RADIO VATICANA  E L’INQUINAMENTO DELLE ONDE ELETTROMAGNETICHE. FONTI SCIENTIFICHE E LA PERIZIA DEL GIP DEL TRIBUNALE DI ROMA CONFERMANO LA NOCIVITA’ DELLE ONDE IN QUESTIO.

A MAGGIOR RISCHIO I BAMBINI CON LO SVILUPPO  DI POSSIBILI PATOLOGIE ONCOLOGICHE.

Dopo anni di dubbi, marce indietro, confronti tra studi scientifici di ogni tipo, emerge che chi è esposto all’influenza dei campi elettromagnetici, rischia vari tipi di tumori, leucemie che portano alla morte, in particolare se ad essere soggetti a queste onde sono i bambini con abitazioni vicine alle emittenti.

Ora per quanto riguarda Radio Vaticana, in particolare nella zona di Cesano questo è stato dimostrato, infatti emerge che: “Per quanto concerne lo studio di mortalità relativo” alle emissione di elettrosmog “dalle strutture di Radio Vaticana, le condizioni di prova richiesta si sono verificate”, si spiega. E poi si aggiunge che “rischi importanti” per la “fascia di esposti tra i 5 e i 9 chilometri dall’emittente, per almeno 10 anni, di donne e uomini di tutte le età, dove il rischio di morte per tumori emolinfopoietici”.

Secondo quanto si legge nelle conclusioni della perizia “tutte le analisi condotte hanno indicato condizioni di eccesso di rischio di morte su valori oscillanti su tutta l’area di studio, fino a 12 chilometri dall’emittente, con eccessi importanti e significativi, con però mancata evidenza di rischio per gli esposti adulti sino a 5 chilometri dall’emittente”.

Quindi “lo studio suggerisce che via stata una associazione importante, coerente e significati tra esposizione residenziale all’emittente ed eccesso di rischio di morte per leucemia”.

E se per gli adulti il rischio è “basso”, per i bambini lo studio, per Radio Vaticana ha “evidenziato rischi importanti” per i piccoli che hanno abitato “per più tempo della loro vita nella fascia tra 6 e 12 km dalla stazione della radio pontificia. Chiaramente di parere opposto sono gli esponenti di Radio Vaticana che affermano:-“La Radio Vaticana apprende con stupore” i risultati della perizia disposta dal Gip del Tribunale di Roma, sulle emissioni del centro di Santa Maria Galeria, visto che “la perizia non è stata ancora resa pubblica dal Tribunale”. E’ il commento di Padre Federico Lombardi, direttore di Radio Vaticana, sulle conclusioni della perizia, in base alla quale ci sarebbe “un’associazione importante, coerente e significativa tra esposizione residenziale alle strutture di Radio Vaticana ed eccesso di rischio di malattia per leucemia e linfomi nei bambini”. “La Radio Vaticana – assicura padre Lombardi – presenterà al più presto le proprie considerazioni e le controdeduzioni dei propri consulenti tecnici, il prof. Umberto Veronesi e la dott.ssa Susanna Lagorio”.

“E’ bene ricordare – prosegue in una nota padre Lombardi – che secondo la letteratura scientifica internazionale in materia, non è stata mai dimostrata l’esistenza di un nesso di causalità come quello ipotizzato – a quanto sembra – dalle conclusioni della perizia, che non vanno quindi ritenute assodate”. Occorre tuttavia ribadire, conclude, “ancora una volta che la Radio Vaticana ha sempre osservato le indicazioni internazionali sulle emissioni elettromagnetiche e, dal 2001, in seguito ad accordo con le competenti autorità italiane, ha osservato i più restrittivi limiti stabiliti dalla sopravvenuta normativa italiana in materia, in modo tale da rispondere attentamente, come dovuto, ad ogni eventuale preoccupazione della popolazione circostante”.

Anche le perizie degli anni scorsi dimostrano però: La perizia tecnica fu affidata nel maggio del 2005 dal gip Zaira Secchi al professore Andrea Micheli. L’accertamento riguardava le conseguenze sulla popolazione residente nelle zone in questione delle emissioni provenienti dalle antenne di Radio Vaticana, in misura minore dal centro radar della Marina, entrambi nel quartiere romano della Storta.  “Per quanto concerne lo studio di mortalità relativo alle strutture di Radio Vaticana – scrivono gli esperti -, le condizioni di prova richiesta si sono verificate”. Sono stati rilevati “rischi importanti per la fascia di esposti tra i 5 e i 9 chilometri dall’emittente, per almeno 10 anni, di donne e uomini di tutte le età, dove c’è il rischio di morte per tumori emolinfopoietici”.
“Tutte le analisi svolte hanno indicato condizioni di eccesso di rischio di morte su valori oscillanti su tutta l’area di studio fino a 12 chilometri dall’emittente, con eccessi importanti e significativi, con però mancata evidenza di rischio, per gli esposti adulti a 5 chilometri dall’emittente”. Il rischio maggiore, invece, è “per i piccoli che hanno abitato per più tempo della loro vita nella fascia tra 6 e 12 chilometri dalla stazione della radio pontificia”.

