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Il messaggio è chiarissimo: in un contesto che da sempre si è rivelato il miglior veicolo per rendere istituzionalizzato il ladrocinio perpetrato da sedicenti funzionari amministratori del bene pubblico ai danni dei contribuenti, Franco Fiorito ”er Batman” non poteva fare di meglio che mandare messaggi a raffica all’esterno; e non appena è scattato l’alquanto simbolico interesse della giustizia ai suoi affari sporchissimi, la sua dichiarazione che “in prigione troverò gente migliore che dentro li Pdl”, ha di fatto lanciato un avviso di chiamata a coloro che hanno reso la Regione Lazio berlusconizzata un conto aperto alla bisogna del capogruppo del Pdl e dei suoi feroci, avidi accoliti.

Infatti le sue dichiarazioni, per bocca dell’avvocato Taormina – dopo il suo arresto e il trasferimento in carcere – quali: “Sono serenissimo”, “Ho dormito splendidamente”, “Sto benissimo”, “Giustizia sarà fatta”, e “Restituirò tutto”, sono riportate dalla stampa tutta a guisa di megafono di inquietanti messaggi per gli addetti ai lavori; e gli inviti a quanti più programmi di dibattiti televisivi e radiofonici possibili – prima che scattassero le manette e mettessero “er Batman” a tacere momentaneamente - hanno mostrato come il messaggio subliminale di tali dichiarazioni sia: “Adesso mi avete beccato, aspettate un po di tempo, 50-60 chili in meno, forma psicofisica ritrovata, laurea all’Università del Crimine di Regina Coeli, Roma, accesso garantito a posti di primissimo piano tra qualche anno in Parlamento, una potenziale nomina governativa magari agli Interni, e mi faranno ministro”. Ci ritroveremo er Batman ministro.

Se infatti da sempre il carcere è il passaggio obbligato per i piani alti del potere, adesso c’è un’aggiunta modaiola: Il carcere come un resort per dimagrire.

Lele Mora, fascistissimo ameboide berlusconizzato, dopo la sua scarcerazione viene avvistato dai fotografi del Corriere delle Sera con 50 chili in meno e adesso si batte il petto e si cosparge il capo di cenere in preda a pentimenti e contrizioni al limite del misticismo.

Il 9 ottobre 2012  la redazione online del Corriere della Sera riporta: “(…) Cuffaro, camicia azzurra e maglione blu, irriconoscibile e dimagrito, si è voltato una attimo verso i suoi compaesani prima di risalire sull’auto della polizia penitenziaria che lo ha riaccompagnato nel carcere agrigentino”.

Funzionari pubblici dichiarano che “data la rappresentatività della popolazione italica che noi politici abbiamo l’onore e l’onere di mettere in atto, è chiaro che quest’ultima è composta anche da persone che non sono proprio dei gigli di campo; noi ci identifichiamo col popolo”.

Ecco: siccome un Paese non può esistere senza un esecutivo, ne consegue che il potere sceglie i soggetti peggiori; mica quelli onesti che i cittadini si sentono di confermare come propri rappresentanti per garantire le istanze della cosa pubblica come bene primario delle basi democratiche. No.

Quelli che deprederanno il bene pubblico sono quelli che il potere vi imporrà con la scusa che “sono stati scelti e votati dal popolo”.

Poi, siccome dopo decenni de magna-magna, mettono su 50-70 chili, lo Stato decide che “è necessaria una dieta rigorosissima”. E vengono arrestati (in teoria).

In carcere non è che uno abbia la scelta di un menù da ristorante a cinque stelle, e il botto psichico che si fa è devastante: da scorrazzamenti per il mondo con macchine costosissime, viaggi in posti da cartolina, ville faraoniche, elicotteri, pranzi e cene luculliane nei migliori ristoranti, sollazzi con prostitute, feste e festini, comparsate in Tv pagate a peso d’oro e pericolosità sociale conclamata, a un’angusta cella con un menù carcerario, ripeto, il botto è grosso.

