…è il titolo dell’ultima fatica di Jeffery Deaver che vede, come protagonista, uno stalker.

Stile inconfondibile, ha conquistato i lettori di ogni età e provenienza culturale. Non ha affatto l’aria del protagonista mondano o dell’uomo superbo. Il successo di Jeffery Deaver deriva dall’ottimo connubio tra equilibrio,  intuito e perseveranza. Classe 1950, dopo gli studi di Giurisprudenza, inizia la carriera giornalistica che, nel corso del tempo tralascia a favore di un rapporto con la scrittura “dai tempi più lunghi e dalle dinamiche approfondite”.  La vera consacrazione arriva nel 1999, quando vince il Premio Nero Wolfe con “Il collezionista di ossa”, la prima indagine di Lincoln Rhyme, un’esperto forense paraplegico, ed Amelia Sachs, da cui è stato tratto l’omonimo film con Angelina Jolie e Denzel Washington.

La penna di Deaver sembra essere stata forgiata appositamente per le storie che richiedono un’equilibrio tra scavo psicologico e tensione. Due universi con i quali sa giocare sapientemente.    L’ultimo suo lavoro, attesta, ancora una volta, questa capacità.  ”Sarò la tua ombra”, arrivato in italia a distanza di 8 mesi dalla segnalazione dell’edizione in lingua originale (dal titolo “XO” riferimento ai simboli del gioco del tris), terzo volume dedicato all’esperta di cinesica Kathryn Dance, già al centro di “La bambola che dorme” e “La strada delle croci”.  In questo thriller è sulle tracce di uno stalker che perseguita una giovane cantante, Kayleigh Towne, stella nascente del country, con il suo singolo “Your shadow”. Tanti fans in adorazione, ma uno scambio di mail con uno di questi, segna, per lei, l’inizio di un’incubo.  In “Sarò la tua ombra”, Deaver ha realmente scritto le canzoni della protagonista.  E’ un libro pieno di musica, che, tra l’altro, sta a dimostrare che la vena dell’autore non è meramente giallista ma molto più ampia…

“Io ero uno sfigato” — ci racconta–  ” non avevo talento per lo sport, le ragazze mi ignoravano! Tuttavia, avevo una grande passione per la scrittura e la musica. In particolare, raccontare storie attraverso la musica.  Ho scritto parecchie canzoni, ed alcune sono state incise, ma il “cantante” (io) non era altrettanto buono! Quindi, la mia carriera di cantautore è durata davvero poco.  Ben presto ho compreso quanto fosse piacevole, per me, raccontare storie per i lettori. Le canzoni hanno, in un certo senso, tracciato un solco per il traguardo successivo.     Non ho più smesso di scrivere!  Però ho anche pensato che, prima o poi, sarei tornato ad un romanzo dal tema musicale.  Diversi anni fa sentii una canzone dei Police “Every breath you take”, che, era, senza dubbio, una canzone d’amore, ma, in qualche sfumatura, alle mie orecchie, suonava anche un po’ come una canzone di “ossessione”, un pochino cupa, se vogliamo.  In quel momento, ho capito che mi sarebbe piaciuto scrivere una storia con protagonista la figura di uno stalker che prende spunto dal titolo di una canzone per “trasformarla” in qualcosa di personale su cui fondare la sua ossessione!  Così è nato il mio romanzo “Sarò la tua ombra”.

“Come mai la scelta della città, in cui ha luogo l’intera vicenda, è caduta su Fresno, che, come lei stesso dice, è la terza città più brutta d’America?”

“Io lavoro per voi lettori. Mi sento molto fortunato a potermi guadagnare da vivere, scrivendo. Il mio obiettivo è quello di poter dare grandi emozioni a chi mi legge e cerco sempre di escogitare cose che scuotano, che spiazzino…In questo caso ho usato gli artifici del mestiere, ossia, di far piombare in un’ambiente sconosciuto che in qualche maniera destabilizzi. Ecco spiegata la mia scelta di Fresno! E’ una città difficile, complicata. Ho pensato che in questo contesto l’emozione salisse e spingesse a leggere con maggior foga.”

“Se dovesse ambientare un suo romanzo in Italia, che tipo di trama le verrebbe in mente?”

“Non ho dubbi…si tratterebbe di un romanzo che vedrebbe come protagonista uno chef, con complice un produttore di vino…un “serial-kitchen”!”

“Qual’è il suo personaggio preferito tra Rhyme, Dance e gli altri protagonisti dei suoi thriller?”

“Rhyme è molto più popolare nel mondo. Lincoln è protagonista di 10 romanzi, questo è l’undicesimo, Kathryn solo di 3. Ma non ha importanza, io continuerò a scrivere storie con personaggi che piacciono ai lettori”.

“In “Carta bianca” l’avventura di James Bond, dello scorso anno, quanta libertà creativa ha avuto nello scrivere?”

“Circa tre anni fa, gli eredi della famiglia di Ian Fleming, mi hanno proposto di scrivere un nuovo capitolo della saga di Bond. Io risposi che avrei accettato volentieri a due condizioni: uno, che io potessi ambientare la storia nella contemporaneità con un Bond giovane, e che il libro avesse comunque una trama densa di colpi di scena.  Loro accettarono. Però si riservarono il diritto dell’approvazione finale.    Di modifiche ne apportarono pochissim.  Il libro venne pubblicato e le impressioni sono state ottime!   Ma chiarii che avrei scritto un solo episodio.”

“Noi, spesso, siamo abituati a vedere films tratti da romanzi. Come mai “Il collezionista di ossa” un film ben riuscito, non ha avuto un seguito?”

“La risposta è molto semplice: c’è stata una querela, dopo il film. Non ha niente a che fare con il processo creativo”.

“Quali sono le sue paure più grandi?”

“Le rispondo in due modi diversi…la prima, quella di deludere i miei lettori, e, dato che, trovo parecchia empatia con la gente, credo che questo mi aiuti a scrivere libri migliori!  La seconda, è che, essendo un’essere umano come tutti, mi fa paura l’altezza, l’essere vittima di una rapina, ho paura della morte. “

“Com’è nata la sua propensione a scrivere thriller”?

“In quasi tutta la mia giovinezza mi piaceva creare storie che ci insegnassero qualcosa sulla nostra esistenza…il coraggio, le angosce, cose che, nella vita di tutti i giorni ci sfuggono…”

“Abitualmente, quando e dove scrive?”

“Scrivo ovunque…in macchina, in treno, in aereo, in ogni momento in cui ne senta il bisogno.”

Loredana Filoni

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