EDILIZIA

Decreto salva imprese specialistiche, appalti, boom di finanziamenti dall’Europa e molto altro ancora.

 

FINCO: NATA NEL 1994, FINCO È LA FEDERAZIONE NAZIONALE DI SETTORE CHE RAPPRESENTA LE INDUSTRIE DEI COMPARTI PRODUTTIVI DI BENI, SERVIZI, IMPIANTI ED OPERE SPECIALISTICHE PER LE COSTRUZIONI. FINCO AGGREGA ATTUALMENTE 34 ASSOCIAZIONI NAZIONALI DI CATEGORIA; LE AZIENDE DIRETTAMENTE INQUADRATE SONO 3.900 PER UN TOTALE DI 115.000 DIPENDENTI (CON UNA MEDIA DI 29,5 DIPENDENTI PER AZIENDA) PER UN FATTURATO COMPLESSIVO DI 18,5 MILIARDI, IN RAPPRESENTANZA DI SETTORI CHE COMPLESSIVAMENTE OCCUPANO OLTRE 250.000 DIPENDENTI IN 12.000 IMPRESE.

 

FINCO PLAUDE AL DECRETO “SALVA IMPRESE SPECIALISTICHE”

 

A seguito delle perplessità del Capo dello Stato sul Decreto c.d. ” Salva Roma” che conteneva, tra gli altri, anche l’emendamento che avrebbe consentito di colmare la vacatio legis relativa agli articoli del Regolamento al Codice dei Contratti Pubblici cassati dal Consiglio di Stato il 26 giugno 2013, il Governo ha ritirato, come noto, tale Decreto per riproporne successivamente i contenuti in due distinti provvedimenti (Decreti Legge n. 150 e 151).

 

Se il Governo non avesse ripresentato, in altro veicolo normativo ed in altra forma, la soluzione auspicata da FINCO e da tutto il fronte associativo delle categorie specialistiche e superspecialistiche ad evitare il caos innescato dal parere del Consiglio di Stato e dal suo recepimento nel DPR dello scorso 30 ottobre, le conseguenze per l’intero sistema degli appalti sarebbero state gravissime.

 

La sensibilità politica del Ministro Lupi, la continua, ed attenta, collaborazione di FINCO presso il Ministero delle Infrastrutture, l’indiscussa capacità tecnica e politica degli uffici del MIT che si sono ben resi conto delle ricadute economiche ed occupazionali che il vuoto normativo avrebbe creato, hanno condotto ad una soluzione normativa concretizzatasi nell’articolo 3, comma 9 del Decreto Legge 30 dicembre 2013, n. 151 recante “Disposizioni di carattere finanziario indifferibili finalizzate a garantire la funzionalità di enti locali, la realizzazione di misure in tema di infrastrutture, trasporti ed opere pubbliche nonché a consentire interventi in favore di popolazioni colpite da calamità naturali “(GU Serie Generale n. 304 del 30122013).

 

Nel prevedere, entro sei mesi, nuove disposizioni regolamentari per gli articoli 107 comma 2, 109 comma 2 e per l’Allegato A del predetto Regolamento 207/10, il succitato DL ha statuito che si continuino ad applicare le regole previgenti all’annullamento disposto dal Consiglio di Stato.

FINCO darà subito avvio ai lavori per la definizione dei criteri oggettivi da elaborare in risposta alla previsione normativa con il supporto dei propri Associati e proporrà un nuovo incontro del Tavolo di Coordinamento delle imprese Specialistiche ‐ stimolato e costituitosi lo scorso 13 dicembre ‐ al fine di mantenere il dialogo costruttivo con il Ministero delle Infrastrutture ed elaborare proposte in grado di risolvere le criticità a suo tempo sollevate dal Consiglio di Stato.

 

MODIFICA AL CODICE DEI CONTRATTI. PAGAMENTO DIRETTO AI

SUBAPPALTATORI CON IL DL “DESTINAZIONE ITALIA”

 

Nel Decreto Legge 145/2013 cosiddetto “Destinazione Italia”, approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri, ci si pone l’obiettivo, finalmente, anche se non a tutto campo ‐ di prevedere il pagamento diretto a favore del subappaltatore, sempre tuttavia subordinato alla facoltà di scelta della Stazione Appaltante.