A meno che tu non sia un boss; allora la musica cambia.

E così lo Stato diventa, da elemento connivente e tollerante, a un intollerante padre severissimo e spietato, amplificando i danni subiti dai dannati e invasati di papi Silvio.

Per quasi vent’anni questi bambinoni berlusconizzati avidi, aggressivi e bulimici sono stati addestrati a rispondere a riflessi pavloviani puntando alla giugulare dei ”comunisti” e ricompensati di conseguenza con poltrone e incarichi governativi, e quando non servono più vengono annientati.

Quelli che in gioventù hanno visto il sistema politico fatto di maggiorenti identificati con il padre padrone, e dunque da abbattere per uccidere la propria angoscia Edipica, hanno sublimato la ribellione violenta contro la figura paterna con il prendere loro il posto dei padri, e riconosciuto il proprio padre come debole ed inetto e non abbastanza aggressivo e severo; e per quanto facciano e dicano per eliminare questa angoscia devastante, le pulsioni violente si trovano sempre al punto di partenza in un reiterato e ansiogeno circolo vizioso di un nietzschiano eterno ritorno dove le colpe dei padri ricadranno sempre sui figli.

Da Wikipedia: Che accadrebbe se un giorno o una notte, un demone strisciasse furtivo nella più solitaria delle tue solitudini e ti dicesse: ‘Questa vita, come tu ora la vivi e l’hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte, e non ci sarà in essa mai niente di nuovo, ma ogni dolore e ogni piacere e ogni pensiero e sospiro, e ogni indicibilmente piccola e grande cosa della tua vita dovrà fare ritorno a te, e tutte nella stessa sequenza e successione [...]. L’eterna clessidra dell’esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa, granello della polvere!’. Non ti rovesceresti a terra, digrignando i denti e maledicendo il demone che così ha parlato? Oppure hai forse vissuto una volta un attimo immenso, in cui questa sarebbe stata la tua risposta: ‘Tu sei un dio e mai intesi cosa più divina?’ “

(Friedrich Wilhelm Nietzsche, La gaia scienza, aforisma 341.)

E il web si scatena.

Adesso Francone Fiorito detenuto ”chiede merendine al cioccolato e bibite gasate, ma i medici gli rispondono con un secco niet. In custodia cautelare al Regina Coeli per pericolo di fuga e inquinamento delle prove, l’ex capogruppo del Pdl alla Pisana accusato di peculato è stato messo a dieta dai medici del penitenziario: qualche malalingua non ha esitato a dire che Franco Fiorito avrebbe già mangiato abbastanza.

Ma quello che più colpisce, è che Er Batman di Anagni continua a sottolineare che il sistema del magna magna, quello della ’stecca para’, il metodo del tanto a me tanto a te – per intenderci -, fosse un sistema ben noto e collaudato da tutti i partiti alla Regione Lazio”.

Come il bambino viziato bulimico che non sa perdere, e durante la partita di pallone è quello che si frega il pallone e minaccia di non ridarlo più se non si fa come dice lui, er Batman adesso - come i bambini cattivi che sono messi in punizione – viene redarguito dall’amministrazione penitenziaria di ridurre drasticamente la dieta.

Che la destra italiana con l’avvento dl berlusconismo abbia ancora una volta mostrato il suo solito aspetto feroce – con una coalizione di individui che hanno sempre atteso e sfruttato un padrone dittatoriale che avrebbe pensato lui ad ogni cosa per smarcarsi costantemente dalle proprie responsabilità, e poi aspettare il momento buono per scaricarlo – questo è da sempre stato la caratteristica di una mentalità tipica di un certo conservatorismo italiota, dove la paura regna sovrana, la pusillanimità si mischia con la frustrazione di un inespresso delirio di onnipotenza che fatalmente porta i soggetti alla sottomissione al capo-branco dominante.