E’ quanto si legge nelle conclusioni della superperizia, circa 300 pagine, disposta dal gip del tribunale di Roma rispetto alle morti da elettrosmog avvenute tra la fine degli anni ’80 e il 2003, nell’ambito dell’inchiesta per omicidio colposo, nella quale erano indagate 6 persone. Lo studio, firmato dal professor Andrea Micheli, e disposto dal gip Zaira Secchi nel maggio 2005, è stato svolto in sede di incidente probatorio e riguardava l’incidenza della mortalità da leucemia nelle zone di Cesano e La Storta.

L’impianto di Radio Vaticana è mastodontico, infatti è oggi costituito da circa 58 tralicci, alti più di 100 metri con antenne filari fisse e diverse postazioni di antenne filari rotanti. Tali sorgenti di emissione di radio-frequenze, distanti fra loro e con direzioni ed emissioni variabili, irradiano trasmissioni ad elevatissima potenza per poter raggiungere ogni angolo della terra, senza l’ausilio di ponti-radio, ma sfruttando il rimbalzo della ionosfera.

Le emissioni della Radio Vaticana sono caratterizzate da copertura circolare con caratteristiche fortemente direzionali (elevati guadagni d’antenna) e utilizzano potenze di trasmissione dell’ordine di centinaia di migliaia di watt, sia in onde medie che in onde corte, che determinano essenzialmente l’elevato fondo elettromagnetico delle zone intorno agli impianti.

“Il Grande centro trasmittente di Santa Maria di Galeria dispone, per le trasmissioni ad Onde Corte, di due trasmettitori Telefunken da 500 Kw, di due trasmettitori Asea Brown Boveri da 200/500 Kw ad alto rendimento capaci di trasmettere a banda laterale unica, collegabili tramite matrice coassiale a due antenne rotanti alte rispettivamente 76 e 106 metri del diametro di 85 e 87 metri, di cinque trasmettitori da 100 Kw, di 28 antenne fisse e di un’antenna logaritmica rotante. Per le Onde medie vi è un trasmettitore Brown Boveri da 600 Kw collegato ad un’antenna direttiva Telefunken, costituita da quattro torri alte 94 metri distanti tra loro 70 metri”

Il fondo elettromagnetico dei territori adiacenti l’impianto trasmittente è elevatissimo. Ciò è stato accertato da una campagna di rilevazioni , effettuata dagli organismi competenti tra aprile e ottobre del 1999: nelle zone circostanti l’impianto di Radio Vaticana si è riscontrato il superamento del limite di 6 V/m previsto dall’art. 4, D.M. 381/1998  “Misure di cautela ed obiettivi di qualità”. L’articolo 4 dispone che tale valore non vada superato nei luoghi dove si permane per più di 4 ore (abitazioni, uffici, scuole, luoghi di lavoro).

Desta quindi preoccupazione la situazione dal punto di vista. L’allarme sanitario fu lanciato circa quindici anni fa dall’allora medico di zona che aveva riscontrato in tutto il territorio interessato dalle emissioni di Radio Vaticana un aumento inspiegabile di decessi causati da malattie neoplastiche. La percentuale di morti per tumori era di gran lunga superiore a quella del resto del Lazio e di tutta Italia.

La prima indagine epidemiologica, messa a punto dall’Osservatorio Epidemiologico della Regione Lazio, sui casi di mortalità per leucemia nella popolazione adulta osservati nel periodo 1987-1995, seppure nella sua incompletezza, rileva che: “…nei maschi la mortalità per leucemia nell’area entro i 3 Km. risulta significativamente maggiore dell’atteso. … E’ stato riscontrato un eccesso di mortalità per leucemia nella popolazione adulta residente fino a 4 Km. dagli impianti; tale eccesso è stato riscontrato sia nell’analisi geografica che nello studio caso-controllo” .

