“UN ANNO AD ARTE”. UN  RICCHISSIMO 2011 PER LA CITTA’ DI FIRENZE.

Nella prospettiva del 2011 si è consapevoli che la crisi economica internazionale che ha tanto penalizzato gli anni passati, pur avendo allentato la sua presa, non è certo superata. Ma di nuovo, con la rinnovata alleanza dei partner Ente Cassa di Risparmio di Firenze, presieduto da Michele Gremigni, e Firenze Musei, con il supporto di ulteriori sponsor, facendo tesoro dei tenui segnali di ripresa che giungono nel campo del turismo d’arte, la Soprintendenza ha messo in programma una serie di mostre che toccheranno i maggiori musei del Polo Museale Fiorentino per la sesta edizione del programma espositivo “Un anno ad arte”.

Come ogni volta,  le mostre hanno origine da riflessioni e approfondimenti ispirati dalla natura e dalla consistenza dei luoghi e delle collezioni, di cui siamo responsabili. Ma per quest’anno 2011  si presentano anche appuntamenti non eludibili, ai quali hanno dato pieno assenso e completa ricezione i direttori dei musei – che dirigono e coordinano le rispettive mostre – con gli staff tecnici, amministrativi, e di vigilanza e custodia.

Aprirà la serie la mostra agli Uffizi, del Gabinetto Disegni e Stampe, Figure, memorie, spazio. Disegni da Fra’Angelico a Leonardo: unica sede italiana di una presentazione di disegni straordinari che solo la nostra raccolta e quella del British Museum potevano organizzare con la formula del fifty-fifty, cinquanta a testa (e a Firenze con una sezione in più)! Una mostra che quando è stata inaugurata a Londra la stampa inglese ha definito “da una volta nella vita”, “uno sguardo nel mondo privato dell’immaginazione dell’artista”, “schizzi sublimi visti di rado” e altro ancora. A Firenze, la mostra prende l’ulteriore, forte significato di dimostrazione del principio del primato del Disegno in quanto “padre” di tutte le arti.

E sulle arti applicate, anzi sull’arte per eccellenza del “commesso di pietre dure” verte la mostra della Galleria d’Arte Moderna, in cui, come contributo al 150° dell’Unità d’Italia, si mette a fuoco la problematica transizione che l’Opificio delle Pietre Dure dovette affrontare quando, esaurita la committenza della corte, si convertì alla creazione di piccoli grandi capolavori per la classe borghese in ascesa. Segno confortante che la capacità di cambiamento e il rapporto col “privato”, ancor oggi d’attualità, sono nel DNA degli istituti fiorentini.

Alla Galleria dell’Accademia, la mostra su Lorenzo Bartolini tocca, attraverso l’opera del sommo scultore dell’Ottocento toscano, i temi eterni del bello ideale e dell’ispirazione alla natura. Essa rappresenta una straordinaria opportunità per ripercorrere decenni cruciali nell’arte e nella cultura d’Italia, dal turbolento periodo napoleonico al vivo dei moti risorgimentali. L’occasione della mostra favorisce – in nome del principio che “la Galleria non è solo il David” – un rinnovato apprezzamento della propria Gipsoteca Bartoliniana-Pampaloniana.

Da Fiorentini quali siamo, ci sia poi concesso di sottolineare un tema che ci tocca e ci coinvolge da vicino: la ricorrenza del V centenario dalla nascita di Giorgio Vasari e Bartolomeo Ammannati, due artefici di massima rilevanza, cosmopoliti, che dopo una operosa gioventù di viaggi per l’Italia si posero al servizio del duca Cosimo de’ Medici, salito al potere nel 1537. Fu dovuta all’impulso del giovane e risoluto duca, e alla creatività infaticabile dei due poliedrici artisti, non solo una lunga serie di interventi nel territorio toscano, ma anche e forse soprattutto l’autentica rinascita del centro della città di Firenze, che ricevette nei decenni centrali del Cinquecento la sua definitiva configurazione.

Nel Museo Nazionale del Bargello saranno esposte sculture di Bartolomeo Ammannati: Leda col cigno, la Tomba Nari e soprattutto la Fontana di Giunone composta da sei figure allegoriche e mitologiche. Approdato dopo molte traversie al Bargello e qui rimontato per parti, il monumentale apparato statuario riceverà interventi di valorizzazione che ne rievocheranno la magnificenza originaria.

La Galleria degli Uffizi presenterà la storia e l’attualità dello straordinario sistema   architettonico-urbanistico del “Complesso Vasariano” che si estende tra Palazzo Vecchio e l’Arno, progettato da  Giorgio Vasari. Se ebbe come prime funzioni la riunione delle sedi delle Arti prima sparse in Firenze (“Fabbrica dei Magistrati”) e la creazione di una Galleria, la prima in Europa, per l’esposizione delle statue antiche e delle opere d’arte moderne, la sua evoluzione nei secoli lo ha portato ad essere il luogo simbolico dell’arte rinascimentale, di fama planetaria. Del complesso fa parte il Corridoio Vasariano,  celeberrimo passaggio aereo risalente al 1565 che collega il sistema Palazzo Vecchio-Uffizi con il palazzo Pitti di là d’Arno, scavalcando strade, sormontando le botteghe del Ponte Vecchio, attraversando palazzi nobiliari e case private.

Ma il 2011 è anche, per decisione dei rispettivi governi, l’anno dei rapporti culturali Italia-Russia. A questa iniziativa internazionale collaborano i massimi musei del Polo fiorentino (incluse le Gallerie degli Uffizi e d’Arte Moderna), e nell’”Anno ad Arte” si è convenuto di inserire la favolosa mostra dei Il Tesoro del Cremlino presso il Museo degli Argenti. In clima di collaborativa reciprocità, i musei fiorentini invieranno al Cremlino una mostra di tesori dei Medici, coordinata dal Museo degli Argenti.

Infine, ultima ma non ultima, la mostra La bella Italia. Arte e identità delle città capitali chiuderà le manifestazioni invadendo pacificamente tutti gli spazi espositivi dei musei di Palazzo Pitti, la “reggia” di Firenze che fu dei Savoia dopo l’Italia unita. Organizzata in collaborazione con La Venaria Reale (TO) nella ricorrenza del 150° dell’Unità, la mostra tocca le due prime capitali dell’Italia unita presentando le sette città ex-capitali degli Stati preunitari nel diversificato splendore delle loro storie artistiche. Tali immagini forti e originali, intessute di simboli e di capolavori altamente rappresentativi, consentiranno un’immersione virtuale nell’Italia del 1861 che, per tanti aspetti, si ritrova in quella odierna.

In parallelo allo svolgimento del programma “Un anno ad arte”altre mostre, insieme con iniziative di programmi educativi, musica e spettacolo dal vivo e incontri letterari, contribuiranno a rinnovare l’attrattiva dei musei fiorentini nell’arco del 2011, dimostrando una volta di più la vitalità culturale, la capacità creativa, la vocazione all’accoglienza qualificata di un sistema museale che – per la qualità delle raccolte nonché delle persone che se ne occupano – ha ben pochi paragoni al mondo.

Cristina Acidini

Soprintendente per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico

e per il Polo Museale della città di Firenze

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