La ferocia, la violenza, l’arroganza dei regimi dittatoriali dove non è permessa l’espressione individuale se non attraverso atti che portano al disturbo psicofisico, data l’ubbidiente volontà masochistica di reprimere tali espressioni dell’animo umano, trovano nel berlusconismo l’inevitabile sponda; ancora di più lo è lo sfruttamento dell’elemento femminile visto come la rappresentazione pubblica delle vestali del dittatore, che, nella loro assoluta interconnessione con le emozioni forti e profonde molto più potenti dell’animus maschile, vengono addestrate all’aggressività, alla tracotanza imposta come modello di assoluta fedeltà, sfruttando falso amore, intimando rispetto, assoggettamento al capo-branco.

L’esaltazione, il fanatismo, quella bulimia irrefrenabile dell’avidità di espandere il proprio ego senza nessun riguardo delle fragilità altrui, anzi facendo di tutto per travolgere chi osa porsi di traverso, è l’espressione di uno come er Batman, “bambinone bulimico e viziato” come direbbe Lidia Ravera sul Fatto Quotidiano.

Nella sua consueta rubrica delle emails dei lettori e delle lettrici sullo stesso giornale, Furio Colombo risponde ad una lettrice che chiede un’opinione sullo scandalo della Regione Lazio; ci vuole una certa pazienza nel capire bene la dinamica degli eventi, e le notizie te le devi andare a cercare con la curiosità dello speleologo.

Dopo pagine e pagine di articoli che riguardano la scandalo – specie sul Corriere della Sera edizione romana - lo svolgimento prende una direzione che lascia alquanto perplessi; tanto che l’indagine sui documenti delle spese delle Regione fuori controllo viene sì documentata con accuratezza e precisione, portando alla luce tutto il marcio putrescente del berlusconismo rampante, ma solo Furio Colombo sul Fatto Quotidiano mette in risalto il vero punto di partenza: la vittoria della Polverini alle elezioni per la presidenza della Regione Lazio fu un affaire piuttosto misterioso, in quanto la candidata che si era schierata all’opposizione del cartello di centrodestra aveva trionfato nella provincia di Roma; la vittoria di Emma Bonino - Radicale da sempre – sembrava certa fino a quando non si sarebbero conteggiati i risultati delle altre provincie laziali.

Emma Bonino perde sul filo di lana e guarda caso il Frusinate determina il rovesciamento assieme alle provincie di Rieti e Latina tradizionalmente di destra.

Franco Fiorito ”er Batman” – tra gli altri – avrebbe garantito la vittoria delle liste del centodestra e determinato così la sua ascesa alla corte della Polverini che naturalmente “non sapeva nulla” delle ruberie di cospicue cifre di denaro pubblico in seguito: il prezzo da pagare per avere uno come er Batman al parlamento regionale.

I Radicali ovviamente gliel’hanno giurata: e la vendetta si consuma come nelle migliori tradizioni delle battaglie politiche, dove vale il detto che ”la vendetta è un piatto che si gusta freddo”, e le inchieste parlamentari delle spese di denaro pubblico gonfiate a dismisura vengono alla luce inevitabilmente, e invece di essere insabbiate vengono considerate come valide e fanno venire giù tutto il finto castello di carta dell’amministrazione regionale perversa del centrodestra.

Colombo risponde alla mail di Fiorenza riassumendo il disastro dell’amministrazione Polverini scrivendo che: “Infatti è il periodo in cui si chiudono gli ospedali, si tagliano posti letto, si precarizzano ancora di più (mancato rinnovo dei contratti) medici e infermieri, si smette di sostenere i disabili, si fanno pagare ticket ai poveri. I due Radicali nel Consiglio del Lazio pongono una domanda ragionevole e ovvia: come vengono spesi questi soldi? Dove sono le documentazioni? Possibile che siano necessarie tali somme? Non c’è risposta”.

Alla fine la risposta arriva. E crolla tutto il sistema Polverini.

Marco Rossi

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