LE TARIFFE ATTUALI IN ITALIA e il parere di ALTROCONSUMO.

Secondo un studio di Altroconsumo: “ la bolletta annua è diversificata su tre profili di consumo. Una famiglia media utilizzando 200 metri cubi all’anno, in un anno spende per l’acqua a potabile a Firenze e Arezzo quanto per l’elettricità, oltre 440 euro. Un salasso, visto che a Milano e Venezia, per esempio, la stessa famiglia spende rispettivamente 110 e 154 euro. Nel mezzo tra i due estremi della classifica, esempi virtuosi come Catania, Roma, Catanzaro, Aosta e Campobasso, dove la stessa famiglia spende sotto i 200 euro. Ferrara, Ravenna, Perugia, Genova, Lecce e Bari, invece, seguono le due città toscane nella parte alta della classifica delle più care, tutte ben oltre i 300 euro. In questo la bolletta del servizio idrico fa acqua da tutte le parti.

L’ingresso dei privati È stata fissata una quota minima obbligatoria di partecipazione dei privati nelle società che gestiscono il servizio idrico integrato (art. 15 del decreto legge 135/2009). Nelle società a partecipazione mista, i soci privati non potranno avere una quota inferiore al 40%. Si fissa un tetto minino altissimo, ma non un tetto massimo.

Anche per le società miste che sono quotate in borsa si profila la necessità di ridurre il peso del socio pubblico a non più del 30%. E chi non si adegua? Semplice, le concessioni relative ai servizi pubblici saranno revocate.

La scadenza si avvicina

La legge fissa anche scadenze abbastanza stringenti entro i quale la partecipazione dei privati dovrà diventare significativa: per esempio per le società municipalizzate, cioè di proprietà completamente pubblica, il termine è fissato al 31 dicembre 2011.

Il cattivo precedente

Cosa succederà alle tariffe del servizio idrico con l’ingresso di soci privati nella gestione? È difficile fare previsioni. Bisogna dire, però, che gli indizi attualmente a disposizione non fanno sperare nulla di buono. Arezzo, città in cui la società che gestisce l’erogazione dell’acqua è in mano a privati, ha una bolletta tra le più care d’Italia. Una bolletta quattro volte più costosa rispetto a quella delle città più economiche.

Si sente la mancanza di un Autorità di controllo, indipendente ed efficace, che monitorizzi le tariffe applicate e la loro congruità rispetto agli investimenti e la qualità del servizio fornito. Di questo il testo di legge in via di approvazione non tratta minimamente.

Giorgio De Santis

grafico

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