L’IMBOTTIGLIAMENTO DELL’ACQUA DANNEGGIA L’AMBIENTE.

INIZIATIVE ANCHE PER “SMALTIRE  I SACCHETTI DI PLASTICA”.

Il dilemma del terzo millennio pone la lente di ingrandimento sulla compatibilità dello smaltimento, in particolare della plastica, sia in bottiglia che in sacchetti, necessari per fare la spesa al supermercato, dove però ultimamente, in particolare nei negozi bio o coop, si stà accentuando da parte dei rivenditori, l’uso dei sacchetti derivanti dal mais, quindi biodegradabili e non nocivi per l’ambiente.

La stessa cosa non si può dire per le bottiglie di plastica, necessarie per l’imbottigliamento dell’acqua.

“Il Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua ritiene opportuno ricordare alcuni dati emersi dalla ricerca”. Il far west dei canoni di concessione per le acque minerali” realizzata da Legambiente e Altreconomia a marzo di quest’anno (scaricabile su www.imbrocchiamola.org).”

L’uso dell’acqua del rubinetto di casa, già da tempo controllata e risultata ottima, specialmente in città come Roma, – così risultava tempo fa da una indagine di Altroconsumo – “per prima cosa diciamo che l’acqua che arriva al rubinetto di casa è acqua buona, – così continua il Forum – controllata per legge e assolutamente salutare in quanto i valori di soglia previsti dalle leggi vigenti per i metalli pesanti, colibatteri, sono più bassi per l’acqua di rubinetto piuttosto che per quella venduta in bottiglia”.

“In Italia nel 2008, prosegue la ricerca, sono stati imbottigliati 12,5 miliardi di litri d’acqua per un consumo pro capite di 194 litri a testa, più del doppio della media europea e americana”.

La speculazione nell’ imbottigliare l’acqua però è talmente evidente che: “A fronte del fatturato miliardario delle società imbottigliatrici, ci sono dei canoni di concessione ridicoli corrisposti alle regioni che ospitano le fonti (emblematica la situazione della Campania dove la le aziende pagano 0,30 euro la metro cubo, un decimo di quanto si paga in veneto, a fronte di un milione di litri imbottigliati)”, così continua il Forum dei Movimenti per l’acqua. .

Ogni anno svendiamo alle multinazionali miliardi di litri d’acqua di sorgente, acqua buona che frutta a queste società un giro d’affari di oltre 2,3 miliardi di euro. A che prezzo? Il 79% delle bottiglie che escono dagli stabilimenti sono in plastica di cui solo il 35% viene riciclato. Solo l’imbottigliamento comporta l’uso di 365mila tonnellate di PET, 693mila tonnellate di petrolio, e 950mila tonnellate di CO2 equivalente in atmosfera.

Solo il 18% dell’acqua viaggia su ferro, il resto su gomma con un’ulteriore e assai considerevole immissione di CO2 dovuto alle decine di migliaia di TIR che scorrazzano per milioni di chilometri sulle autostrade italiane. In più c’è la questione prezzo.

Il rapporto tra quella del rubinetto e quella minerale è di 1 a 1000.

A fronte di questi dati chiediamo a Mineracqua: chi vince in rispetto dell’ambiente, le multinazionali dell’imbottigliamento o chi beve l’acqua del rubinetto di casa?

Sullo stesso fronte si è sempre mossa l’associazione Altroconsumo, che indica un vademecum utile per i consumatori, dove si indica: Bevi l’acqua di casa, la nuova campagna di Altroconsumo”: è lo slogan della campagna di Altroconsumo per diffondere la cultura dell’acqua del rubinetto e dare un colpo di piccone ai pregiudizi, propagati ad arte, che l’hanno trasformata nella sorella povera e meno sicura di quella in bottiglia. Non è così: l’acqua del rubinetto non è un ripiego più economico, ma una scelta intelligente, che fa anche risparmiareDedicata ai diffidenti È un peccato non berla. L’acqua che scorre dal rubinetto di casa è generalmente di buona qualità, anche per quanto riguarda gli inquinanti più insidiosi e incriminati, come pesticidi e solventi. Spesso non ha nulla da invidiare all’acqua minerale, come dimostrano i risultati della inchiesta della stessa associazione in 35 città. Le informazioni precise mirano, oltre alla qualità dell’acqua anche al risparmio “naturale” di chi si orienta in questa ultima scelta. Infatti : “Prima di consumare soldi inutilmente in acqua in bottiglia o in filtri domestici, informati bene sulla qualità dell’acqua consegnata dal tuo acquedotto: il più delle volte è già adatta, così com’è, all’uso alimentare. Di tutta la famiglia” L’informazione si spinge anche alla scientificità del bere acqua in casa: “Dedicata ai palati esigenti  – continua Altroconsumo – Non ti piace il sapore dell’acqua di rubinetto? Ricorda che il cloro è un gas: evapora facilmente se l’acqua viene fatta riposare in un una caraffa per qualche minuto prima di berla. Se poi la metti in frigo, perde qualsiasi retrogusto”. Quindi bastano i piccoli accorgimenti quotidiani, per vivere meglio nella giungla delle inutili pubblicità che orientano il consumatore.

Legambiente invece, pone l’attenzione sul risultato che ha permesso – con tutte le verifiche del casa – di “smuovere” anche il Ministero dell’Ambiente.

Oggi è un bel giorno  – sostiene l’associazione ambientalista – per tutti noi che sosteniamo la campagna Stop ai sacchetti di plastica! Legambiente è molto soddisfatta della dichiarazione rilasciata oggi alla Camera da Roberto Menia. Il sottosegretario all’Ambiente ha comunicato l’intenzione del governo di rispettare la scadenza del primo gennaio 2011 per l’entrata in vigore del divieto di commercializzazione dei sacchetti di plastica non biodegradabili.

Ce l’abbiamo fatta grazie alle migliaia di firme in sostegno alla campagna.

Da tempo chiediamo di vietare a livello nazionale la loro produzione e distribuzione. Con questa decisione, l’Italia si pone all’avanguardia, su questo fronte, tra i paesi industrializzati. E il provvedimento è di grande importanza anche per far progredire la raccolta differenziata dei rifiuti organici, per la quale la biodegradabilità dei sacchetti è indispensabile.

Siamo certi – commenta il vice direttore di Legambiente Andrea Poggio- che il Ministero dell’Ambiente, stia lavorando per definire le norme transitorie per l’esaurimento delle scorte residue di sacchetti e ci mettiamo a sua disposizione per contribuire alla loro definizione.

Giorgio De Santis

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