L’ALTRO VOLTO DI UNA DELLE METE CENTROAMERICANE PREFERITE DALGI ITALIANI. DALLA CELEBRE LOCALITA’ BALNEARE A SAMANA’, ATTRAVERSO LA VIA DELLO ZENZERO. TRA COLTIVAZIONI BIO E  SOLIDARIETA’.

 

Se nei villaggi turistici di Punta Cana e La Romana non mancano mai (per fortuna o purtroppo, a seconda dei punti di vista) un buon piatto di pasta e una tazzuriella di caffè qui si serve solo pesce appena pescato, accompagnato da frutta tropicale colta in giornata e innaffiato da buona birra locale o profumato rum.

 

È l’altra Repubblica Dominicana quella che si scopre nei luoghi più belli e discreti della penisola di Samanà, lontano dalla principali rotte turistiche ma altrettanto affascinante e decisamente più vera. Da quando il governo dominicano e l’Ente del Turismo hanno deciso di investire risorse e idee anche nell’ecoturismo, in tutto il territorio nazionale sono fioriti piccoli progetti che coniugano il piacere del viaggio con la necessità di salvaguardare e valorizzare un territorio tanto bello quanto fragile e di portare benefici economici anche alle comunità rurali.

Il più recente e piccante si chiama Ruta del Jengibre (Rotta dello Zenzero) e ha il suo centro nella splendida insenatura di Las Galeras, un villaggio nella provincia di Samaná. Un luogo incantato con le classiche palme lambite dalle acque del mare, un candido albergo affacciato sulla baia e le semplici case di pescatori e contadini ai bordi della lunga spiaggia di sabbia bianca. Qui il 70% della popolazione si dedica all’agricoltura e la vita è ancora scandita dai ritmi della natura. 120 famiglie si dedicano da anni alla coltivazione biologica dello zenzero, lo Zingiber officinale, spezia dal  profumo pungente e il forte sapore piccante, utilizzata in cucina come aromatizzante e stimolante della digestione, ma anche nell’industria dolciaria e nella produzione di bibite e birre.

 

E  proprio a loro hanno pensato l’Ong italiana ICEI e l’Asociación San Benedeto del Puerto quando hanno messo a punto la Strada dello Zenzero. Un progetto di ecoturismo che vuole condurre i visitatori alla scoperta delle  spiagge vergini della zona – da non perdere Playa Fronton e soprattutto Playa Rincon che corre per chilometri lungo un mare azzurro come si vede solo nelle cartoline, con facili fondali protetti dalla barriera corallina – ma anche dei piccoli villaggi dei campesinos impegnati nella coltivazione dello zenzero, destinato sia al mercato interno, sia all’esportazione. 

 

Giovani donne e ragazzi si sono trasformati in operatori turistici, gestori di bed & breakfast, cuochi e cuoche capaci di valorizzare frutta, verdura e pesci locali e di produrre dolci o altre specialità alimentari a base di zenzero. Il turista è così invitato a scoprire una natura di rara bellezza, dalla Cueva de Agua – una suggestiva grotta con graffiti dell’epoca precolombiana e stalattiti – alla Boca del Diablo – un’impressionante spaccatura nella roccia da dove escono violenti getti d’aria – ma anche le popolazioni che da secoli la abitano. Tra un tuffo e l’altro nel mare cristallino ci si addentra – a piedi o a cavallo – nella foresta tropicale per visitare le coltivazioni di zenzero e i villaggi contadini, ma anche per fotografare meraviglie della natura come la  Laguna del Diablo – un’oasi incontaminata d’acqua dolce popolata da uccelli endemici – o le spettacolari cascate El Limon

 

Giuseppe Ortolano

 

Fonte : http://viaggi.repubblica.it/articolo/ecoturismo-a-2-passi-da-santo-domingo/223619?ref=HRLV-7

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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