Nei primi giorni di marzo 2001 sono stati resi noti i risultati di una nuova indagine epidemiologica, svolta dall’Agenzia di Sanità Pubblica del Lazio che prende in esame anche la popolazione residente da 0 a 14 anni per il periodo 1987-1999. In tale indagine sono stati confrontati i dati di leucemia infantile registrati a Roma, con quelli diagnosticati nelle zone a ridosso dell’emittente. A Cesano il rischio di contrarre la leucemia è notevolmente più alto rispetto a Roma.

Tale studio ha esteso l’analisi della mortalità di cui alla precedente indagine epidemiologica anche agli anni 1996-1998 ed ha analizzato l’incidenza della leucemia infantile fra i residenti nella classe di età 0-14 anni per il periodo 1987-1999. Di seguito riportiamo alcuni stralci dell’indagine.

Per quanto riguarda le leucemie infantili (età: 0-14 anni; periodo di osservazione: 1987-1998), l’analisi dell’andamento del rischio in funzione della distanza di Radio Vaticana “evidenzia una significativa diminuzione del rischio all’aumentare della distanza dalla stazione radio: il rischio passa da 6.06 entro i 2 Km, a 3.32 nell’area a 2-4 Km, a 1.88 nell’area a 4-6 Km, mentre non si osservano casi tra 6 e 10 Km. L’eccesso osservato risulta pari a circa tre volte l’incidenza di casi attesi entro 0-4 Km della stazione radio, e più alto dell’atteso fino a 6 Km di distanza”.

“In sintesi, l’indagine effettuata evidenzia un eccesso di mortalità per leucemia tra gli uomini adulti ed un eccesso di leucemie infantili fino ad una distanza di circa 6 Km dalla stazione radio. … Pur non potendo inferire un nesso eziologico tra emissione di radiofrequenze della stazione di Radio Vaticana e rischio di leucemia infantile, lo studio documenta un eccesso di incidenza di leucemia ed un decremento del rischio a distanza crescente dagli impianti di Radio Vaticana”.

Secondo le ultime statistiche dell’Istituto Superiore di Sanità sulle cause di mortalità in Italia nel 1994, in tutto il Lazio, su 759.506 bambini di età compresa fra 0 e 14 anni, si sono registrati 24 decessi causati da leucemia (un caso ogni 31.646 bambini). Nel corso dell’anno 2000, nella zona di Cesano e Olgiata, su una popolazione infantile (0-14 anni) di circa 6000 individui, è stato registrato il decesso per leucemia di due bambini (un caso su circa 3.000 bambini). Questi dati non hanno bisogno di commenti.

E’ utile ricordare quanto espresso dal dr. Roberto Bertollini, Capo della Divisione Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e responsabile del Centro Ambiente e Salute dell’O.M.S., nel corso di una intervista rilasciata al Corriere della Sera il 19 marzo 2001: “Nel caso di Radio Vaticana siamo di fronte ad una situazione estrema. (…) Ci sono ripetitori che generano radiofrequenze molto elevate, un sistema unico che non ha riscontri e che è in grado di trasmettere in tutto il mondo. Questi ripetitori sono vicini ad una comunità piccola. Poi c’è uno studio epidemiologico molto ben fatto.  (…) In quello studio, che è uno dei primi studi al mondo sul problema, si evidenzia un numero elevato di leucemie nei pressi della antenne.  (…) Ci sono elementi sufficienti per dire che il problema va preso in considerazione con serietà”.

Numerose indagini epidemiologiche e ricerche scientifiche hanno rilevato che i soggetti più colpiti dall’inquinamento elettromagnetico sono i bambini (aumento delle leucemie infantili).

Purtroppo la popolazione residente intorno alle emittenti radiofoniche del Vaticano è sottoposta a fortissime emissioni elettromagnetiche. Inoltre le due indagini epidemiologiche hanno evidenziato nella zona un aumento del rischio di leucemia.

Ci si appella quindi a quanto citato al punto 8.30 della Risoluzione del Parlamento Europeo n. A3-0172/92 dell’8 luglio 1992, relativa ad una Carta europea dei diritti del fanciullo che così recita

Ogni fanciullo ha diritto alla salute;

ogni fanciullo deve poter godere di un ambiente non inquinato,

di un alloggio salubre e di un’alimentazione sana”.

L’informazione continua ad occuparsi di questo  rilevante quesito, che però questa volta sembra fugare i dubbi ed aumentare le certezze, probabilmente perchè riguarda soprattutto l’infanzia. Non sembrano mai abbastanza le fonti scientifiche d’inchiesta e di confronto sulla questione. Probabilmente l’azione di una “class-action” potrebbe mettere fine ai dubbi sollevati.

Giorgio De Santis*

Giornalista*

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