PAOLA MINACCIONI: UN’AUTENTICO “VULCANO ARTISTICO”.

INCONTRO CON LA POLIEDRICA ATTRICE ROMANA DA ANNI PROTAGONISTA DI CINEMA, TELEVISIONE E RADIO.

Sul palco è piena di energia. Minuta, agile, con una verve ed una mimica facciale che non necèssita di parole.

Estroversa, solare, si racconta con semplicità, possedendo un’autentica “romanità”, che ce la rende molto umana.  Il suo “piatto forte” è, sicuramente la spontaneità condita alla simpatia, che ci fa sentire a nostro agio, in questa confidenziale chiacchierata…

D.: Ci racconti qualcosa dei suoi esordi…

R.: …bè, io li conosco!  Ho studiato molto. Ho frequentato una scuola di teatro e poi la Scuola Nazionale di cinema al “ Centro sperimentale di cinematografia”.  I  miei esordi sono a teatro, a Milano, con i classici, Checov…  Poi, cabaret, radio, teatro comico al “Vittoria”  di Roma.   Con il tempo, mi sono avvicinata alla televisione, e lì ho incontrato Lillo e Greg. Con loro ho esordito in tv. A me, in realtà non piaceva ma, devo dire che con loro, è stata una garanzia, cominciare a farla. Abbiamo esordito con “Perinauta 69″, un capolavoro.    Subito dopo ci siamo buttati, nuovamente, in teatro.  Feci anche un provino con Serena Dandini. Andò bene e così iniziò la mia avventura nel programma “Centro dimagrante il macchinario”.  Il programma ebbe successo e mi dette l’opportunità di iniziare un percorso comico in televisione.

D.: Chi sono stati i suoi maestri?

R.: …magari fossero “solo” miei!  Sono geni, maestri dell’ umanità: Totò, Anna Magnani, Monica Vitti, Meryl Streep, Corrado Guzzanti…

D.: Cosa le hanno trasmesso?

R.: Diciamo che ho cercato, biecamente, di copiarli. Loro sono ignari di ciò che hanno fatto per me. Sono stati fonte di ispirazione.  I miei veri maestri sono stati la mia famiglia, una banda di “pazzi”…Sono stati la fonte del mio talento e della necessità che ho di parlare. Ad esempio, il personaggio della vecchietta, che impersono da tanti anni è, in realtà, mia nonna.

D.: Cosa prova quando sale sul palco?

R.: Se è la “prima”, agitazione.  Poi c’è il gioco, il divertimento a stare in scena. Quando sei sul palco, sei in interazione anche con gli altri attori con cui reciti. Se poi percepisci il gradimento del pubblico, è una soddisfazione.

D.: ….e in tv?

R.: E’ diverso. Dipende anche dal tipo di telecamere usate, se, cinematografiche, televisive o delle fiction.  Per fortuna le ho sperimentate tutte. In televisione, in genere, provi panico, perchè arrivi con un pezzo che conosci a memoria, da alcuni minuti, e lo esegui in una simile diretta, in cui non vedi le telecamere, sei concentratissima, però sai che ti vedranno un gran numero di spettatori.

Al cinema, ho lavorato con Ferzan Ozpetek in “Cuore sacro” e l’ultimo, “Mine vaganti”. Un’ esperienza “goduriosa”, con un cast meraviglioso. Ferzan è un regista che amo molto. Lui lavora su “corde” psicologiche molto raffinate, è viscerale, quindi, per me è stata un’ esperienza nuova molto intima. Il ruolo più lungo e corposo.

D.: Quali sono le sue passioni?

R.: Le mie passioni sono, quasi tutte, quelle presenti nella mia vita. Una fortuna!  La recitazione, è una. Poi, la mia casa, i miei amori, lo yoga, lo shopping compulsivo, lo sport, i viaggi.

D.: Le sue debolezze?

R.: L’insicurezza. Sono un’insicura cronica. Per questo ho un bisogno costante di riconoscimenti. Trovo però che quelli troppo sicuri, alla fine, abbiano poco da dire.

Loredana Filoni

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