Il decreto, nello specifico, prevede che: in caso di urgenza circa il completamento dei lavori, possa essere previsto il pagamento diretto al subappaltatore anche in deroga a quanto stabilito dal bando di gara; la Stazione Appaltante possa pagare direttamente le prestazioni di subappaltatori e cottimisti in caso di concordato preventivo dell’impresa appaltatrice.

Si ottiene così di evitare che la Stazione Appaltante, non ricevendo la documentazione sui pagamenti ai subappaltatori, blocchi il pagamento a favore dell’impresa appaltatrice, andando a gravare ulteriormente sulla situazione dei subappaltatori che vedrebbero allontanarsi il momento del loro corrispettivo.

Finco plaude a questa norma da tanto sollecitata ed auspica però che il pagamento diretto possa venire esteso a tutti gli appalti come norma obbligatoria e non come facoltà in capo alla stazione appaltante.

In tal senso si adopererà nelle sedi opportune.

Ci si occupa molto delle grandi imprese in crisi (Ilva, Alcoa, Lucchini, Electrolux, Alcatel, Ansaldo Breda, Iribus, Termini Imerese, etc. …); per occuparsi delle piccole serve il pagamento diretto alle imprese subappaltatrici.

 

 

LEGGE DI STABILITA’ E TRE ASPETTI CHE RIGUARDANO CASA ED APPALTI

 

Per dare un giudizio ponderato di una Finanziaria, come è la Legge di Stabilità, occorre attendere qualche giorno per avere un minimo di “distanza” dal fuoco incrociato degli interessi contrapposti delle aspettative più o meno deluse e così via …

Una prima annotazione da fare, dal nostro punto di vista, è che, pur con tutta la buona volontà, non si riesce ad intravedere un impegno serio, consistente e duraturo sul tema dell’efficienza energetica.

Una seconda è che, ancora una volta, la legge è infarcita di provvedimenti di rimando e decreti attuativi, regolamentari e non, spesso di concerto tra vari Ministeri, con la prevedibile conseguenza di ritardarne gravemente l’operatività.

Tra le novità introdotte dalla Legge di Stabilità vi è la creazione del Fondo di Garanzia per la Prima Casa.

Il Fondo, presso il MEF, è dotato di 200 milioni annui per ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016 ed è destinato alla concessione di garanzie, a prima richiesta, su mutui ipotecari o su portafogli di mutui ipotecari.

Nel Fondo confluisce il Fondo per l’accesso al credito per l’acquisto della prima casa da parte di giovani coppie (articolo 13, comma 13‐bis del DL 112/2008), che cesserà la sua attività con l’entrata in vigore dei provvedimenti che renderanno operativo il Fondo Prima Casa.

La garanzia del Fondo è concessa nella misura massima del 50% della quota capitale dei finanziamenti connessi all’acquisto, ristrutturazione e accrescimento dell’efficienza energetica di abitazioni principali.

Verrà data priorità di accesso a giovani coppie, nuclei familiari monogenitoriali con figli minori e giovani di età inferiore ai trentacinque anni titolari di un rapporto di lavoro atipico.

I criteri e le modalità di funzionamento del Fondo saranno definiti con uno o più decreti non regolamentari del MEF di concerto con il Ministro con delega alle politiche giovanili e con il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti.

Ancora una volta con successive misure! Quando sarà possibile avere una norma già “pronta” senza rimandi? (subito operativo invece il non giustificabile incremento alle concessionarie autostradali!)

La Legge di Stabilità non dovrebbe inoltre prevedere l’inserimento di norme micro settoriali od ordinamentali, principi, però, alquanto disattesi. Basta pensare alla cifra che arriva alla Camera per mantenere in vita l’ Osservatorio sullo stato degli appalti pubblici di 200 mila euro.

Non paghiamo già un contributo all’Autorità di Vigilanza per questo?

In positivo un aspetto da rilevare è che l’art. 72 stabilirebbe ora che “Il comma 9 dell’articolo 176 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n.163, è sostituito dal seguente: 9. Il soggetto aggiudicatore verifica, prima di effettuare qualsiasi pagamento a favore del contraente generale, compresa l’emissione di eventuali stati di avanzamento lavori, il regolare adempimento degli obblighi contrattuali del contraente generale verso i propri affidatari: ove risulti l’inadempienza del contraente generale, il soggetto aggiudicatore applica una detrazione sui successivi pagamenti e procede al pagamento diretto all’affidatario, nonché applica le eventuali diverse sanzioni previste nel contratto”.

