LA POSIZIONE DI  FINCO CONFINDUSTRIA.

LETTERA DEL PRESIDENTE FINCO AL MINISTRO ON.PRESTIGIACOMO.

 

Gentilissimo Signor Ministro,                                             

mi rivolgo a Lei, a nome di tutta la Filiera dell’ efficienza energetica rappresentata nella nostra Federazione, la cui composizione può vedere in allegato.

Purtroppo,  ancora una volta, alla scadenza di una delle poche reali misure di sviluppo attualmente attive cioè il bonus per la riqualificazione energetica degli edifici, siamo alle prese con una grande incertezza e con una notevolissima preoccupazione.

Tale preoccupazione è dovuta al non riconoscimento, stando almeno  alla bozza di testo del Decreto circolata, di quale contributo essenziale può fornire, come da Lei giustamente sottolineato, la green economy al nostro Paese, sia sotto il profilo del positivo impatto occupazionale, sia sotto quello dell’emersione del nero, sia, ancora, sotto quello proprio dell’efficienza energetica con i conseguenti risparmi da essa attendibili.

I nostri  “giacimenti petroliferi” sono costituiti dalle notevolissime possibilità  di risparmio, che ben si adattano peraltro ad attitudini radicate nei comportamenti delle famiglie italiane e nella loro  tradizionale parsimonia.

Studi effettuati e specifiche statistiche dell’ENEA dimostrano, oltre ogni dubbio, che la misura del 55% ha avuto ed avrà un riscontro positivo sul mercato. Se si pensa che il  60% dell’oltre il milione di domande presentate appartiene a soggetti ubicati in sole quattro tra le venti  regioni italiane (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto), ben si capisce come tale misura non abbia affatto esaurito la sua spinta propulsiva.

E, peraltro, le possibilità di espansione degli incentivi – e quindi anche degli introiti per l’Erario – sono più ampie proprio laddove verrebbero maggiormente attenuate, ove si applicassero i nuovi tenori percentuali di agevolazione ( si è parlato del 41% !) che , con il contemporaneo aumento dell’IVA al 21%, sarebbero tali da scoraggiare i contribuenti ad accedervi favorendo le imprese disoneste a continuare ad occultare volume d’affari e redditi.

 E’ poi appena il  caso di ricordare che questa è una delle poche filiere che, in questo momento, ha tutelato ed anzi incrementato i propri posti di lavoro.

Ed è una filiera italiana, quella dell’efficienza energetica, degli infissi e dell’involucro edilizio che, tra l’altro, è caratterizzata da un elevato rapporto tra lavoro e capitale, e che impiega manodopera e genera occupazione sul territorio nazionale perché per sua natura non può, anche volesse, delocalizzare all’estero.

 In questo quadro abbiamo anche proposto l’ipotesi dell’ “Eco-prestito”, che forse potrebbe trovare un parziale finanziamento nell’ambito del fondo rotativo per Kyoto, ma che le banche dovrebbero concedere a tasso Zero rifacendosi  poi in sede delle loro rispettiva dichiarazione dei redditi con riferimento al mancato rimborso degli interessi (come accade in Francia).

Alleghiamo una nostra nota in proposito. (All.)

Tutto quanto precede tralasciando l’incremento della qualità della vita e le positive ricadute ambientali che questa misura reca con se: essa ben si inserisce tra le iniziative di riduzione delle emissioni di gas clima alteranti, iniziative cogenti e sancite da precisi accordi Comunitari.

Chiediamo quindi al Governo di confermare nel nuovo DL Sviluppo il provvedimento legislativo relativo agli incentivi almeno per 4 anni (dal 1 gennaio 2012 al 31 dicembre 2015) e la possibilità di recupero del credito da parte del contribuente modulabile dai 3 ai 10 anni nonché di prevedere un’ aliquota che non scenda significativamente sotto l’attuale 55%. Chiediamo altresì  l’estensione del provvedimento anche ai beni non strumentali e l’ampliamento dei soggetti  e delle tipologie che possono beneficiare delle detrazioni, con particolare riferimento agli interventi idonei a limitare il consumo estivo, finora esclusi data la natura “invernale” delle misure in atto.
 
Gli incentivi hanno finora portato a risultati positivi e aiutato a rivitalizzare il comparto e l’intero settore in un momento di crisi e instabilità dei mercati, confermandosi quale strumento di rilancio strategico per riqualificare il patrimonio immobiliare italiano e ridurre le emissioni di CO2 nell’atmosfera.

Ed è una misura che si ripaga già nel breve periodo.

Nel restare a disposizione per auspicati approfondimenti porgo i più cordiali ossequi.

Cirino Mendola

All. c.s.

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