare quasi percepire, in sottofondo, il madrigale di Gesualdo da Venosa, che ricorre sovente nel percorso della narrazione, rendendo tutto più inquietante!

Il libro si legge con interesse crescente e lo si vorrebbe “consumare” velocemente. Del resto Gelb ci ha abituati a questi thriller (anche se in questo caso il termine è riduttivo)  mozzafiato dal finale inatteso.

Linguisticamente ineccepibile! Da sottolineare che l’autore scrive in lingua Italiana, idioma che conosce perfettamente in tutte le sue sfumature.

E’ un romanzo che appassiona, entusiasma e, non guasta, arricchisce culturalmente!

Ma diamo finalmente la parola all’ autore…

Ci parli un pò di “Delitti sotto la cenere”

E’ alquanto difficile parlare delle proprie opere, per cui mi limiterò a fornire qualche elemento. Posso dire che la vicenda si ambienta a Napoli nel ‘700, epoca in cui visse il Principe di Sansevero, che del romanzo è inevitabilmente la figura dominante. Si parte proprio dal suo palazzo, ancor’oggi esistente al civico 9 della famosa Piazza S. Domenico Maggiore. Qui il ritrovamento dei cadaveri inceneriti di un uomo e di una donna innesca una spirale di violenza con altri omicidi dei quali spetterà al Principe individuare il responsabile. Accanto a lui i lettori troveranno la figura della sua amante, l’illustre scienziata Mariangiola Ardinghelli, presenza discreta ma anche incisiva nell’evolversi delle indagini. Sullo sfondo, una Napoli vista nel suo lato oscuro, in netto contrasto con l’immagine solare che il mondo conosce. Ho cercato peraltro di preservarne l’immortale e innegabile fascino…Sono tantissimi gli elementi che non svelo, anche perché credo che vada lasciato al lettore il piacere della scoperta…

Prevede una sorta di “trilogia”  per Sansevero?

Per il momento ho deciso di mandare in ferie il ‘detector’  Sansevero. Sicuramente è un personaggio che ha affascinato il pubblico e che continua ad affascinare me, ma nella mia attività di romanziere sento il bisogno di alternare la trattazione di argomenti diversi. Nulla esclude comunque un futuro ritorno del Principe con nuove avventure.

Come nasce la sua propensione al thriller dal gusto spiccatamente storico?

Credo che sia riconducibile ad una mia naturale tendenza a proiettarmi verso tutto ciò che concerne il passato. Non trascurerei poi il fatto di essere cresciuto in mezzo ai libri antichi, cosa che da bambino esercitava su di me un fascino straordinario. Più in generale amo la storia, ambito nel quale si è sviluppata anche la mia carriera di studi accademici.

Si è recato personalmente, nei luoghi, da lei eccellentemente descritti, nei suoi romanzi?

Sì, soprattutto ho avuto modo di conoscere approfonditamente la città di Napoli, punto di partenza di ogni azione del Principe di Sansevero, ma è stato necessario compiere dei sopralluoghi anche nelle altre località citate nei miei libri, se non altro per respirarne l’atmosfera. Mi riferisco in particolare alla suggestiva Bretagna e alla Roma papale.

E’ prevista l’uscita imminente di un suo nuovo romanzo?

Diciamo pure che sto lavorando ad un nuovo progetto, sempre nell’ambito del genere thriller. E’ una storia basata su vicende realmente accadute e si sviluppa tra passato e presente. L’azione dei vari personaggi si dipana tra diverse Nazioni, per cui il tutto si annuncia abbastanza intricato e, spero, intrigante….

Potrebbe aggiungere qualche altro dettaglio? Le confesso che mi ha incuriosita…

Posso dirle che il romanzo riguarda un grande mistero su cui si va dibattendo da circa un secolo. Per il momento preferisco non aggiungere altro…

Quando si accinge alla stesura di un romanzo ha già in mente l’intera narrazione ed il finale, od è una questione, diciamo, “istintiva”?

Nell’iniziare la stesura di un nuovo romanzo in genere tendo a prefigurarmi l’inizio e il finale…Il corpo centrale del romanzo nasce in corso d’opera, secondo un processo intuitivo, con una buona componente di imprevedibilità.

Com’è Nathan Gelb quando non scrive?

E’ una persona sportiva che ama andare in barca o immergersi nella lettura, un modo come un altro per staccarsi dalla routine della vita quotidiana.

Loredana Filoni

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