 

SPENDING REVIEW E SPENDING …

 

Se i tagli di spesa del Commissario Cottarelli saranno destinati all’abbattimento del cuneo fiscale “al netto delle risorse da destinare a programma finalizzati al conseguimento di esigenze prioritarie di equità sociale e di impegni inderogabili (cioè, ad esempio, lavoratori socialmente inutili etc…)”, sarebbe una intollerabile presa in giro.

E’ un fatto che “al netto” non ci si arriverà mai.

Allo stesso tempo, la crisi regna sovrana sul nostro Paese con un picco di disoccupazione mai registrato prima.

A dispetto di ciò, vengono inflitti ai contribuenti due nuovi rincari dal 1 gennaio 2014: quello del 3,9% sui pedaggi autostradali (gli unici ad avere ancora una bella “scala mobile”) e quello dello 0,7% sulle tariffe elettriche.

Parliamo di due “monopoli naturali”, settori di cui i consumatori non possono fare necessariamente a meno; settori che, anche durante i cinque terribili anni della crisi economica, hanno aumentato la loro redditività.

Se, quindi, un settore tutelato dalle leggi o dalla natura non incontra difficoltà in un momento critico come quello che stiamo vivendo, allora significa che la distribuzione degli oneri non funziona come dovrebbe …

Se a giugno l’aumento di capitale non riuscirà, chi restituirà 3,3 miliardi ai contribuenti?

Ed a proposito di Spending Review, ecco gli stipendi dei vertici della RAI, cui siamo costretti a pagare il canone, come dichiarati dal Direttore Generale Gubitosi alla Commissione Parlamentare apposita: “su 300 dirigenti” ha riferito in Commissione “tre hanno una retribuzione superiore ai 500 mila euro l’anno, uno tra 400 mila e i 500 mila euro, quattro tra i 300 mila e i 400 mila euro, 34 tra i 200 mila e i 300 mila euro, 190 tra i 100 mila e i 200 mila euro, 68 sotto i 100 mila euro”. Tra i benefit, un’auto per tre anni in leasing pagato al 70% dalla RAI.

 

MONTE DEI PASCHI

 

Se a giugno prossimo l’aumento di capitale non riuscirà, chi restituirà 3,3 miliardi ai contribuenti?

La più antica banca del mondo (data di nascita 1472) è sull’orlo del fallimento ed è stata salvata dall’intervento dello Stato, cioè dei cittadini italiani, cui occorrerebbe soprattutto rispondere (e non solo ai toscani che almeno dalla Banca traggono beneficio in termini occupazionali).

Il consiglio di amministrazione ha chiesto ai soci di ricapitalizzare l’Istituto. La Fondazione si è opposta a questa scelta che avrebbe reso marginale la sua presenza e, potendo ancora contare sulla maggioranza, ha fatto bocciare la delibera.

In sostanza, la politica (ed i sindacati interni che sono in linea con il Sindaco di Siena e/o viceversa) si rifiuta di fare un passo indietro nonostante abbia la responsabilità del disastro. Stucchevoli richiami alla salvaguardia del territorio sono solo appelli alla salvaguardia del potere di coloro che tale territorio gestiscono. Lo conferma l’assunzione, da parte del Governo, di 120 persone incaricate di controllare i fondi che l’UE annualmente assegna all’Italia. Le aziende chiudono, i disoccupati aumentano e il Governo si allarga! Non si poteva, invece, distaccare personale da uffici laddove di personale ce n’è anche troppo?

Sono a rischio l’investimento di migliaia di piccoli azionisti del Montepaschi, gli interessi di cinque milioni di depositanti (ed alla lunga il posto di lavoro di 25 mila dipendenti). Salvo non si pensi che poi saranno di nuovo i cittadini italiani (non solo toscani) a ripianare. E salvo un eventuale mancato ricollocamento non provochi conseguenze su tutto il sistema bancario nazionale, già protagonista del “Credit Crunch” verso le imprese.

In tutto questo dobbiamo assistere ad estenuanti analisi e verifiche per la conferma, ad esempio, delle detrazioni fiscali per l’efficienza energetica che, tutte insieme, hanno un costo sideralmente inferiore ai 3,3 miliardi prestati al MPS.

 

BOOM DI FINANZIAMENTI DALL’EUROPA

 

Nell’ambito dell’accordo di collaborazione siglato da Finco con lo Studio Bonifazi e la Ganadharma Consulting & Services, quale servizio di consulenza in materia di finanziamenti europei per gli associati Finco, presentiamo una panoramica della programmazione dei nuovi fondi europei.

Il nuovo Quadro Finanziario Pluriennale introduce strumenti finanziari come prestiti, garanzie, partecipazioni ed altri strumenti di condivisione dei rischi, ai quali il bilancio 2014‐2020 farà più ampiamente appello, in collaborazione con la Banca Europea per gli Investimenti (BEI), con il Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI) e con le banche promotrici nazionali. Scopo di questi strumenti è sopperire all’incapacità del mercato di mettere a disposizione fondi per le PMI, i progetti di ricerca e sviluppo, l’efficienza energetica e le infrastrutture di base.

La nuova iniziativa PMI della Commissione sosterrà per esempio i prestiti bancari alle PMI negli Stati membri particolarmente colpiti dalla crisi finanziaria avvalendosi di garanzie parziali sui prestiti e strumenti di cartolarizzazione.

Un altro esempio di soluzione innovativa è l’iniziativa “Prestiti obbligazionari per il finanziamento di progetti”: questo canale di finanziamento, alternativo alle banche, permetterà di finanziare grandi progetti infrastrutturali ‐ linee ferroviarie, autostrade, reti di trasporto dell’energia – facendo appello a investitori istituzionali, quali fondi pensione e compagnie assicurative, alla ricerca di flussi di cassa stabili e di lungo termine evitando forme tradizionali di finanziamento come i prestiti bancari. Una serie di programmi si avvarranno di questi strumenti finanziari: COSME (finanziamento delle PMI), Orizzonte 2020 (ricerca e innovazione), Erasmus (per il meccanismo di garanzia sui prestiti, vedi punto 2) e il meccanismo per collegare l’Europa (infrastrutture).

Questa è la situazione attuale per quanto riguarda i singoli programmi di finanziamento (fondi diretti) che sono stati tutti approvati molto recentemente, con alcune modifiche di budget e di indirizzo:

Horizon 2020 – il programma più importante per la ricerca e sviluppo, con un budget concordato per il periodo 2014‐2020 di 70.2 miliardi (ai prezzi 2011). Le voci più importanti sono “Sfide per la società” (39% del bilancio complessivo), “Eccellenza scientifica” (32%) e “Leadership industriale” (22 %); è stato approvato ufficialmente il 21 novembre 2013. Dopo il voto del Parlamento, il programma dovrà essere ufficialmente adottato anche dagli Stati membri dell’UE a partire dal 1° gennaio 2014. Le principali modifiche apportate al programma mirano ad incrementare il supporto alle piccole imprese ed i contributi scientifici e ad indirizzare i fondi sulla ricerca in materia di energia non fossile.

Il 5 dicembre 2013 il Consiglio ha adottato il regolamento di approvazione del Programma per l’Ambiente e l’Azione per il Clima (LIFE) per il periodo 2014‐2020. Il budget per l’intero periodo ammonta a 3,4 Miliardi di euro. Il programma LIFE, strumento finanziario dell’Unione europea a supporto di progetti relativi all’ambiente e al clima, contribuirà allo sviluppo sostenibile a al raggiungimento degli obiettivi della Strategia Europa 2020, del settimo Programma d’Azione ambientale dell’Unione e di altri importanti piani e strategie europee sul clima e l’ambiente. Sono previsti due sotto‐programmi, Ambiente e Azione per il Clima. Il Programma sarà operativo dal 1 gennaio 2014.

Il Consiglio dell’Unione Europea ha approvato il Programma a sostegno della competitività delle imprese dell’Unione Europea COSME, per il periodo 2014‐2020 il 5 dicembre 2013. Il nuovo programma, con un budget complessivo di 2,3 miliardi di euro, rivolgerà particolare attenzione ai bisogni specifici delle microimprese e delle piccole e medie imprese e, inoltre, contribuirà ad aumentare la competitività delle aziende europee e il loro accesso al mercato comunitario ed internazionale. Il Programma continuerà a sostenere in larga misura le azioni previste nell’attuale programma per l’imprenditorialità e l’innovazione CIP‐EIP, escluso il sostegno all’innovazione che confluirà nel nuovo programma Horizon 2020 (Orizzonte 2020). In particolare, COSME si concentrerà su azioni tese a:

1. migliorare le condizioni per assicurare la competitività e la sostenibilità delle imprese dell’UE, anche nel settore del turismo;

2. promuovere l’imprenditorialità, anche tra gruppi di destinatari specifici;

3. migliorare l’accesso delle PMI ai finanziamenti sotto forma di capitale proprio e di debito;

4. migliorare l’accesso ai mercati sia dell’UE che mondiali.

Il nuovo Programma Quadro 2014‐2020 per il settore culturale e audiovisivo EUROPA CREATIVA, che sostituirà gli attuali Programmi MEDIA, MEDIA Mundus e Cultura, è stato approvato il 19 novembre 2013 garantendo a Europa Creativa gli 1,46 miliardi di euro duramente negoziati negli ultimi mesi. Europa Creativa, che partirà a gennaio 2014, supporterà circa 2000 cinema europei (a condizione che il 50% delle proiezioni sia di film europei) e la distribuzione di più di 800 film europei, sosterrà inoltre migliaia di organizzazioni e professionisti della cultura e dei media, aiutandoli a crescere e ad attrarre un pubblico più ampio.

Per quanto riguarda, invece, i Fondi Indiretti e il Fondo di Coesione, il nostro Governo ha recentemente presentato l’Accordo di Partenariato che sancisce gli impegni rispetto all’ammontare dei fondi strutturali. In base a quanto approvato dalla Commissione europea circa il QFP 2014‐2020, l’Italia beneficerà di un totale di risorse comunitarie pari a 32.268 milioni di euro (incluse le risorse destinate alla cooperazione territoriale per 1.137 milioni di euro e al fondo per gli indigenti per 659 milioni di euro), di cui 7.695 milioni di euro per le regioni più sviluppate, 1.102 milioni di euro per le regioni in transizione, e 22.334 milioni di euro per le regioni meno sviluppate (prezzi correnti). Alla quota comunitaria si aggiungerà il cofinanziamento nazionale a carico del Fondo di rotazione, di cui alla legge n. 183 del 1987, preventivato nel d.d.l per la formazione del bilancio annuale (Legge di Stabilità per il 2014) nella misura di 24 miliardi di euro, nonché la quota di cofinanziamento di fonte regionale da destinare ai POR (quantificabile in una cifra pari al 30 per cento del cofinanziamento complessivo del programma).

La messa a punto della proposta strategica relativa al nuovo ciclo dei fondi europei 2014‐2020 ha comportato un intenso e non sempre facile confronto con le amministrazioni regionali, anche al fine di pervenire ad una posizione condivisa sui cambiamenti del governo complessivo del sistema. Inoltre, la proposta strategica è stata oggetto di discussione in diversi incontri con le associazioni rappresentative del partenariato economico e sociale. Nel corso delle ultime settimane si è svolto, altresì, il confronto con le amministrazioni centrali, alcune delle quali saranno titolari di Programmi operativi nazionali.

La Legge di Stabilità stanzia significative risorse per il nuovo ciclo di programmazione dei Fondi europei e nazionali per le politiche di coesione territoriale, impegnando il governo a fare la propria parte per i prossimianni in modo strutturato con il concorso di UE e regioni. In particolare, si stanziano:

1. 24 miliardi di euro di quota di compartecipazione nazionale (che si aggiungono ai quasi 30 miliardi di fondi

strutturali UE);

2. ulteriori 55 miliardi per il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (ex Fondo Fas), di cui l’80% in favore del Mezzogiorno.

In totale si arriva quindi a circa 110 miliardi di euro nei prossimi sette anni per le politiche di coesione territoriale.

Ad oggi rimaniamo in attesa dei decreti attuativi della Legge di Stabilità per fornire tutti i dettagli alle imprese.

 

(a cura di: Dott.ssa Anna Giannetti e Dott. Alberto Bonifazi)

 

 

 

Pagina 4 NEWSLETTER FINCO N.01/2014

 

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